Chi sale, chi scende: Michelle Bachelet, Barack Obama

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Barack Obama – L’ultimo sondaggio vede la popolarità del presidente americano in discesa come non mai – 39% di approvazione– ma non è tanto questo che fa pendere il bilancino in negativo per Obama -decisioni impopolari spesso si rivelano buone politicamente- quanto le motivazioni che stanno dietro a quelle percentuali, mai così terribili: la Riforma Sanitaria. Difatti i numeri dicono che la Riforma Sanitaria (dimezzata) voluta da Obama non sta funzionando e anzi sta creando confusione. Forse è solo la fase iniziale con le sue prevedibili difficoltà, ma i dati dicono che meno di 50mila cittadini statunitensi hanno sottoscritto le polizze della riforma sanitaria, a fronte di previsioni che vorrebbero una percentuale minima di 1,4 milioni di iscritti. Per non parlare del sito HealthCare, eternamente afflitto da problemi tecnici. Così l’amministrazione Obama ha rimandato al 31 marzo 2014 l’obbligatorietà dell’assicurazione. Ma non è finita qui: coloro che avevano sottoscritto polizze precedenti alla riforma se le sono viste cancellate a fronte delle promesse del presidente, che in precedenza aveva negato sarebbe accaduto. Ahi, Barack.

Michelle Bachelet – Non ha vinto al primo turno ma poco ci manca. La Bachelet sarà di nuovo Presidentessa del Cile, andando a rappresentare con la coalizione la Nueva Mayoria la voglia di cambiare del Cile, reduce da anni di governo iper liberista di Sebastian Piñera. La ex presidentessa del Cile ha ottenuto il 46,67 % dei consensi, la sua avversaria principale Evelyn Matthei, di centro destra, ha preso appena il 25,01%. Ci sono più di 20 punti percentuali di distacco, un milione e mezzo di voti di differenza. La Bachelet, nonostante gli scarsi risultati della sua amministrazione precedente, è riuscita a ridare entusiasmo alla sua coalizione affrontando a viso aperto il problema che tutt’ora divide il Cile, vale a dire la memoria dei massacri di Pinochet, dichiarando che “non ci può essere riconciliazione senza verità e giustizia”. In più, la prossima presidentessa ha attaccato il sistema cileno, dove la ricchezza resta concentrata nelle mani di poche famiglie e sulla spinta del movimento studentesco ha dichiarato di voler rendere gratuita l’istruzione superiore, che in Cile costa moltissimo. A proposito di movimento studentesco, un’altra grande vittoria della Bachelet è stata ottenere l’appoggio di una parte del movimento, rappresentato a livello mondiale da Camila Vallejo (a cui Internazionale dedica questa settimana la copertina). I risultati appena usciti confermano che Camila, 25 anni e appartenente al Partito Comunista cileno, è stata eletta al Congresso. 

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Si (pre)occupa della comunità di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone. Formatore nelle scuole. Per mestiere editor e SEO. Ha un debole per i troiani e una forte antipatia per gli achei (semicit.). davide@lenius.it

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