Walter Mazzarri, l’allenatore che non vuole acquisti a gennaio

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Mazzarri-conferenza-Inter Livorno

Quale allenatore non sogna di allenare società come il Manchester City o il Paris Saint Germain, dove chiedere di tutto è lecito e sognare i migliori giocatori al mondo possibile? Chi non vorrebbe avere un presidente che ad agosto come a gennaio sia disposto a sborsare centinaia di milioni di euro per soddisfare il proprio allenatore?

In questa stagione 2013/2014 gli allenatori cosiddetti fortunati, almeno sulla carta, sono Blanc, Pellegrini, Benitez, Ancelotti e qualche altro team manager in balia dello Zio Paperone di turno. A quanto pare però non tutti gli allenatori sono proprio ben disposti verso il mercato spendi e spandi delle società, soprattutto a gennaio.

Il caso più esemplare è Walter Mazzarri, attuale allenatore dell’Inter, da sempre allergico al mercato di riparazione; tanto da non riuscire la domenica ai microfoni di Sky Sport a nascondere una certa insofferenza verso le parole del nuovo azionista di maggioranza dell’Inter, Erick Thohir, quando si è pronunciato sulla necessità della squadra di “rinforzarsi sulle fasce”.

Davanti a quella faccia, a quell’espressione tra il perplesso e lo scocciato il tifoso è molto combattuto: da una parte c’è l’evidente necessità dell’Inter di rinforzarsi, vista la differenza netta tra la qualità delle tre davanti – Roma, Napoli,Juventus- e la squadra di Milano, e l’ineludibile speranza del tifoso che gli indonesiani portino nella Milano neroazzurra giocatori di classe, artisti del pallone che ogni domenica ti fanno alzare da quel divano e metterti per strada con l’entusiasmo di un bambino; dall’altro però la sorpresa mista a shock alternativo, che ti fa pensare “però, guarda questo, che ha talmente fiducia nei suoi allenamenti e nei suoi ragazzi che non vuole new entry a gennaio; sarà mica il ragionamento più sensato?”.

Ed è un dubbio da cui non si esce, a volte si ondeggia verso la voglia di giocatori forti -soprattutto quando si vede giocare Rolando o Ranocchia- altre, ammirando il Ricky Alvarez di quest’anno, ci si ancora all’idea che la squadra possa crescere ancora tanto ed abbia un potenziale ancora inespresso.

Il dubbio rimarrà, almeno fino a gennaio, quando Thohir avrà la prima occasione di far cambiare idea all’allenatore vecchia maniera Walter Mazzarri.

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Scatto in profondità, controllo e, prima del tiro, un impercettibile passo di danza che manda in tilt gli avversari e libera la porta. Tango Hesitation lo chiamano, un movimento sublime un cui tutto – il ritmo, la passione e anche un pallone – rimane sospeso per una frazione senza tempo. Arte e struggimento: il piede e il volto di Diego Milito.

3 Comments

  1. Mazzarri e un provinciale che nemmeno in casa col Livorno gioca con due punte…..piccolo allenatore con poco coraggio l Inter non diverte e soporifera……non è il grande allenatore che cercavamo…..

  2. è vero, la squadra non ha un bel gioco e non entusiasma. Probabilmente la partita con il Livorno è stata la più soporifera della stagione. Aspetterei però la fine del campionato per tirare le somme.

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