Di Milan-Roma e di malattie psicosomatiche

di

milan-romaSe tu non me voi bene: di malattie psicosomatiche che ti guardi allo specchio e sai già il tuo futuro

Ho un calazio.
All’occhio sinistro.
Certi giorni, quando dormo poco o lavoro tanto, si nota di più. Altri giorni meno, quasi per niente. Dipende.
Ora, una descrizione superficiale lo definirebbe come una ghiandola del sacco lacrimale che s’è gonfiata e non si sgonfia.
Una ricerca su wikipedia lo definirebbe così.
Un approfondimento su google mi darebbe sì e no un mese di vita perché è sicuramente un sintomo inequivocabile di un tumore all’intestino.
La mia lettura invece lo definisce come:

Il disagio straziante per un Coso qualunque, ma romanista, di avere un malessere che contiene al suo interno la parola ‘lazio’.

Ora a voi non farà nessun effetto, ma ve garantisco che è la cosa più angosciante che me potesse capita’ in questo 2015.
Fateme perde la vista piuttosto. Mettete la faccia mia al posto dei meme su Bocelli. Ma non questo. Non posso sopportare certe inaudite violenze. Fa male più della pareggite che c’ha colpito negli ultimi cinque mesi e più di Milan-Roma di sabato sera. Che in realtà con un briciolo di lungimiranza (che io per le cause di cui sopra non ho) lo sapevi che finiva così.

Sapevi che t’avrebbe segnato Justin Bieber, che non ha mai fatto gol in serie A e che tra 3 partite torna a casa sua. Che lo fai anda’ via senza manco un gol? Noi che semo così ospitali, che stamo pure a fa’ un Giubileo straordinario e non dimo mai de no a nessuno? Eddai.

Sapevi che Inzaghi sarebbe tornato (sono greve ma non so definirlo diversamente) il caro vecchio dito al culo che tanto ti faceva incazzare da giocatore. Che vedendolo anda’ via al momento dell’espulsione, mentre cammina con le braccia dinoccolate e si toglie la cravatta un po’ il dubbio che non abbia mai smesso de gioca’ cell’hai.

Sapevi che Destro avrebbe segnato. Magari non de testa. Magari no saltando settordici metri più in alto di Astori che per l’occasione decide di accucciarsi, tipo salto della cavallina.

Sapevi che Seidou Nazario Da Lima detto Doumbia dopo due gol di seguito non poteva fare pure il terzo, se non altro per una questione di statistiche.

Sapevi che il Milan non perde quattro partite di seguito dall’ottantasei e chi sei te per farli ripiombare in un incubo di quasi trent’anni fa? Non se fa. E infatti non l’avemo fatto.

Sapevi che oltre al risultato in sé e per sé deludente, ma non sorprendente, c’era qualcosa che non te tornava. E no, non era manco Miralem che sta decidendo di farti perdere le residue speranze di far vincere l’Atletico Quadraro al fantacalcio.
No, era altro.
Era una sensazione che conosci bene. Che se manifesta in tutta la sua atrocità la domenica mattina. Quando te sveji e tra il torpore e la lucidità c’è quella terra de nessuno de rodimento de culo, che te devi impegna’ per metterla a fuoco, quel sì lo so che me rode, ma non me ricordo perché… ah la Roma ieri sera! Certo.
Poi ti guardi allo specchio e te ricordi dell’innominabile disagio sul tuo occhio. E come se non bastasse esci compri il giornale e vedi questa: milan-roma
E capisci che il 24 maggio te lo ricorderai. Comunque vada.
Che poi tanto in cuor tuo lo sai già come andrà finire*

*Finale paraculo aperto a molteplici interpretazioni. Perché so’ una brutta persona, ho visto tutte le serie del mondo e conosco a menadito la strategia della tensione.
Statece.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

4 Comments

  1. In una partita in cui i francesi del Milan erano assenti, la compagine rossonera ha vinto.

  2. Ricordo con grande simpatia il periodo dell’anno in cui la Roma dava per certa la sua vittoria dello scudetto

  3. @fabio nessuno l’ha mai dato per certo. ma sarebbe stato molto bello, credimi.

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