Is this the end?

di

Milan 2012-2013Io credo alle statistiche. Se corrette, sono inconfutabili: trattasi di numeri e dati.

Presentano alcune controindicazioni: devono essere incrociate e accorpate tra di loro per acquisire un senso e bisogna comunque essere capaci di farlo; economizzatori cognitivi per la sistematizzazione del reale, innaffiate di ars retorica le stesse statistiche possono essere utilizzate a sostegno di tesi anche contrapposte tra loro.

Non brucio del sacro fuoco della statistica tanto da ritenermi in grado di prevedere chissà quali futuri osservando griglie di cifre; mi riescono in questo di poco più utili dell’oroscopo di Brezny, ma mi diletto nel cercarle e nel metterle insieme. E ad innaffiarle.

Stasera l’ho fatto, compilando un Excel con l’elenco dei giocatori del Milan presenti nella rosa dello scorso anno e li ho ordinati per posizione di classifica della loro squadra attuale. Non che abbia nessun valore scientifico, però incontrare un Antonini che ci guarda dall’alto della settima posizione mi ha stranito e mi sono chiesto, a questo punto, quali giocatori milanisti dell’anno scorso cambiando casacca viaggiassero in una classe peggiore di quella che ci stiamo meritando noi.

Festeggio, non sono pochi: ben 7 , contro i 10 che nella nuova squadra si trovano sopra alla tredicesima posizione. Strasser è 20° con la Reggina, come Didac Vilà nel Betis, mentre l’oggetto misterioso Salomon e un Petagna, che quest’estate aveva gonfiato qualche rete, sono diciottesimi con la ciurma di Mihajlovic: entrambi riserve, il polacco non ha ancora giocato un minuto, mentre “Peta” si è ieri scusato a mezzo Facebook con i tifosi genovesi per non avere inciso come avrebbe voluto nello scampolo di partita con la Lazio.

Francesco Acerbi è 15° con il Sassuolo come Traore con la squadra turca Kayseri Erciyesspor, mentre Adrià Carmona, classe ’92, sta lottando con il Girona (solitamente dalla panchina), in 14° posizione della Liga Adelante (la serie B spagnola).

A 13 punti, nella mia tabella Excel, abitano svogliatamente tutti i giocatori del Milan attuale: qualcuno dorme, qualcuno si fa degli eleganti autoscatti che poi posta sul web.

Tra i giocatori del Milan 2012-2013 che hanno più di 13 punti ci sono tre difensori che avrebbero forse potuto fare comodo (?) alla terza retroguardia milanista più bucata della storia: Mario Yepes, Djmael Mesbah e Luca Antonini, il quale sabato pensava fossero dedicati a lui gli striscioni per un omonimo responsabile della Curva Sud.

Tralasciando Valoti, Boateng, Ambrosini, Pato (…) e Bojan, chi sta veramente meglio è Mathieu Flamini, capolista in Inghilterra, il quale approdò all’Arsenal nel 2004 proprio attraverso l’analisi statistica di un collaboratore di Wenger, che lo aveva rintracciato come giocatore di un campionato europeo capace di correre 14 km a partita.

Anche se in settimana è sceso in campo con le maniche della maglietta tagliate, Mathieu non ha smesso di correre, mentre il Milan sicuramente ha rallentato. Non so se sia questa la fine, ma non lo sa neanche Balotelli, che twittando “This is the end” sabato notte faceva riferimento a un incontro di arti marziali di Giorgio Petrosyan, suo amico.

Quello che so è che la partita di sabato, letta sul web può apparire in due modi: uno di quei match maledetti in cui la palla non vuole saperne di entrare, nonostante una squadra domini il campo con classe e grinta, o un incontro giocato mollemente, con qualche occasione creata dai singoli e una buona prestazione del portiere avversario.

Abbiamo assistito alla seconda situazione. In 11 contro 10.

Trovare statistiche cui fare dire qualcosa di positivo potrebbe diventare sempre più difficile, la mia ars retorica si ferma qua.

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Nasco tra Milan(o) e l'Inghilterra. E lascio il cuore in Olanda, già che ci sono, tripartito. Da milanista tifo i piedi educati e le menti aperte, i capitani di lungo corso e i registi. Faccio più fatica con i cugini che con i gobbi. Credo che la poesia sia ciò che spunta quando hai la palla all'altezza della linea di metà campo e alzi la testa: tutti i gol migliori partono da lì, che poi vengano segnati di esterno o di fegato, di cuore o di doping.

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