A Natale si regalano giochi in scatola

di

A Natale le famiglie sorridenti si ritrovano per il cenone, si scambiano i doni di fianco all’albero, si vogliono bene e giocano a tombola con i fagioli. E di solito i fagioli vincono.

20 anni fa, magari. Oggi, mentre gli adulti discutono di Renzi convincendo il proprio apparato digerente a fare gli straordinari, i più giovini si dedicano ai propri smartphone. Come cambiare il quadretto? Si potrebbe piazzare come regalo ai minori qualche gioco da tavolo e proporre di giocarvi durante le feste; sappiate che con ogni probabilità dovrete essere voi a leggere le regole e insegnarle agli altri tiepidi partecipanti: la cultura del gioco in scatola necessita di qualche missionario che la promuova laddove non è mai giunta. E spesso non attecchisce, almeno non subito; ma raramente esige martiri.

Quali titoli scegliere per non sbagliare? Ne propongo 5 che potete giocarvi senza timore.

1. Jenga, per famiglie dalla composizione varia per età, genere, professione e lingua

Evoluzione dello Shangai: Jenga è una torre composta da blocchetti di legno, 3 per piano, che i giocatori si sfidano ad estrarre uno alla volta e a riposizionare sulla sommità senza fare cascare la costruzione. Può non apparire molto allettante, ma reca con sé innegabili vantaggi: il numero di giocatori è illimitato, non ci sono regolamenti da imparare, non ci si deve scervellare, è veloce (può essere velocissimo) e vinceranno quasi tutti. Tranne uno.

Due chicche: Jenga in kiswahili significa “Costruisci!”, la regola più infranta è quella di usare una mano sola per l’operazione.

2. Dixit, per psicologi e copywriter

Questo è un gioco di carte rivoluzionario, molto più semplice a giocarsi che a spiegarsi: ogni carta riporta un’immagine differente, dal soggetto vagamente onirico. Il giocatore di turno (narratore) sceglie una delle sue 6 carte e la mette in mezzo coperta, pronunciandone un “titolo”: una frase, una parola, un verso ad essa ispirato. Gli altri giocatori (al massimo 5, perché è un gioco, nella versione originale, da 3 – 6 giocatori, mentre nella versione Odissey arriva a 12) scelgono tra le loro 6 carte quella più collegabile a quel titolo ponendola a faccia in giù in mezzo al tavolo. Il narratore mischia le 6 carte così ottenute e le gira: i 5 avversari dovranno indovinare tra le 6 carte quale è quella scelta dal narratore. Scopo del narratore è quello di fare indovinare la carta ad alcuni degli altri giocatori, ma non a tutti.

Adatto a chi cerca modi intelligenti per trascorrere una serata in amicizia, ma non ama i giochi in scatola, parte dell’incanto di Dixit è merito della disegnatrice francese Marie Cardouat.

@yoppy
@yoppy

3. Lupus in Tabula, per branchi di giovinastri in vacanza

Conosciuto anche come “Guru”, “Mafia” o “Lupi e contadini”, e venduto anche più stiloso (e costoso) sotto il nome di Wherewolf, è un gioco da 8-24 giocatori: non indicato a famiglie allargate, in cui candidi bambini sarebbero buttati fuori dal gioco perché han creduto alle menzogne dei genitori (che poi è il meccanismo sui cui si regge la magia del Natale).

È un gioco “di ruolo” in senso lato, interamente parlato; ogni partecipante ha un’identità segreta di contadino o di lupo mannaro (questi ultimi sono una minoranza); durante ogni turno notturno i licantropi eliminano un contadino, e in ogni turno diurno il gruppo di giocatori discute per riconoscere i lupi tra loro e condannarne uno a morte. La durata può essere elevata, considerato che in tanti vorrete fare un’altra partita (e poi un’altra), soprattutto il tapino che è stato fatto fuori senza motivi nel corso del 1° turno. Se ne volete sapere di più, ne abbiamo scritto qua.

Gioco pericoloso per le coppie: non riuscirai a perdonare prima del 2015 il moroso che con gli occhi a cuore ti giura di non essere un lupo e poi ti ghermisce nel sonno.

@Nacho Facello
@Nacho Facello

4. Bang!, per ragazzi annoiati da tutto questo Natale ma che non hanno il permesso di appizzare la Play

Gioco di carte italiano premiato nel mondo dalle dinamiche classiche e l’ambientazione western: che tu sia sceriffo o vicesceriffo o fuorilegge o rinnegato devi eliminare i tuoi avversari, se hai capito chi sono. Appassiona i giovanissimi per la grafica curata e il meccanismo immediato del pesca e spara. L’andamento del gioco è condizionato da numerosi eventi e oggetti, che distribuiscono in ugual misura colpi al barile, al cerchio e alla pancia. Alcune espansioni aggiungono imprevedibilità, ma mai come quella assicurata dalla carta Dinamite.

La storia vuole che Emiliano Sciarra, il creatore del gioco, lo inventò proprio per trovare un gioco da far fare a Natale ai suoi parenti.

5. Dominion, per giovani e adulti amanti dei giochi in scatola

Tra i giochi qui presentati, Dominion è il più serio, un gioco “vero”. Gioco di carte per 2-4 giocatori, molto ben bilanciato, in cui ognuno si crea il proprio mazzo di gioco nel corso della partita acquistando carte azioni, tesori, maledizioni per gli avversari e punti vittoria per sé. Ambientazione medievale, il set base è disponibile sia nella versione originaria Dominion: Nasce un regno, che in quella successiva, contenente carte differenti (e compatibili con l’edizione base), Dominion: Intrigo. In ogni partita il set di 10 carte acquistabili dai giocatori cambia garantendo quindi una gran longevità al titolo; un avvertimento: nelle combinazioni di 10 carte che scegliete prima di iniziare a giocare diffidate da quelle troppo potenti (come “Mappa del tesoro” e “Nave pirata” dell’espansione Seaside), bruciano le partite in una corsa alla loro acquisizione.

@laffy4k
@laffy4k

E se invece voleste lasciare gli adulti a discutere di movimento dei forconi e i ragazzi in compagnia dei propri telefonini, come Redazione abbiamo anche altri regali da suggerire!

Segnala un errore

Milanese milanista, per Le Nius redattore e formatore. Comunica per Fondazione Arché, blogga per Vita.it. Persegue la semplicità e, nel cammino, interroga il suo tempo. Ha sempre da imparare. paolo@lenius.it

8 Comments

  1. Sì, hai fatto bene ad ampliare il ventaglio originario di 84 carte: conosco chi, dopo numerose partite, si creava le carte da pubblicità di riviste e illustrazioni pittoriche misconosciute.

    Un appunto (…) su Dixit è condiviso anche da Dominion: un (bel) mazzo di carte ti costa come un gioco in scatola.

  2. Ottimo. Su Amazon ho pagato all’incirca 15 euro a mazzo, mentre il primo con scatola l’ho preso a Utrecht per qualcosa in più di 30 euro. Ora attendo una super giornata di inverno chiusi in casa a fare solo quello.

  3. Che ad avere solo le carte base dopo una decina di partite rischi di indovinare quale è la carta ispiratrice ancora prima di vedere le 6 candidate…

  4. Che poi io il gioco non ce l’ho, ma ho una carta supermegaspeciale donatami da Paolino con cui mi posso bullare nelle serate dagli amici. 😀

  5. Animazione merito di quella organizzazione non a scopo di lucro statunitense che risponde al nome di “Wikipedia”.

    La carta era una promo che avevo tirato su da Giochi dei Grandi, chissà se ne hanno ancora.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Gimme5, qualche domanda a chi la usa

Una raffica di domande a uno studente che usa Gimme5 per i suoi piccoli investimenti: "Chi sei? Quanto usi questa app? Quanto ci hai guadagnato?".
Cosa facciamo Le Nius informazione

Cose che cambiano a Le Nius

Il post in cui condividiamo le nuove linee che sono alla base di ciò che proponiamo su Le Nius: ci occupiamo soprattutto di temi sociali e vogliamo farlo con la partecipazione dei nostri lettori e lettrici.
Torna su
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: