Noi vogliamo un grande Vicenza

di

Matteo Renzi                           
Vicenza-Sud Tirol 3-1. Cronaca Partita: 5%. Fuffa generale: 30% per colpa della foto di Renzi. Aspettative, nostalgia e voglia di cantare: 55%.

Non sappiamo se i lettori che stanno per cominciare a leggere questo blog hanno idea della condizioni disastrose in cui si trova il glorioso Lanerossi Vicenza. Per questo, la premessa doverosa da farsi è che parliamo di una società – l’attuale proprietà – che del 2004 ha ottenuto tre retrocessioni (con due ripescaggi) relegandoci quest’anno all’incubo della Lega Pro, uno dei campionati più scarsi al mondo.

Potete quindi immaginare che il grado di scetticismo dei tifosi del Vicenza raggiunge dei livelli che nemmeno lo UAAR o Pippo con la strega Nocciola potrebbero battere, dato il corollario di mezze pippe che ci siamo dovuti sorbire e che ci troviamo ancora ad insultare ogni volta che entriamo in curva.

Lanerossi VIcenzaL’incredibile vittoria di ieri delle suddette, la seconda consecutiva del Vicenza al netto di un primo tempo imbarazzante, non ci farà quindi salire o spingere, come si dice adesso, sul/il carro dei tifosi occasionali, pronti a sbavare per l’arrivo di un uomo forte che dovrebbe, non si sa bene come, tirarci fuori dalle secche di una crisi pluriennale e condurci dove ci meriteremmo di stare: minimo in Serie A e con un gioco capace di trascinare il Menti. Abbiamo fiducia e rispetto illimitato nei confronti di Mister Lopez, glorioso capitano, unica nota lieta di una squadra raffazzonata come ogni anno, ma, di vittorie consecutive, ne servono un po’ di più per cominciare a crederci.

State certi però che proveremo a farlo, nelle prossime settimane, scrivendo su questo blog e tifando e cantando in curva. Qui dentro troverete un po’ di tutto: a volte la classica cronaca, a volte tutt’altro. Ma sempre con il Lane e i suoi tifosi al centro.

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Collettivo della curva sud del Romeo Menti, teatro delle imprese del Lanerossi Vicenza. Qui saremo la sirena d’allarme per un calcio moderno alla deriva: in trasferta ci portiamo il cabernet, non la tessera. Allo stadio andiamo con la sciarpa biancorossa, non i bastoni. Potrà cambiare il clima ed il cielo, mai la nostra bandiera, biancorossa per sempre.

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