Marcello Lippi, maestro di calcio

di
marcello lippi
@spazionapoli

Quale fattore comune lega Conte, Deschamps, Carrera, Vialli, Montero, Tacchinardi, Inzaghi, Iuliano, Jarni, Ferrara, Rampulla, Zidane, Ravanelli, Pecchia, Vierchowood, Birindelli, Porrini, Fusi, Torricelli, Kohler, Peruzzi, Lombardo, Grabbi, Legrottaglie, Zambrotta, Tudor e Sousa?
Semplice: sono stati tutti calciatori, hanno giocato nella Juventus, sono stati allenati da Marcello Lippi e sono diventati poi allenatori a vari livelli.

Il tecnico viareggino è stato in bianconero in due occasioni: dal 1994 al 1999 e dal 2001 al 2004. In questi anni vincenti è riuscito a trasmettere ad alcuni suoi uomini conoscenze e passione per il lavoro di campo. Probabilmente nessuno al mondo può vantare il record del Marcello: ventisette allenatori formati. Se serve un’idea su cosa vuol dire insegnare calcio, ce l’avete.

I 27 allenatori formati da Marcello Lippi

Partiamo dal centrocampo delle meraviglie, da destra a sinistra: Conte-Sousa-Deschamps. Rispettivamente c.t. dell’Italia, allenatore della Fiorentina e c.t. della Francia.
Al fianco di Antonio Conte troviamo Massimo Carrera, spalla alla Juve e in Nazionale.
Altra spalla di livello è Fabio Pecchia, collaboratore di Benitez a Napoli e ora al Real Madrid.
Rimanendo nelle Merengues troviamo anche Zinedine Zidane, attualmente alla guida della seconda squadra Blancos, ma pare sia solo un periodo di formazione,  per arrivare poi ad ereditare la panchina più importante tra qualche anno.
Tra i tecnici in attività su panchine più o meno importanti abbiamo anche Igor Tudor al Paok Salonicco, Mark Iuliano al Latina e Nicola Legrottaglie in Lega Pro alla guida dell’Akragas.
Alla guida del Wirges c’è l’ex difensore della Germania Jürgen Kohler mentre in Ungheria al Pecs troviamo Robert Jarni, alla Juve solo nella stagione 94-95.

Tra i più titolati c’è sicuramente Gianluca Vialli, capace di vincere con il Chelsea la Coppa delle Coppe, la Supercoppa europea, la FA Cup, la coppa di lega e uno Charity Shield.
Più sfortunati invece Ciro Ferrara, Pippo Inzaghi e Fabrizio Ravanelli. Il primo ha guidato la Juve, la Samp e l’Under 21 con risultati altalenanti, negativa invece l’esperienza di SuperPippo al Milan così come deludente e con qualche polemica è stata quella di penna bianca all’Ajaccio.
Brevissima l’esperienza alla guida del Penarol per Paolo Montero, Zambrotta ha guidato il Chiasso, Lombardo è stato a Legnano e Spezia prima di entrare nello staff di Roberto Mancini al Manchester City e al Galatasaray e in quello di Roberto Di Matteo allo Schalke. Pietro Vierchowood ha avuto sfortuna con la Honved mentre Alessio Tacchinardi allena la Pergolettese in Serie D.

Passando ai settori giovanili troviamo Corrado Grabbi che dal 2013/2014 allena i Giovanissimi Regionali della Juve, dopo aver iniziato con i pulcini nel 2009/2010 e esser passato per gli Esordienti l’anno successivo.
Sergio Porrini guida la formazione degli Allievi dell’Atalanta e da marzo 2015 è vice della prima squadra, Luca Fusi invece lo troviamo al Santarcangelo dove allena gli Allievi Nazionali e nel 2014/2015 allenava la Berretti dopo un passato in varie squadre di Lega Pro e gli esordi nei settori giovanili di Atalanta e Cesena.
Ultimo, ma non per importanza, è Alessandro Birindelli che attualmente è il responsabile del settore giovanile del Trapani ma che ha iniziato nello staff di Dario Bonetti alla guida dello Zambia. L’ex terzino è stato protagonista nel 2013 del ritiro della squadra degli esordienti del Pisa a seguito di un litigio tra due genitori dei giovani calciatori.

Questi sono tutti allenatori del Marcello. Ventisette giocatori che hanno preso la strada della loro guida in bianconero. Sarebbe curioso sapere quanto merito ha avuto Lippi nel far intraprendere la carriera da tecnici ad ognuno di loro, ma dubitiamo che l’influenza sia stata solo marginale. Quello che sappiamo con certezza è che Marcello Lippi è e resta il più grande allenatore della storia della Juventus e il suo palmarès parla chiaro. Un vincente ma anche e soprattutto un maestro di questo sport, capace di insegnarlo come pochissimi altri. Giù il cappello.

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Tendenzialmente nerd, i Big Data come pane quotidiano. Credo nel 4-3-3 e nelle serate con tanta birra. Prima o poi mollerò tutto per aprire un ristorante. Italo serbo o serbo italo, non lo so nemmeno io. Orgoglioso di entrambe le nazionalità. Vivo connesso.

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