Napoli-Inter, pazza ma non abbastanza

di
napoli-inter
@inter.it

Napoli-Inter, 70′ minuto. Non hai nemmeno iniziato a giocare e sei sotto 2-0 a Napoli, pronto per l’ennesima serata di nulla. Squadra rinunciataria e moscia, gli avversari ti prendono a pallonate e sono giustamente in vantaggio.

Poi all’improvviso ti svegli e ne metti 2, e se quel punto non serve a niente, almeno hai la consolazione di non avere perso (ancora) a Napoli e di avere sempre lì la pazza Inter.

Merito dell’ingresso di Hernanes? Si è spento il Napoli? Reazione di carattere? Difficile capirlo, semplice intuire che la formazione iniziale era precotta e che a Mancini manca la capacità di cambiare formazione e preparare le singole partite in base all’avversario.

Resta la sensazione di avere una squadra ottima, con delle punte di buon calcio, ma senza continuità e senza la capacità e la personalità di vincere contro le migliori. Difficile accontentarsi del punto, anche se da tifosi sono anni che uscivamo da Napoli con zero.

E la squadra? Andiamo a vedere giocatore per giocatore le prestazioni.

Napoli-Inter, le pagelle

Handanovic 7 – Dopo la partitaccia contro la Fiorentina, salva quel che può. Buone parate ce ne sono, e sui gol le colpe non sono di certo sue.

Santon 6,5 – Dà sempre l’impressione di scricchiolare quando deve difendere, quando spinge davanti invece è bravo. Da lui parte l’azione del primo gol. Se cresce può fare ottime cose.

Ranocchia 5,5 – Non cambia quel suo essere spaesato in mezzo al campo, quella mancanza di senso della posizione e la difficoltà di mettere in campo grinta e personalità. A metà la responsabilità sul primo gol di Hamsik con Juan Jesus, fa dei buoni recuperi quando il centrocampo cede gentilmente palla al Napoli di sua sponte.

Juan Jesus 4 – Stasera non ne azzecca una. Ammonito (ingiustamente) dopo 60 secondi, è disattento sul primo gol e sul secondo Higuain lo scherza. Ha delle grandi potenzialità fisiche ma sembra che la vicinanza di Ranocchia non gli faccia bene. Grande confusione.

D’Ambrosio 5 – Ci prova ma i risultati sono poco o nulla. Ci mette quello che può, ma non pare in grado di poter essere un titolare.

Medel 6,5 – Sbadato a tratti, ma lui è la sostanza. Tocca un’infinità di palloni, copre e imposta. Stasera lo lasciano un po’ da solo. Resta fondamentale.

Brozovic 5 – Stasera male. Fisicamente un po’ giù, ha perso brillantezza rispetto a qualche partita fa. Resta fondamentale per il centrocampo dell’Inter, quando gira lui si portano a casa i 3 punti.

Guarin 5,5 – Qualche spunto buono, anche lui sottotono rispetto alle precedenti. Parte un paio di volte, sempre qualche imbeccata geniale ma da lui ci aspettiamo sempre tantissimo.

Shaqiri 5,5 – Non in grande serata, nel primo tempo gli arrivano pochissimi palloni, nel secondo partendo da destra butta un po’ di palloni in mezzo ma senza grandi risultati. Bisogna dargli più palloni.

Hernanes 6,5 – Entra al posto di uno spento Brozovic e cambia la squadra. Ha personalità e punta l’uomo: se fosse un po’ meno discontinuo avrebbe i numeri per essere titolare fisso.

Palacio 6 – Lento e impreciso nel primo tempo, più battagliero nel secondo dove trova il suo quarto gol in campionato. Si impegna, si sbatte su tutto il fronte ma quest’anno la becca difficilmente. Se l’alternativa si chiama Podolski però, può dormire sonni tranquilli.

Icardi 7 – Come fai a non amarlo? Gli arrivano pochissimi palloni, e lui li trasforma tutti in occasioni da gol. Cerca di andarsi a recuperare palloni anche in difesa, nel secondo sfiora il gol con un meraviglioso colpo di testa e con un bel tiro da fuori. Poi batti un rigore a pochi minuti dalla fine e che fai? Ti piazzano il laser in faccia e tu li ripaghi con un cucchiaio. Il numero 1.

Puscas s.v entra a pochi minuti dalla fine, e non capiamo bene il perché.

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Scatto in profondità, controllo e, prima del tiro, un impercettibile passo di danza che manda in tilt gli avversari e libera la porta. Tango Hesitation lo chiamano, un movimento sublime un cui tutto – il ritmo, la passione e anche un pallone – rimane sospeso per una frazione senza tempo. Arte e struggimento: il piede e il volto di Diego Milito.

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