Napoli-Juve: è finita la benzina?

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Napoli-JuveLe partite della Juve da qualche tempo a questa parte sono prive di gioco. Le vittorie sono arrivate o per giocate individuali (vedi le punizioni di Pirlo o i gol di Tevez) o per una questione più che altro di esperienza e mentalità, che inevitabilmente i grandi giocatori e le grandi squadre portano con sé.

Napoli-Juve ha fatto registrare la stessa afasia di gioco bianconero che, aggiunta alla qualità e alla brillantezza degli avversari, ha portato ad una inevitabile sconfitta. Non abbiamo mai mostrato di poter pareggiare, nè tanto meno vincere, la partita, il Napoli ci è stato superiore dall’inizio alla fine.

Indubbiamente l’assenza di Tevez si è fatta sentire in modo eclatante, ma non si tratta solo di quello. La realtà è che la squadra è spompa. Molti giocatori sono sotto pressione da tempo e le loro prestazioni ne risentono. Se alcuni, tipo Bonucci, Chiellini, Lichsteiner e Asamoah in qualche modo tengono botta, altri, tipo Vidal, Pogba e Llorente sono sprofondati in un sonno calcistico preoccupante.

Questa involuzione nella condizione della squadra chiama in causa vari fattori: un mercato che ha lasciato clamorosamente scoperto il centrocampo (l’unico sostituto degno è Marchisio, mentre Padoin e Isla continuano a sfoggiare prestazioni imbarazzanti quando sono chiamati in causa), una preparazione atletica evidentemente insufficiente (ho capito Conte che giochiamo ogni tre giorni, ma tutte le grandi squadre in Europa lo fanno, no?), un gioco che è diventato ormai prevedibile e, sempre più spesso, noioso.

L’ultima partita vinta in maniera veramente convincente sia sul piano del risultato che su quello del gioco è il 3-1 all’Inter del 2 febbraio. Stiamo parlando di ormai due mesi fa. Certo prima di Napoli-Juve in mezzo ci sono comunque 10 vittorie e 2 pareggi, un ruolino di marcia di tutto rispetto, che ci impone anche una certa moderazione quando muoviamo delle critiche.

Ma occorre trovare una via d’uscita per concludere allo stesso ritmo la stagione. A me sembra che il calo sia soprattutto a centrocampo: i due uomini, Vidal e Pogba, che fino a ieri avevano garantito (assieme a uno straordinario Tevez) il salto di qualità alla Juve, ora rischiano di frenarne la corsa, se non cerchiamo di porre qualche rimedio. I due infatti non solo non incidono più come prima, ma fanno anche molti danni (vedi le numerose palle perse ingenuamente da Pogba, o episodi imbarazzanti come la simulazione in area di Vidal in Napoli-Juve, forse l’unico modo di rendersi pericoloso per il Vidal attuale).

Non è certo il caso di scomporsi. Una sconfitta a Napoli ci sta. E confidiamo nella capacità della squadra di trarre energie dalle partite peggiori, come è stato dopo il 2-4 con la Fiorentina all’andata. Ma a preoccuparci è soprattutto la qualità del gioco. D’accordo, vedere una punizione di Pirlo infilarsi all’incrocio o un’azione caparbia di Tevez diventare occasione da gol è sempre uno spettacolo, ma il risultato non può essere tutto in quel magico rettangolo verde.

Immagine | tuttosport.com

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Conduce una vita raminga, spostandosi spesso, in sogno, tra la natia Lisbona e l’adottiva provincia italiana, di cui ammira soprattutto i bar di paese. Appassionato di pallone perché fonte di innumerevoli metafore, non riesce a non sentire, non riesce a non scrivere.

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