Milan – Verona: 3 puntini di sospensione

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L’allenatore è il mestiere di Clarence Seedorf? Lo scopriamo a partire da oggi. La prima notizia è che l’ex centrocampista del Botafogo su cui tifosi e compagni contavano per l’assalto alla Coppa Libertadores (grosso modo la Champions League sudamericana) non è in ciabatte in panchina. Forse perché piove. E piove sul bagnato se Giampaolo Pazzini si è infortunato dopo che abbiamo lasciato andare Alessandro Matri.

Festeggio comunque il giocatore che in una partita a Firenze ha segnato più reti che in 15 con il Milan: le motivazioni per cui non faceva gol possono essere numerose e non devono fare tutte riferimento a Massimiliano Allegri. Se Matri gioisce con Ambrosini e Aquilani, metà Genova e io godiamo con Luca Antonini che non batteva l’Inter da un po’ (e sostiene quindi di avere fatto la scelta giusta).

Spero che la scelta giusta l’abbia fatta anche il Milan che, affrontando questo Verona senza Toni (influenza) e Jorginho (al Napoli), si affida ad un 4-2-3-1 con Honda alla destra di Kaká. Sarà questa la partita in cui Clarence valuterà un po’ la squadra e i giocatori di cui dispone. Sarà contento Rami: gli sono stati preferiti Bonera e Zapata, ma per me l’importante è che Mexes rimanga la 4° scelta. Come i 2 francesi sono vicini a Seedorf in panca Cristante e Poli. Dopo solo 3 giorni di allenamento si vuole una formazione il più affidabile possibile.

Seedorf-Milan

Primo tempo

4’ Il Milan c’è, Balotelli forse.

8’ Honda perde pochi palloni, e pare possa dispensare della qualità. Gran cross per Kaká che non sfrutta.

13’ Kaká per Balotelli che conclude a lato di poco. Che se il Verona continua ad attaccare come ha fatto finora, male che va un punto lo agguantiamo e rimaniamo in media.

16’ De Sciglio mette una palla in area a Honda che non capisce bene perché né come.

18’ Se Robinho all’inizio pestava i piedi al giapponese ora ritorna cheto a sinistra.

22’ Primo tiro veronese, poi un calcio d’angolo. Ok: gli avversari ci sono, non ci sono i 10 punti di differenza. E d’altronde un po’ giochiamo sempre alla Scala, un po’ il cambio allenatore porta con sé dell’entusiasmo. Almeno così la pensano i tifosi che cantano ininterrottamente come non ricordo facessero nelle ultime partite del Seedorf giocatore del Milan.

26’ Verona che si fa vedere. Il nostro problema è la difesa, spero che qualcuno lo abbia detto al Professore. E l’allenatore della parte difensiva credo sia quel Mauro Tassotti, a dirla tutta, che sta spiegando al nuovo allenatore i motivi dell’escursione termica vissuta: il Botafogo era arrivato 4° in Série A mentre il Milan è 11° in Serie A.

28’ Kaká e Honda se la intendono e provano ad andare in area a furia di uno-due. Forse in allenamento ci riescono. Forse in allenamento hanno davanti difensori che glielo permettono. Nella mia gerarchia degli attaccanti milanisti la coppia Honda-Kaká surclassa quella costituita da Robinho-Balotelli. Tutti meno pericolosi della coppia Zapata-Bonera.

31’ Robinho si fa murare una serie di cross, di tiri e di scatti. E la Fiorentina purtroppo non abbisogna di un’ala destra.

32’ Iturbe si beve il nostro centrocampo con gran facilità, ma la sua azione non trova un degno finalizzatore.

38’ Montolivo e Balotelli iniziano a tirare dalla distanza. Non è mai un buon segno per il nostro gioco.

41’ Prima scaccolata da allenatore inquadrato da telecamera di Clarence. Lo penso anch’io, comunque.

45’ Montolivo e Balotelli finiscono di tirare dalla distanza. Per questo primo tempo.

Secondo tempo

45’ Capitan Montolivo si fa soffiare una palla e ne manca un’altra.

47’ Robinho riesce ad arrivare in area e cade. Ahia. Per farsi perdonare, nell’azione seguente, spara un tiro cross su Rafael che non trattiene.

49’ Kaká riesce ad arrivare in area e fa cadere a terra un difensore: un altro stile rispetto a Robinho, ma l’esito è identico.

Quando entra Clarence?

51’ Dopo una bella azione veronese Romulo – Cacia, il quale però è in fuorigioco (e spiace), primo cambio: fuori Bonera dentro Silvestre. Clarence capisce che il Milan deve far rifiatare i difensori e non gli attaccanti. Rami gioisce nell’intimo del suo cuore e io gioisco nell’intimo del mio: lo strapagato Mexes diventa forse il 5° difensore nelle gerarchie milaniste?

52’ Montolivo tira. Mario sbaglia uno stop. Con Berardi mi annoiavo molto meno.

54’ Al di là del predominio territoriale milanista il Verona rischia poco: i nostri 4 attaccanti non riescono a far girare la palla. Occhio ai contropiede di Romulo.

55’ Bomba di Honda dalla distanza.

59’ 40° tiro da 40 metri del 40° capitano della storia del Milan: alto. Giocare con 4 giocatori davanti lo mette in difficoltà, non sa a chi passarla.

I ragazzi in tre giorni hanno ripassato bene il capitolo: “Quando non sai cosa fare, tira”. Maradona così è finito male.

62’ Cambio Milan: Birsa per Honda. Seedorf non crede alla pochezza del gioco e pensa forse che il giapponese neoarrivato non riesce ad entrare negli schemi degli altri tre. No, no, Clarence, era quello che stava giocando meglio. Comunque il nuovo allenatore sa fare cambi, che per essere una piccola novità è una piccola novità bellissima.

65’ Verona molto pericolosa con Martinho che tira di punta su un attento Abbiati. Per il Verona i 3 punti non sono imprendibili e lo sanno bene tutti.

67’ Palo di Robinho su tiro deviato, il millesimo da lontano; la partita si è fatta tirata. Ok, scusate, ma sono insofferente alla carenza di gioco.

68’ Balotelli spalle alla porta si gira e centra il portiere. Buon movimento. Dai!

Tiritiritiritiri anche da parte del VR con Iturbe; Silvestre giallo. Male.

73’ Mario non tira ma la passa a Robinho, bravo, ma niente.

77’ Cambio Petagna per Robinho e giallo per Montolivo.

81’ Kaká rincorrendo una buona palla di ritorno di Petagna finisce a terra: il pallone era perso, ma Gonzalez gli prende le gambe. Rigore.

82’ Mario arriva da 2 errori dal dischetto. Non commette il terzo.

Indica nella direzione del nuovo allenatore che sorride e risponde al gesto… Pare un bel segno, almeno visto dalla tv. Poi magari dietro Seedorf stava seduta la nuova pupa di Mario che non era inquadrata, eh. Però io son contento. In ogni caso, intendo.

84’ Verona che ritira su la testa. Mario, acceso per il gol, prova a giocare per la squadra. Non gli riesce.

86’ Calci d’angolo a raffica per il Verona e le palle ferme non sono il nostro forte. Ok, ancora Balotelli allontana.

Fine

Era una partita così, tre puntini di sospensione di giudizio. Seedorf deve ancora iniziare a lavorare davvero con la squadra. E, peraltro, deve capire se è un allenatore. E se è un allenatore da Milan. Ma, a – 30 dalla Juventus, mi va bene che il girone di ritorno funga da tempo di comprensione.

Immagine| www.calciomercato-milan.it

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Nasco tra Milan(o) e l'Inghilterra. E lascio il cuore in Olanda, già che ci sono, tripartito. Da milanista tifo i piedi educati e le menti aperte, i capitani di lungo corso e i registi. Faccio più fatica con i cugini che con i gobbi. Credo che la poesia sia ciò che spunta quando hai la palla all'altezza della linea di metà campo e alzi la testa: tutti i gol migliori partono da lì, che poi vengano segnati di esterno o di fegato, di cuore o di doping.

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