Pub Manhattan, New York: 5 locali per una birra

di
Pub Manhattan
@Trey Ratcliff

La Colazione da Tiffany sulla 5a strada di New York è immagine, nella mente di donne indipendenti, fidanzate e mogli, del rifugio perfetto e catartico che costringe consorti ed amici uomini a pellegrinaggi poco comprensibili (e, in fortunati casi, dispendiosi ma luccicanti). Tuttavia, New York e i pub di Manhattan permettono di balzare da ideali colazioni a sostanziose cenette o proseguimenti di serata che rianimeranno ed esalteranno anche gli accompagnatori (negli sfortunati casi ormai al verde).

Il Birrofilo Anonimo, sempre alla ricerca di birre artigianali, tra la miriade di locali che affollano le strade di Manhattan e Brooklyn, è riuscito a scovare qualche degno posto in cui riprendersi dall’abbinata colazione da Tiffany-albero di Natale al Rockefeller Center, combinazione proprio imperdibile in questo periodo prenatalizio… Ecco quindi Pub Manhattan: una selezione di 5 locali per bere una birra nella Grande Mela.

Pub Manhattan rare unusual beer
@Maddalena Vaccaro

Pub Manhattan, New York: 5 locali per una birra

In zona 5° strada, all’altezza della Pierpont & Morgan Library, valida alternativa ai percorsi turistici più frequentati, si trovano The Ginger Man (11 E 36th) e Rattle’n’Hum (14 E 33rd), prima tappa del nostro itinerario tra i pub di Manhattan.

Se il primo è un pub tipicamente newyorkese da godersi sul finale di giornata, tra luci suffuse, alti ambienti e una ventina di spine, il secondo assomiglia più a un pub alla vecchia maniera, con locandine dei birrifici, grandi televisori per seguire la partita di football o basket del momento e le immancabili decine di spine a muro, caratterizzate da improbabili pupazzetti e feticci che permettono l’immediata riconoscibilità delle birre.

È proprio questo il tratto distintivo dei pub americani e quindi di molti pub di Manhattan: spine a muro che permettono di avere una birra sempre fresca e che lasciano libero il bancone, disponibile così per essere affollato da amici, birre e chiacchiere.

Tutto bar, spine e luci soffuse è il Proletariat nell’East Village (102 St. Marks Pl.), un locale con una cornice nera d’ingresso, quasi sottotono, che però apre a uno spazio dall’atmosfera magica. Tra globi luminosi quasi fossero pianeti, la parete affollata di disegni di tatuaggi incorniciati e diventati icone e la lavagna su cui le birre sono scritte con le lettere magnetiche, la maggiore attenzione è per le rare, new and unusual beers, come annunciato in vetrina. Sedetevi al bancone, vi sentirete a casa.

Altro posto fuori dal mondo e dal tempo (e in qualche modo fuori di testa) è il non distante Mc Sorley’s Old Ale House (15 E 7th), il più vecchio pub irlandese datato 1854, ma che non rinnova l’arredamento dal 1910. Vecchio legno dall’inconfondibile profumo, pavimento in assi, uomini di poche parole dietro il bancone e due birre, chiara e scura. Qualcosa da dire? Ti hanno avvisato prima che entrassi: ricordati che sono nato prima di te. Riverenza.

Vera e propria soglia spazio-temporale è la porta d’accesso del Tørst a Brooklyn (615 Manhattan Av.). Oltre la soglia, un ambiente completamente dominato dal marmo bianco del bancone e dalle pareti in legno venato sembra più un quadro di Edward Hopper che non un locale reale. La scelta delle birre è dominata dalle tendenze europee, forse troppo “familiare” per chi arriva dal Vecchio Continente, ma certamente all’avanguardia per New York.

Pub Manhattan McSorley
@Maddalena Vaccaro

Pub Manhattan, per proseguire il pub crawl

Dato che è impossibile dare un quadro esauriente degli infiniti locali di New York, con Pub Manhattan vi segnaliamo anche questi, da cui potreste passare in caso vi trovaste in zona.
Hell’s Kitchen: The Pony Bar, 637 10th Av.
Midtown East: The Perfect Pint, 203 E 45th St.
West Village: Blind Tiger, 281 Bleeker St.
Hudson Square: 508 Gastrobrewery, 508 Greenwich St.
Madison Square Park: Eataly, Rooftop, 200 5th Ave % 23rd St.

Pub Manhattan New York, dove mangiare: due selezioni culinarie

L’itinerario di Pub Manhattan non finisce qui: se il Birrofilo Anonimo incontra il Newyorkese Anonimo, l’abbinata birra/cibo diventa esplosiva e mooolto soddisfacente, e lo ringraziamo in attesa del prossimo pranzo.

Per fantastici e infiniti sandwich di carne, vera specialità newyorkese: Katz’s Delicatessen, 205 E Houston St.
Per un classico e soddisfacente “sushi” metropolitano: Sushi Dojo, 110 1st Ave

New York, cosa vedere: visite fuori dal comune

A partire dalla 5a strada, sono raggiungibili due istituti culturali che ospitano collezioni d’arte di prim’ordine, raccolte da potenti magnati all’inizio del XX secolo. Avrete la possibilità di vedere fondamentali opere dell’arte italiana ed europea, ma anche godere di piccole mostre temporanee che spaziano dai manoscritti ai disegni, passando per divagazioni nel contemporaneo e nella storia del costume.

The Frick Collection (1 E 70th St), allestita negli ambienti privati ora diventati spazi espositivi, è una vera e propria oasi nell’affollamento delle arterie di Manhattan.
The Morgan Library&Museum (225 Madison Avenue), nel nuovo e luminoso allestimento di Renzo Piano, è una irresistibile “campana di vetro” in cui fuggire e godere del Bello.

New York, dove alloggiare

Carino e ordinato, abbastanza economico, con o senza offerta, è il Manhattan West Hotel (303 W 30th), a dieci minuti a piedi da Madison Square Park verso ovest: in posizione strategica per i collegamenti con l’aeroporto e con i maggiori punti di interesse della città, può essere un ottimo compromesso tra spesa ed economia degli spostamenti.

Perché non passiamo la giornata a fare cose mai fatte prima? Sarebbe divertente. Ci sarà qualcosa che non hai mai fatto… e in quanto a me, è un po’ difficile, ma tenteremo di trovarne qualcuna.
Da Colazione da Tiffany

 

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Alla passione per l’arte e l’iconografia unisce quella per la storia e la cultura umanistica, con competenze che cerca quotidianamente di trasformare in un lavoro socialmente riconosciuto… Non riuscendoci sempre, mantiene vive le sue passioni grazie a viaggi ed esplorazioni culturali, spesso in compagnia del fidanzato cuoco, che l’ha condotta sulla (cattivissima) strada del buon cibo e delle birre artigianali.

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