Le mostre da non perdere a Milano nel 2018: un anno all’insegna dell’arte

di

Mostre a Milano nel 2018

1. Dentro Caravaggio

Dove: Palazzo Reale
Quando: fino al 4 febbraio 2018

mostre a milano
Caravaggio “Riposo durante la fuga in Egitto” (comune.milano.it)

Partiamo con la nostra selezione di mostre a Milano nel 2018 con un omaggio al pittore “maledetto”, Michelangelo Merisi, alias Caravaggio (o “Carabbaggio”, come direbbe Giacomo in “La leggenda di Al, John e Jack”). L’esposizione è una grandiosa antologica del Maestro, con ben 20 capolavori in prestito dai maggiori musei italiani ed esteri, che ci regala un’occasione più unica che rara: poter ammirare, concentrati nelle stesse sale espositive, il “Riposo durante la fuga in Egitto”, il “Fanciullo morso da un ramarro”, il “Sacrificio di Isacco”, la “Madonna dei pellegrini” e i due “San Giovanni Battista”. Ovviamente, le opere degne di menzione non si riducono a queste, ma non mi sembra il caso di riproporre per intero il catalogo della mostra.

Ad ogni modo, se non riuscite ad andare a Palazzo Reale entro il 4 febbraio, non disperate: per recuperare, vi basterà comprare un biglietto aereo per Firenze, Roma, Napoli, Barcellona, Londra, New York, Hartford o Detroit. In fondo, dicono che con il Round The World Ticket non si spenda nemmeno così tanto.

L’ultimo Caravaggio – Eredi e nuovi Maestri

Dove: Gallerie d’Italia
Quando: fino all’8 aprile 2018

mostre a milano
Giulio Cesare Procaccini “Ultima Cena” (i.ytimg.com)

Se, seguendo il mio consiglio, andrete effettivamente a vedere “Dentro Caravaggio”, sappiate che nell’ultima sala vi aspetterà una delusione cocente: la parete dove dovrebbe essere esposto il “Martirio di Sant’Orsola” è nientemeno che vuota! Dopo i primi secondi di confusione impanicata (“L’avranno rubato? Sarà in restauro? Rivoglio i soldi del biglietto!”), ho scoperto che il quadro, vero e proprio testamento artistico del pittore, è ora esposto alle Gallerie d’Italia: qui, oltre all’ultimo capolavoro del Merisi, potrete ammirare alcune tra le più significative opere del primo Seicento, realizzate nei prosperi domini asburgici di Napoli, Genova e Milano.

Con oltre 50 dipinti di “eredi” caravaggeschi e “nuovi maestri” barocchi del calibro di Battistello Caracciolo, lo Spagnoletto, Rubens, Van Dyck, Procaccini e Bernardino Strozzi, la mostra si sofferma su un fervido periodo di rinnovamento del gusto, tra la rivoluzione caravaggesca tesa al naturale e le esuberanze festose del Barocco. L’interrogativo di fondo dell’esposizione è indagare quanto quest’artista lombardo (inquieto e poco diplomatico, sì, ma assolutamente geniale) abbia effettivamente lasciato il segno sulla successiva generazione di pittori.

Imperdibile la maestosa “Ultima Cena” di Giulio Cesare Procaccini, una sorta di “Cenacolo Barocco”, con i suoi 40 mq di pennellate dinamiche, accentuata teatralità e intensi contrasti luministici.

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Amante dell’arte, dei viaggi, dell’ultimate frisbee e del genere fantasy, cerca di guardare il mondo con lo sguardo limpido e curioso dei bambini, sulla scia di Bruno Munari: “Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare”.

2 Comments

  1. Molto bello e molto utile, grazie !
    Ce ne è una in particolare consigliabile
    Per il periodo (/feste) di Pasqua in arrivo ?

    • Grazie Camilla, sono contenta che ti sia piaciuto l’articolo e spero davvero possa esserti utile! Invece, per il suggerimento per le mostre a Pasqua, ovviamente va molto a gusto personale; io direi Frida Kahlo e/o Giovanni Boldini, che mi piacciono molto.

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