E se non ci rivediamo Buon Natale

di
@As Roma
@As Roma

Che poi servirebbe un sottotitolo a sto titolo
Ovvero
Volevo essere Bukowski
E invece no.
Forse per la storia della birra, e per quella volta che ho vinto 400 euro ai cavalli giocando con Ciccio e Flavio.
Magari potevo esserlo.
Ma in definitiva
No.
Bere birra e una botta di culo ai cavalli non fanno di te un poeta.
Poeta ti ci puoi sentire.
Esserlo è un altro discorso.
Campione d’Italia ti ci puoi sentire.
Diventarlo è un altro sport.
Si chiama calcio.
O pallone.
O football se vedi la Premier.
Se c’è una cosa che odio di noi romani è l’altezzosità. Sembriamo tutti figli di Romolo, tutti nati nel 753 avanticristo.
Invece non semo nessuno.
Cascamo a pezzi.
Smadonnamo nel traffico.
E pensamo de vince.
Senza gioca’.
Facile.
Bello.
Scemo.
Io una volta ho scritto una poesia e
l’ho letta davanti a quattro persone
e ha fatto schifo.
Ho capito che se volevo provarci ancora dovevo studia’, legge, capicce deppiù.
No bearmi di quattro persone che me dicono bravo solo perché poi dopo andamo a fa’ l’aperitivo.
Io volevo esse Bukowski.
E invece m’ha detto male.
Ma io la lezione l’ho capita.
E non c’ho più provato. Almeno fino adesso.
Oh e se non ci rivediamo Buon Natale.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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