Milan, la lista della speranza

di
@Michele Ficara Manganelli
@Michele Ficara Manganelli

Va bene. Chievo – Milan è finita, spengo la televisione e penso ai motivi per cui sperare.

• Le squadre di Allegri entrano in forma a Campionato avanzato; mi auguro accada anche se questa non dovesse più essere una squadra di Allegri. Guardiamo alla posizione in classifica: lo scorso Campionato alla dodicesima giornata eravamo tredicesimi con 15 punti, oggi siamo decimi con 12 punti.

• È una squadra composta da molti italiani (18 in rosa), di cui 4 o 5 nazionali; e dei 7 giocatori nell’orbita di Raiola, con cui si sta raffreddando la relazione, solo 2 sono miei connazionali: Abate e Balotelli.

• In Champions un buon Milan ha giocato contro un Barcellona che in 13 partite di Liga ha lasciato per strada 2 punti. La squadra vista a Verona oggi ha mantenuto un gran possesso palla rimanendo lungamente nella metà campo avversaria.

• Un ricambio generazionale delle figure apicali può riportare in società persone vicine alla storia del Milan come Albertini, Maldini e Seedorf, di cui sarà da valutarsi la perizia professionale, ma che negli scorsi anni ci hanno portato vittorie; come pare potrebbe essere incoraggiata la fiducia a Inzaghi e Baresi. E se Thohir dovesse chiamare alla sua corte Bergomi, i nostalgici vivrebbero derby amplificati.

• Il ritorno di Kakà non è quello di Sheva o Gullit: il brasiliano non ha la freschezza esplosiva di 5 anni fa, ma in campo rimane un riferimento mobile, capace di rendersi pericoloso e di sacrificarsi in copertura. Poli, da solo, costituisce per me motivo di speranza; vederlo guizzare in campo, proporsi costantemente, mi induce a credere di avere portato via l’ennesima perla ai cugini.

• Gli infortunati stanno tornando disponibili: Bonera e De Sciglio per primi, poi El Shaarawy, Pazzini e Silvestre. E a gennaio si potrà contare anche su Honda e Rami. Sebbene in settimana i più accaniti tra noi si sono affrettati a cercare video di Faouzi Ghoulam su YouTube.

Va bene, respiro.

Poi mi torna in mente un dato letto tra le informazioni di cui meticolosamente nutro ogni prepartita.

Recitava: “Chievo Verona, 5 punti in 11 partite”.

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Nasco tra Milan(o) e l'Inghilterra. E lascio il cuore in Olanda, già che ci sono, tripartito. Da milanista tifo i piedi educati e le menti aperte, i capitani di lungo corso e i registi. Faccio più fatica con i cugini che con i gobbi. Credo che la poesia sia ciò che spunta quando hai la palla all'altezza della linea di metà campo e alzi la testa: tutti i gol migliori partono da lì, che poi vengano segnati di esterno o di fegato, di cuore o di doping.

2 Comments

  1. Non dovrei pensare ai cugini ma vedere una squadra che ha tre fuoriclasse a livello mondiale che non giocano mai assieme xché il mr allegri non sa come giocare o farli giocare……….il Milan deve cacciare questo piccolo allenatore di provincia e puntare a un grande stratega che sappia mettere assieme Kakà balotelli robinho magari con un centravanti puro come matri…….mah in fondo non sono fatti nostri

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