I 10 libri da leggere prima di andare a Cuba

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 libri da leggere prima di andare a CubaPrima che qualche parente o amico – che in realtà prova un profondo odio inespresso verso la vostra persona – vi inviti a vedere le foto del suo viaggio a Cuba, siate preparati.
In giro ce ne sono molti convinti che i villaggi turistici di Varadero siano a Cuba, purtroppo lo sono solo geograficamente.

La vera Cuba, quella dove non arriva l’acqua potabile, dove il sapone scarseggia e il cibo è una ripetitiva alternanza di riso, fagioli, pollo e maiale, è fuori dai resort per turisti avventurosi.

Per coloro che hanno intenzione di conoscere l’isola prima di andarci, o per i nostalgici che ci sono stati e vogliono continuare a ricordare i luoghi e le esperienze vissute, ci sono dieci libri che racchiudono come si deve il suo spirito. libri da leggere prima di andare a Cuba

I 10 libri da leggere prima di andare a Cuba

1 Pedro Juan Gutierrez – Trilogia sporca dell’Avana (E/O, 2006)
Il Bukowski dell’Avana, il ché non vuol dire che scrive un sacco di post su Facebook, ma che le sue tematiche spaziano dal sesso furioso e salato di persone che vivono a pieno la propria vita, al rum bevuto su terrazze scalcinate sperando che il pavimento non crolli. La trilogia – come tutti i libri di Gutierrez – è un vademecum per conoscere i modi di vivere dei cubani che cercano di sopravvivere in un paradiso privo di confort e opulenza, ma che nonostante tutto non riescono a non amare. Un cubano genuino, che in quanto tale, si esime dal parlare (criticare) la politica o il regime.

2 Reinaldo Arenas – Prima che sia notte (Guanda, 2007)
L’autobiografia sofferta dello scrittore perseguitato dal regime. Omosessuale, libero e dissidente, Arenas racconta la Cuba prima di Castro e dopo l’instaurazione del regime. Uno dei maggiori detrattori della dittatura, della sua omofobia, della censura, della tortura e della prigionia. Dalla campagna all’Avana, per un viaggio lungo una vita conclusasi negli Stati Uniti, morendo guardando il mare e sognando il ritorno.

3 Guillermo Cabrera Infante – La ninfa incostante (SUR, 2012)
Una Lolita caraibica che farà invaghire l’alter ego dell’autore. Per coloro che temono di rimanere ammaliati dalle bellezze dell’isola, una preparazione atletica alla sconfitta, perché anche se sedicenni, le cubane conoscono il gioco sempre meglio di qualsiasi uomo.

4 Ernest Hemingway – Il vecchio e il mare (Mondadori, 2000)
Non solo i Cubani amano la loro isola. Il Papa Hemingway ci si è trasferito, ha comprato casa e ha scritto questo libro che gli è valso il Pulitzer e il Nobel. Evidentemente l’isola ispira, oppure dovevano aver finito il ghiaccio tra un daiquiri e un mojito.

5 Graham Greene – Il nostro agente all’Avana (Mondadori, 2002)
La fervida mente dell’autore racconta la storia di un improbabile agente segreto. Venditore di aspirapolvere, si ritrova reclutato dagli inglesi per fornire informazioni sensibili. Lo humor inglese al servizio della letteratura dà sempre buoni frutti.

6 David Fauquemberg – Mal tiempo (Keller, 2012)
Perché a Cuba non c’è solo la salsa, le spiagge, i sigari e il rum, c’è anche la boxe. La nobile arte raccontata in una storia senza fronzoli, veloce, che attacca e si difende come nella migliore tradizione pugilistica.

7 A labbra nude. Racconti dall’ultima Cuba (a cura di Danilo Manera, Feltrinelli, 2002)
Ventuno racconti, ventuno autori che indagano la realtà: dal sesso alla crisi economica, dal rum alla politica. Un coro di voci un po’ datate (edito nel 1995), ma in un posto dove hanno ancora macchine del ‘59 cosa volete che cambi?

8 Yoani Sanchez – Cuba libre. Vivere e scrivere all’Avana (BUR, 2013)
L’ultima voce della dissidenza cubana. Già comparsa sull’Internazionale, viviseziona la realtà odierna nel suo blog (origine del libro). Cosa significa vivere oggi a Cuba per una cubana che impiega tempi biblici per una connessione ad internet, che ha sempre fame e non solo di cibo, ma di verità e di libertà, quella che il regime non permette. È il racconto di come nelle maglie della propaganda serpeggi ancora una repressione che teme il risvegliarsi della coscienza individuale.

9 Ruiz Torreguitart Alejandro –Vita da jinetera (Il Foglio, 2005)
Romanzo erotico sulle avventure picaresche di una jinetera (adescatrice) che pesca le sue prede sul Malecon, nei bar affollati da turisti e per le strade di una Avana che si consuma nella salsedine dell’oceano. Una sirena maledetta che canta nella notte, bagnata di rum, di salsa e sudore.

10 L’ultimo libro è una guida per l’isola. Qualunque essa sia, potrà esservi utile, anche se non vi racconterà l’odore del gasolio bruciato che vi assale uscendo dall’aeroporto, né quello del Malecon quando l’oceano si arrabbia e allunga le sue dita di schiuma bianca fin sulla strada. Vi farà risparmiare un po’ di tempo, ma forse anche un po’ di avventura.

Leggere è una gran bella cosa, ma se dopo aver letto questi libri non siete ancora alla ricerca del biglietto aereo più conveniente, allora andate in un’agenzia turistica e chiedete per Varadero.

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Nato lo scorso secolo, da 30 anni specula sui grandi temi dell’umanità: Dio, la velocità della mano sul claxon allo scattare del verde, gli abbinamenti scarpe-cintura. Dopo un dottorato di ricerca in filosofia ora lavora. Sì, fa quello che state pensando. Proprio quel mestiere. Intanto si è appassionato ai documentari sulla riproduzione degli animali. Si vanta di non avere verità, solo qualche opinione, come questa.

2 Comments

  1. Ciao,
    avrei voluto trovare questa lista pirma di andarci qualche anno fa, ma sono comunque riuscito a farne una simile; aggiungerei: Addio Muchachos di Franco Cavallari. Credo che tradotto in italiano ci sia solo il fumetto. Io l’ho preso in uno di quei resort che sono a Cuba solo geograficamente, dove ero entrato perché c’era l’unica libreria del paese.

  2. Che fra questa lista dei libri sia messo anche uno scritto di Yoani Sanchez, fa abbastanza stupore. La Sanchez non è una scrittrice, tanto meno una giornalista, come lei afferma, pero poco importa.
    Importa però, che sia un personaggio più squallido e più bugiardo che si possa immaginare. È una che per l’incarico della Cia scrive ogni nefandrzza inventata di sana pianta. Vive nel lusso più sfrenato, perché gli introiti dagli Stati Uniti non li mancano.
    Ultimamente pare però, che anche dagli Usa la stanno scaricando, non serve più, ormai solo i più tonti credono ancora alle sue bugie che sono molto facili da smascherare.

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