Nintendo Labo, quando la tecnologia incontra il gioco tradizionale

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Che Nintendo stia vivendo un momento d’oro è un dato di fatto. Il successo globale della console ibrida Switch e dei suoi titoli di punta, le versioni mini delle mitiche console anni Ottanta e Novanta, le applicazioni mobile come Super Mario Run e Animal Crossing rappresentano tasselli di una strategia di mercato vincente.

Ma la strada dell’innovazione e della sperimentazione per il colosso giapponese dell’intrattenimento non sembra ancora giunta al termine. È recentissima infatti la presentazione di un nuovo, curioso progetto che fonde la tecnologia con il più classico dei giocattoli tradizionali, ossia la costruzione di modellini in cartone. Stiamo parlando ovviamente di Nintendo Labo.

Nintendo Labo è una nuova linea di prodotti da affiancare a Switch. Si tratta di kit contenenti elementi in cartone da assemblare e in cui inserire la console e/o i suoi controller, per un’interazione inedita e fantasiosa. I Toy-Con, questo il nome degli oggetti che si possono costruire, permettono così di trasportare nella realtà l’esperienza di gioco proposta dal software, anch’esso presente nella confezione.

Al momento sono stati presentati due kit. Il primo, definito Kit Assortito, includerà i materiali per comporre una macchinina, un mini-pianoforte, una canna da pesca, il manubrio di una moto e una casetta. La costruzione, che si consiglia di eseguire assieme ad un adulto, richiede fino a due ore in base al modello. L’interazione della console e dei suoi controller con questi oggetti permetterà poi, ad esempio, di far muovere la macchinina sfruttando la funzione di vibrazione, o di sentir suonare davvero i tasti in cartone del mini-pianoforte.

Il secondo kit, Kit Robot, permetterà di realizzare una sorta di zainetto con elmo che trasformerà l’utente in un robot, controllando il personaggio nel gioco in una sorta di mix tra realtà aumentata e realtà virtuale.

Il target di Nintendo Labo è chiaramente rappresentato dai bambini e dalle loro famiglie, ma non è escluso che la trovata possa interessare anche qualche fan più cresciuto. Lo scopo dell’esperienza, però, è quello di favorire un’interazione genitori-figli e di ampliare il concetto di videogame affiancandolo ad un’attività prettamente manuale. Non è da escludere inoltre che in futuro, a seconda della risposta del mercato, questo esperimento sfoci in applicazioni ancor più impensabili.

Nintendo Labo sarà disponibile anche in Italia dal 27 aprile 2018. Il prezzo dei kit è l’unico elemento che potrebbe far storcere il naso, aggirandosi tra i 60 e gli 80 euro, non proprio un regalo considerando che poco si sa sulla qualità e sulla durata dei materiali e soprattutto sulle caratteristiche dei software abbinati ai kit.

Sta di fatto, comunque, che Nintendo non si preclude nessuna strada. Nei prossimi mesi sapremo se la lungimiranza paga, o se in questo caso la sperimentazione si sia spinta troppo oltre. Anche se, considerando che i kit sono già primi nella classifica di prenotazione nella categoria videogiochi su Amazon, l’esito dell’operazione sembra più che definito.

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Classe '85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura (ho pubblicato cinque romanzi) ed i videogiochi, non disprezzo fumetti, calcio, cinema e cucina. Eterno bambino, amo la vita e credo che sia troppo breve per non interessarsi a... tutto!

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