Mos Maiorum o la negazione del diritto ad essere persona

di

mos maiorum

Il 13 Ottobre 2014 è partita l’operazione Mos Maiorum (che tradotto sarebbe Costume degli antenati), operazione dal nome imponente e dal contenuto a dir poco inquietante. Siamo di fronte ad una maxi retata, un’operazione di polizia nei confronti di tutti i migranti intercettati sul territorio continentale. Fine prevista per il 26 ottobre.

Attraverso un’azione congiunta dei Paesi dell’area Schengen, coordinati dall’Italia con il benestare dell’ambigua Frontex, migliaia di agenti di polizia (seguendo le linee guida contenute nel Documento per le operazioni congiunte di polizia doc. 16825/10 ENFOPOL 343 JAI 995 COSI 76), rastrellano strade, stazioni, treni, porti e tanti altri luoghi dove ‘scovare’ persone in fuga da fame, e guerre. Un’operazione promossa a un anno dalla strage di Lampedusa dove persero la vita 368 persone.

Obiettivo: quello di combattere il traffico illegale di migranti. Ma qual è la contropartita? L’Europa si ritrova protagonista e testimone di identificazioni violente, violazione dei diritti umani e del diritto di asilo, dove l’illegalità è identificata in chi cerca un po’ di pace. Ignorando che la vera illegalità sia costituita dai molti, moltissimi italiani che in cambio di migliaia di euro garantiscono uno “strappo” verso uno Stato che abbia da offrire loro un permesso di soggiorno valido e protezione oppure semplicemente una comunità disposta ad accogliere.

Mille euro per un passaggio fino al confine e l’illusione che quella sia davvero l’aria fresca del luogo di approdo, ma in realtà è solo lo schianto contro chi ti riporterà dritto nel posto dove hai lasciato le tue impronte. Si chiamano rilievi fotodattiloscopici, imposti da Dublino III e boicottati in sostanza dall’Italia, che di migranti sembra avere le tasche piene, nonostante l’operazione Mare Nostrum.

Ci sarebbe da chiedersi se l’illegalità è rappresentata dai rifugiati e dai profughi e non da quei funzionari che non concedono visti a causa di circolari passate sottobanco, dalle ambasciate che non concedono visti turistici anche quando sussistono tutti i requisiti, da chi le impronte le prende a colpi di manganellate, umiliando uomini, donne e bambini in cerca di un futuro.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dichiara che:

Tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire in uno spirito di fraternità vicendevole (Art.1).

Ma è davvero libero un uomo a cui non è permesso uscire dal suo recinto, anche quando questo è sotto le bombe? Sono libere persone a cui non è permesso arrivare in altri continenti o parlare altre lingue?

Immagine| www.dandc.eu

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Potrei dimenticare a pranzo ciò che ho mangiato a colazione, ma non potrei mai dimenticare gli occhi e le storie delle persone. Laurea in Giurisprudenza, passione per i diritti umani. Animo nomade che del viaggio apprezza le storie che esso racconta. Credo nella potenza delle masse e in chi crede e lotta.

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