Quante persone migranti sono arrivate nel 2020?67 min read

12 Gennaio 2021 Dati immigrazione -

Quante persone migranti sono arrivate nel 2020?67 min read

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Migranti 2020: i numeri in Italia al 31 ottobre

Nei primi dieci mesi del 2020 sono sbarcate in Italia 27.193 persone, un incremento del 186% rispetto allo stesso periodo 2019, quando arrivarono 9.500 persone. A ottobre sono arrivate 3.472 mila persone, più dell’ottobre scorso (duemila), ma in calo rispetto ai mesi estivi, quando sembrava che i flussi potessero riprendere in maniera significativa.

Se prendiamo gli ultimi 12 mesi – esercizio più significativo che non paragonare gli anni solari o i singoli mesi – passiamo dai 10.989 arrivi tra il 1 novembre 2018 e il 31 ottobre 2019 ai 36.939 arrivi del periodo 1 novembre 2019 – 31 ottobre 2020, un aumento del 236%.

migranti ottobre 2020

Tra i paesi di provenienza negli ultimi 12 mesi sono arrivate persone da Tunisia (11 mila persone, 30% del totale) seguite da Bangladesh (3,5 mila persone, 10%), Costa d’Avorio, Pakistan, Algeria, Sudan ed Egitto.

Nei primi dieci mesi del 2020 prosegue e accelera l’arrivo di persone dalla Tunisia. In grande crescita gli arrivi di persone da Bangladesh ed Egitto, in diminuzione invece gli arrivi da Pakistan e Iraq.

Quanto al genere e all’età delle persone sbarcate, il 77% delle persone arrivate sulle coste italiane è di sesso maschile, le donne sono il 6%, i minori il 17% – in buona parte minori non accompagnati.

Migranti 2020: i numeri in Europa al 31 ottobre

Se consideriamo gli arrivi in tutta l’area del Mediterraneo, nei primi dieci mesi del 2020 sono arrivati via Mediterraneo in Europa circa 72 mila migranti, nello stesso periodo del 2019 furono 103 mila.

arrivi europa 2020

Con un balzo di ottomila arrivi nel mese di ottobre, la Spagna diventa il paese europeo con il maggior numero di arrivi, 27.556 persone nei primi dieci mesi del 2020, contro le 26,5 mila dello stesso periodo del 2019. Si tratta di persone che entrano in Spagna in buona parte via mare ma in parte anche via terra nelle enclave di Ceuta e Melilla confinanti con il Marocco. Sono persone provenienti dal Maghreb (soprattutto Algeria e Marocco) e dell’Africa subsahariana (Mali, Guinea, Costa d’Avorio).

La Grecia registra 14.055 arrivi nel 2020, di cui novemila via mare e cinquemila via terra attraverso il delta del fiume Evros tra Turchia e Grecia. Rispetto al 2019, quando arrivarono 57 mila persone, il trend è in netto calo. In particolare, gli arrivi hanno subito una brusca frenata da aprile, dopo che la Turchia ha ripreso a vigilare sulle partenze e ora si sono stabilizzati intorno ai mille al mese. In Grecia arrivano soprattutto afghani (il 38% degli arrivi) e siriani (24%).

Vanno poi considerati anche i 2,3 mila arrivi registrati a Malta e i 1000 registrati a Cipro.

Migranti 2020: questioni aperte al 31 ottobre

Le questioni aperte rispetto alla gestione dei flussi di migranti sono molte, commentiamo qui le principali.

La modifica dei decreti sicurezza in Italia

A inizio ottobre si è finalmente arrivati alla modifica dei decreti sicurezza introdotti da Salvini tra fine 2018 e inizio 2019. Qui sono spiegate tutte le modifiche introdotte.

L’intervento più significativo è forse l’estensione dei casi a cui è possibile concedere un permesso speciale, includendo situazioni di vulnerabilità più generiche per conferire un permesso per restare in Italia ai richiedenti asilo che non hanno i requisiti per diventare rifugiati, e consentendo loro di convertire tale permesso in permesso per motivi di lavoro, se trovano lavoro. Non si tratta della reintroduzione della protezione umanitaria ma poco ci manca, almeno sulla carta.

Per quanto riguarda la gestione dell’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati nel nostro paese, si va verso una riforma del sistema voluto da Salvini, cosidetto Siproimi, che aveva escluso i richiedenti asilo dalla seconda accoglienza per concentrarli in grandi strutture prive di veri servizi per l’integrazione.

La nuova accoglienza – denominata Sistema di accoglienza e integrazione – dovrebbe puntare su soluzioni abitative più piccole e sulla reintroduzione, anche per i richiedenti asilo e non solo per i rifugiati, dei servizi per l’integrazione.

Staremo a vedere se i tempi le modalità di attuazione di queste riforme saranno efficaci.

Le morti in mare e i soccorsi nel Mediterraneo

Con il decreto di modifica dei decreti sicurezza poco cambia però in fatto di soccorsi in mare. Vero che le sanzioni per le navi che violano il divieto di ingresso alle acque territoriali scende a un tetto di un milione a uno di 50 mila euro, ma intanto il divieto rimane.

Significa che, quando lo ritiene, il governo può impedire alle navi che soccorrono migranti di entrare in acque territoriali italiane “per ragioni di ordine e sicurezza pubbliche”.

Inoltre si sottolinea la necessità di coordinarsi con le autorità pubbliche nelle operazioni di salvataggio – pena addirittura la reclusione fino a due anni – il che sembra una cosa di buon senso se non che spesso le navi delle Ong intervengono proprio perché lo Stato decide di non intervenire.

Staremo a vedere come verranno applicate queste norme, intanto anche a ottobre decine di persone sono morte tentando di attraversare il Mediterraneo centrale tra Libia e Italia, portando a oltre 500 il conto dei morti nel 2020.

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Fabio Colombo

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it
11 Commenti
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    Stefano Merlini

    in percentuale meno morti in mare, ma numeri relativi più morti, glielo spieghi a chi muore che le percentuali sono diminuite. Che ipocrisia. Secondo lei meglio 100 morti su 1000 partenti oppure 200 su 5000. La cosa migliore per me è meno morti in termini numerici.

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Buongiorno Stefano, non c'è un meglio o un peggio, entrambi i dati - come su tutti i temi - hanno qualcosa da dire.

  2. Avatar

    Stefano Merlini

    Questo è vero, però per me meno morti ci sono e meglio è. Poi ovvio che se si riuscisse ad avere zero persone morte sarebbe un successo. Ma si potrà ottenere, solo garantendo un futuro a tutti nel proprio paese, in modo che nessuno sia costretto a migrare. La realtà però mi sembra che si investa pochissimo per questo, anche da parte di molte associazioni umanitarie e ong.

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    francesco

    Come mai non si riesce ad arrivare ad una politica comune europea? i migranti , dai dati che si leggono, arrivano in spagna, grecia e italia che sono le economie più deboli. Che fa ad esempio la Francia, la Germania, l'Austria e il nord Europa?

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Buongiorno Francesco, grazie della domanda. Quello della politica comune in materia di migrazioni e asilo è un tema aperto da decenni. Purtroppo non si arriva ad un accordo tra gli Stati. Attenzione alla lettura dei dati: in Grecia, Italia e Spagna arrivano i migranti via mare, ma in realtà paesi come Germania, Svezia, Belgio, Austria accolgono molti più immigrati che vengono via terra, ed è anche questo il motivo per cui molti paesi sono restii alla distribuzione dei migranti che arrivano via mare. Vedi più info in questi articoli: https://www.lenius.it/quanti-sono-gli-immigrati-in-italia-e-in-europa/ https://www.lenius.it/quanti-sono-i-rifugiati-in-italia-e-in-europa/

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    Muhammad

    Ciao posso chiedere io sono in italia da 2014 e evevo il permesso di soggiorno richesta asilo e 2018 corte di appello ha diciso di darmi il permesso sussidiaria poi lo fatto convertire il motivo lavoro adesso io posso fare domanda per carta soggiorno il tempo di 5 anni si conta da 2014 o da 2018 quando ho presso il permesso mi conseglia perfavore

    • Davide Fracasso

      Davide Fracasso

      Ciao Muhammad, dunque il conteggio dei 5 anni dovrebbe partire da quando hai un permesso di soggiorno, anche se x richiesta asilo, quindi nel tuo caso dal 2014. Non so dirti con certezza se dovranno anche verificare la residenza, ma non credo.

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    erasmus appiah

    salve vorrei chiedere una domanda, io che lavoro come un dipendente di un azienda petrolifera come benzinaio ⛽️ posso fare la richiesta del flusso decreto 2020 per mio fratello che si trovo in africa oppure spetta a determinate categorie di lavoro, o esclusivamente i datori di lavoro . mi faccia sapere grazie mille

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Buongiorno Erasmus, in generale è il datore di lavoro che può fare richiesta insieme alla persona, non un parente. Però ti consigliamo di chiedere a uno sportello di informazioni come ad esempio CGIL, CISL, ACLI oppure qualche associazione per migranti della tua città di residenza.

  6. Avatar

    Patrizia Zaccarelli

    Quanto di parte l'articolo. Per tua informazione: richiedente asilo e rifugiato e' la stessa cosa, ma visto i dati che tu stesso metti in chiaro, 30% arrivi di 70 % uomoni tunisini, non vedo come questi rientrino in categorie di "rifugiato" o "richiedenti asilo", sono semplicemente clandestini che ogni paese al mondo o farebbe entrare. La rimozione del decreto Salvini e' una vergogna. L'italia e' letterlmente invasa da una massa di uomini immigrati illegali di cui non si sa ninente. ma cosa parlate di richiedenti asilo o aiuti umanitari?!!! sono clandestini che non devono entrare!!!

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Buongiorno Patrizia, l'articolo riporta i dati delle persone in arrivo, non occupandosi delle distinzioni giuridiche che introduci nel tuo commento. Non lo fa perché nel momento in cui le persone sbarcano, è semplicemente impossibile farle. Se la persona avrà diritto o meno all'asilo politico, o comunque a restare legalmente in Italia, lo si stabilisce secondo procedure regolate dal diritto internazionale, non certo nei commenti a un articolo.

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