Luigi Di Maio futuro candidato premier del Movimento 5 Stelle?

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Luigi Di Maio futuro candidato premier del Movimento 5 Stelle?
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Il Movimento 5 stelle si sente pronto a governare. Anche se il #vinciamonoi delle europee si è trasformato, fra le parole del nuovo inno, in un più cauto “prima o poi governiamo noi”, la discesa del PD di Renzi e lo stop di Salvini nei sondaggi rincuorano i pentastellati che sognano, grazie all’Italicum, il ballottaggio e quindi l’investitura come partito di governo.

Non è un caso che sia trapelata, proprio oggi, una possibile lista di governo. Presidente del consiglio in pectore è quel Di Maio, fresco dell’endorsement da parte del fondatore. Luigi Di Maio ha 29 anni ed è parte stabile del cosiddetto direttorio dei cinque, insieme a Carla Ruocco, Carlo Sibilia, Alessandro Di Battista e Roberto Fico, attuale Presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.

Alla festa dei meet up di Brescia, Grillo si è fatto scappare verso Di Maio un “maledetto, sei tu il leader” che ha fatto infuriare parte della base grillina e Gianroberto Casaleggio.

A poco è servita la marcia indietro del comico, che ha puntualizzato

ovviamente il leader lo deciderà la rete

Tutti sanno che, a meno di improbabili colpi di scena, sarà proprio il vicepresidente campano della Camera dei Deputati il candidato premier alle prossime politiche.

Lo sa prima di tutto il diretto interessato, nonostante le dichiarazioni vadano in senso contrario

Si è parlato di leadership, di incoronazione, voglio dirlo chiaramente se volete cercare un leader andate alle feste dell’Unità; qui siamo una comunità con tante teste pensanti, ma nessuna testa di legno

ma intanto scalda i motori in vista del 2018 (o chissà, forse anche prima), mantenendo saldi i valori di intransigenza e fermezza che caratterizzano i rappresentanti pentastellati ma condendoli con un aplomb da uomo delle istituzioni e abile mediatore che manca ai suoi colleghi di partito e soprattutto ai suoi rivali, primo fra tutti al capo popolo Di Battista.

Intervista della Reuters a Luigi Di Maio futuro candidato premier

Una sorta di investitura mediatica è arrivata con l’intervista alla Reuters, dove Di Maio ha dichiarato

Abbiamo combinato dei pasticci dopo le elezioni del 2013 ma abbiamo imparato la lezione. Abbiamo passato troppo tempo solamente ad organizzarci e abbiamo comunicato poco con il mondo là fuori. Non sprecheremo più tempo a parlare di noi ma solo di quello che vogliamo fare.

Autocritica interessante, che dice anche molto della nuova strategia mediatica del Movimento 5 Stelle, molto più presente (soprattutto con i 5 del direttorio) in televisione.

Di Maio ha chiuso l’intervista con parole da leader:

Molte persone hanno ancora paura di noi, ma se vinciamo le cose cambieranno e le persone capiranno che non abbiamo intenzione di fare alcuna rivoluzione violenta.

Beppe Grillo intanto ha annunciato, per l’ennesima volta, che lascerà il Movimento in mano ai suoi rappresentanti, defilandosi dal ruolo di uomo immagine e padre padrone. Questo lungo addio potrebbe subire un’accelerazione anche in seguito alla condanna penale per diffamazione rimediata dal comico genovese.

Fioccano su facebook gli attestati di solidarietà nei confronti di Beppe, ovviamente a colpi di hashtag (#ancheioingaleraconBeppe, nello specifico) come si confà al Movimento. E però risulta sempre più difficile difendere il fondatore che comincia ad avere una fedina penale pesantuccia da digerire per chi ha sempre fatto dell’onestà non solo un vanto ma una vera e propria bandiera.

Largo dunque ai giovani, Di Maio in primis, sperando che sappiano conferire serietà ad un partito/movimento che appare sempre più grande ma mai veramente maturo.

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Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

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