Quanti migranti sono arrivati nel 2017?

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Come abbiamo fatto per il 2016, seguiamo mensilmente l’andamento del fenomeno anche nel 2017. Ci interessa monitorare i numeri, delle persone che arrivano via mare in Italia e in Europa, anche se va detto che si tratta di solo una parte degli immigrati che arrivano in molti paesi per altre vie, via terra o via aria.

Ci interessa monitorare anche le principali questioni politiche aperte in Italia e in Europa, e le loro conseguenze sui flussi migratori, le rotte e, soprattutto, le vite delle persone.

Cominciamo, allora. Con un quadro della situazione relativo a gennaio 2017.

Migranti 2017: i numeri in Italia al 31 gennaio

Nel 2016 sono sbarcate in Italia 181.436 persone. Si tratta, come detto, del dato più alto di sempre: erano 153.842 nel 2015, 170.100 nel 2014, e molte meno negli anni precedenti.

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 e il 31 gennaio 2017 sono sbarcate in Italia 4.463 persone. Un dato leggermente inferiore a quello di gennaio 2016, quando arrivarono 5.273 persone.

I dati sui paesi di provenienza non sono disponibili per il solo mese di gennaio 2017, e riguardano il periodo 1 gennaio 2016 – 31 gennaio 2017: Nigeria (21%), Eritrea (11%), Guinea, Gambia e Costa d’Avorio (7%), Senegal e Mali (6%), Sudan (5%).

Ad arrivare in Italia sono soprattutto uomini (il 71%), con una considerevole fetta di minori non accompagnati, in continua crescita (il 16% degli arrivi). La gran parte degli sbarchi avviene in Sicilia (il 78%) ma ci sono arrivi via mare anche in Calabria (il 20%).

Migranti 2017: i numeri in Europa al 31 gennaio

Tra il 1 e il 31 gennaio 2017 sono arrivati via mare in Europa 5.862 migranti. Continuano infatti ad avvenire alcuni sbarchi in Grecia, certo a ritmi decisamente più bassi di quelli pre accordo con la Turchia.

Nel primo mese del 2017 sono arrivati in Grecia 1.399 migranti, provenienti da Siria (47%), Afghanistan (24%) e Iraq (15%). Erano, pensate, 67 mila nel gennaio 2016.

Monitoreremo nel corso dell’anno questa rotta, se si manterrà su questi numeri o ci saranno cambiamenti. Monitoreremo anche l’eventuale insorgere di altre rotte, in questo quadro mai fisso che sono i movimenti migratori.

Migranti 2017: cosa fa l’Europa

Oltre al ritmo molto lento con cui procede il processo di relocation, altro specchio del fallimento delle politiche europee sono le condizioni miserabili in cui sono costretti a vivere molti profughi in diversi paesi.

La nostra coscienza ballerina è stata risvegliata a un certo punto dalle immagini provenienti da Belgrado, dove i profughi intrappolati dalla chiusura della rotta balcanica vivono letteralmente al freddo e al gelo la loro condizione di esiliati.

Situazioni di estremo disagio vengono riportate lungo tutta la (ex) rotta balcanica, con persone che muoiono cercando di percorrerla comunque, e altre bloccate in paesi in cui non vorrebbero stare senza poter tornare indietro né proseguire.

Per molti l’unica alternativa, pur di non essere rispediti in Turchia o avventurarsi lungo le insidie della rotta balcanica, è rimasta quella di chiedere asilo in Grecia, dove le condizioni di vita dei profughi sono da più parti denunciate come indegne.

Migranti 2017: cosa fa l’Italia

In Italia siamo alle prese con il dibattito sul sistema di accoglienza, ciclicamente riacceso da scandali presunti o reali, proteste plateali, e situazioni mediaticamente ghiotte come quelle dei 12 profughi respinti dagli abitanti a Gorino e della donna ivoriana morta in un centro di accoglienza a Cona.

Gli obiettivi del governo, in particolare del neo Ministro dell’Interno Minniti, vanno in quattro direzioni: diminuire gli arrivi, aumentare i rimpatri, ridurre il tempo di permanenza dei richiedenti asilo nel sistema di accoglienza, migliorare la loro distribuzione sul territorio.

Diminuire gli arrivi significa diminuire le partenze. Per questo l’Italia ha rinnovato il suo impegno sul fronte libico, rafforzando i legami con il debolissimo governo di unità nazionale riconosciuto dall’Onu, e avviando un programma di formazione della guardia costiera libica per aumentarne l’efficacia nel controllo della partenze.

Il governo italiano sta inoltre intensificando i rapporti con alcuni governi dei paesi di origine e di transito dei migranti che arrivano sulle nostre coste, come Niger e Tunisia oltre alla Libia, per negoziare accordi che limitino le partenze verso l’Italia.

Queste iniziative hanno ottenuto un importante sostegno a livello europeo: la chiusura della rotta dalla Libia all’Italia è diventata un obiettivo politico prioritario dell’Europa, almeno a sentire le parole del presidente del Consiglio europeo Tusk:

L’aumento dei rimpatri è un altro obiettivo dichiarato di Minniti e della sua proposta di riabilitare i tanto criticati CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), attivandone uno in ogni regione, come luogo dedicato alla gestione delle complesse procedure di rimpatrio, che dovrebbero interessare soprattutto quei profughi accolti nel sistema di accoglienza che compiono reati.

L’eliminazione del grado di appello per i richiedenti asilo a cui la Commissione nega lo status di rifugiato o altre forme di protezione è invece la strategia individuata per ridurre i tempi di permanenza nel sistema di accoglienza dei richiedenti asilo, che ora, tra domanda, esame della stessa e ricorso, arrivano fino a due anni.

L’altro obiettivo politico è arrivare ad una migliore distribuzione territoriale dei richiedenti asilo.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

12 Comments

  1. Siamo al 50% della disoccupazione giovanile,10 milioni di persone sull’orlo della povertà, i ns giovani sono costretti, ripeto costretti, ad andare all’estero per avere un lavoro dignitoso, oltre a problemi di sicurezza ed instabilità sociale, e nonostante tutto questo continuiamo ad accogliere in maniera indiscriminata migranti promettendogli cose che non verranno mai realizzate. L’ Europa, nonostante tutte le belle parole, se ne strafrega
    dei ns. problemi e soprattutto quello dei migranti. Secondo me siamo diventati il ricettacolo dell’Europa. Ma, sempre secondo me il problema non è il governo, e quindi le forze politiche che lo sostengono, che accetta questo stato di cose e questo andazzo, ma è chi gli dà il voto e quindi gli permette di continuare su questa strada.

    • Per carità tutto vero. Gli stati membri non contribuiscono e noi siamo in una lenta ripresa. Ma queste persone che si affidano ai trafficanti secondo lei lo fanno per divertimento? E’ chiaro che sono più disperate di noi, se non per la guerra per le persecuzioni ecc. altrimenti non emigrerebbero correndo 1000 rischi.
      D’altronde al contrario di noi che emigriamo in altri paesi (legalmente), loro non possono farlo legalmente, non hanno questo vantaggio. Pensiamo per un attimo se anche noi fossimo nella stessa situazione. Non proveremo forse a emigrare illegalmente affidandoci alla criminalità? Io credo proprio di sì.
      Si è messa da parte la questione umanitaria, etica che invece è importante. Gran parte delle colpe è degli stati membri certo, ma voltando le spalle a questo problema noi non siamo migliori.
      E’ una situazione difficile, ma chiudere gli occhi e fare finta di niente è comparabile a vedere persone che vanno nei campi di concentramento e non protestare perchè tanto la cosa non ci tocca.
      Le prossime generazioni son sicuro che ci additeranno e ci chiederanno come mai abbiamo permesso tutto questo, perchè una volta finita l’emergenza verranno fuori tutti gli orrori che questa gente ha subito dai trafficanti e nei lager in cui li detengono, e le lamentele della maggiorparte degli Italiani al confronto saranno quisquilie.

  2. Vanno considerate le ragioni dei paesi che accolgono, soprattutto l’Italia, che ha subito e sta subendo un fortissimo impatto sociale (aumento di criminalità e degrado) ed economico (tasse aumentate per il mantenimento degli immigrati, spesso nemmeno profughi) e il deprezzamento degli immobili nelle zone a maggior presenza di stranieri. Si sa che se continuassero gli sbarchi, quasi unicamente l’Italia dovrebbe farsene ancora carico e ormai non ce la fa più. Non sopportavo più che il mio Paese venisse violato ogni giorno dall’arrivo di stranieri extraeuropei, distanti per mentalità, cultura e religione (le conseguenze negative di questo fenomeno le apprendiamo quotidianamente) e sono andato a vivere all’estero

    • Buongiorno Giulio, non risultano aumenti di criminalità né aumenti di tasse collegati all’arrivo di persone migranti. Sono anche curioso di sapere dove sei andato a vivere, in un posto dove non esistono “stranieri extraeuropei”?

      • Buonasera, non risultano a lei aumenti di criminalità o di tasse. Nel Def: «Il deciso incremento dei flussi e delle presenze a fine 2016 si riflette nei dati oggi disponibili, che aggiornano al rialzo le stime presentate nel Documento Programmatico di Bilancio», spiega il documento di Economia e finanza approvato lo scorso aprile dal governo. Il ministero dell’Economia piega che «In base ai dati attuali, le operazioni di soccorso, assistenza sanitaria, alloggio e istruzione per i minori non accompagnati sono, al netto dei contributi dell’Ue, pari a 3,6 miliardi (0,22 per cento del PIL) nel 2016 e previste pari a 4,2 miliardi (0,25 per cento del PIL) nel 2017, in uno scenario stazionario». Il Def aggiunge inoltre che: «Se l’afflusso di persone dovesse continuare a crescere la spesa potrebbe salire nel 2017 fino a 4,6 miliardi (0,27 per cento del Pil)». Ci sono quindi in ballo spese extra per 400 milioni di euro. Quanti ne dovrebbe portare la stretta sulle accise prevista dalla manovra che sta per essere approvata dal governo. E in ogni caso, la spesa per migranti potrebbe superare per 1,2 miliardi il valore complessivo della manovra stessa, cioè quei 3,4 miliardi chiesti dall’Europa. E’ già stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la previsione dell’innalzamento delle aliquote IVA come clausola di salvaguardia; 25% l’aliquota ordinaria nel 2018 e 25,9% per l’anno successivo. Le ricordo che quanto speso è denaro pubblico.

        • Ma sì Ulisse, certo che è denaro pubblico, tutto è denaro pubblico per tutte le voci di spesa dello Stato, non è che ci sono tasse messe apposta per gestire i fenomeni migratori ci sono tutta una serie di spese per coprire le quali si pagano le tasse. Lei non vuole che i soldi pubblici siano usati per accogliere persone straniere, io potrei non volere che siano usati per acquistare armi, o per i vitalizi dei parlamentari, qualcuno non vuole che siano usati per la sanità pubblica perché la vorrebbe privata, sono scelte politiche, adesso fate un accanimento patologico su una spesa che rappresenta lo 0, qualcosa della spesa pubblica italiana.

          • La nostra conversazione sta assumendo risvolti “singolari”; lei afferma che è gennaio, io replico che è settembre e lei, nell’intento di sostenere le sue ragioni e smentirmi, risponde che sono le 15:30. Lei articola preposizioni che considera corrette: “Ogni tanto ci tocca vedere quelle orribili immagini costruite per i social con sopra scritte che descrivono azioni inenarrabili compiute da immigrati, oppure leggere notizie che vedono gli immigrati protagonisti di qualsiasi nefandezza, cose tipo: “immigrato massacra di botte”, “immigrato sfonda la porta e la violenta”, “immigrato aggredisce autista dell’autobus”… Ebbene, sono tutte bufale”. Ne desumo che i numerosi fatti di cronaca, confermati dalle statistiche sui procedimenti penali, in cui sono, troppo spesso, protagonisti gli stranieri (tra cui non mancano i richiedenti asilo) sembra non leggerli. Sia ben chiaro, ci sono anche troppi lazzaroni e delinquenti italiani da generazioni ma mentre io lo evidenzio, sottolineando che non c’è quindi bisogno di importarne altri, lei sostiene che gli stranieri sono tutti bravi e onesti. Invece di mantenere fermamente le distanze, nei confronti di chi commette atrocità e delinque ed evidenziare che non solo questi ci sono e sono, in proporzione al numero dei relativi cittadini residenti, anche maggiori degli italiani, e ciò accade anche perché non ci sono filtri all’ingresso che non separano chi ha da chi non ha precedenti penali, ma comunque generalizzare è sbagliato, chi afferma il contrario dice bufale. Invece di sostenere che per dimostrare il buon proposito di integrazione le comunità straniere dovrebbero dimostrarsi virtuose, denunciando l’illegalità al loro interno per dimostrare la loro di onestà, usa la tecnica del ricondurre, in modo larvato, chi fa notare questo stato di cose inaccettabili ad un povero demente razzista. Quando qualcuno afferma “li manteniamo noi con le nostre tasse”, lei, mescolando pere con banane, risponde: ”ormai numerosi gli studi che hanno dimostrato che l’immigrazione genera più ricchezza di quanto ne “tolga”. Se in risposta a ”non risultano aumenti di criminalità né aumenti di tasse collegati all’arrivo di persone migranti” e io le faccio notare che sono stati spesi oltre 10 miliardi in 3 anni, al netto dei contributi EU, per gestire i flussi migratori, ed è denaro raccolto con le imposte, lei fa notare che non sono tasse di scopo, dimenticando che sono comunque risorse importanti di una nazione in affanno che sarebbero utili altrove (2,5 sono i miliardi stanziati per ricerca universitaria del Paese nel triennio 2016-2018), che sono poca cosa (adesso un accanimento patologico per uno 0 virgola del PIL) e che comunque se non sono d’accordo, lei non lo è per gli sprechi di denaro per i vitalizi dei parlamentari o per la difesa. Buona giornata.

  3. Chissà se approverai il mio commento. Ovvio che tu lavori nel “sociale” se dicessi cose scomode addio lavoro, ne prendono un altro 🙂

    Omicidi nel Paese (tasso per 100.000 abitanti)

    Nigeria:
    10.3
    Guinea:
    9
    Bangladesh
    2.8:
    Costa d’avorio
    12.4
    Italia
    0.8

    Bella gente che importiamo!

    • Buongiorno Ricky, fatico a comprendere l’ironia del tuo commento, so solo che i dati da te riportati, posto che siano corretti, non hanno nessun senso messi così, senza una minima analisi del contesto. Anche il tasso di omicidi in Italia era a livelli molto più alti se andiamo indietro nel tempo, il dato nudo e crudo senza commento non significa nulla.

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