Tutto su The Legend of Zelda: Breath of the Wild

di

Quanto verde tutto intorno e ancor più in là,
sembra quasi un mare l’erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda

Il trailer per il nuovo The Legend of Zelda: Breath of the Wild rilasciato in occasione di E3 è tutto giocato sulla poesia e l’evocatività dello scenario: il nero lascia campo a scorci paesaggistici, poi la telecamera indugia brevemente sull’umile fauna e subito il campo delle riprese si allarga e poi si perde in onde di verde erba e cieli azzurri, facendoci dimenticare i limiti tecnici dell’hardware, il frame rate poco entusiasmante e tutte le tecnicalità a cui di solito siamo attenti quando guardiamo questo genere di presentazione.

Dove eravamo rimasti…

The Legend of Zelda: Breath of the Wild è una saga di primissimo rilievo nel panorama videoludico, non solo perché è una di quelle di maggior successo commerciale (sebbene nella sua patria sia paradossalmente meno popolare che in Occidente) e di critica, ma perché ha influenzato inequivocabilmente lo sviluppo di altri software e rappresentato un vero punto di svolta.

In particolare con il primo episodio poligonale della saga, The Legend of Zelda: Ocarina of Time, Nintendo ha in pratica inventato il moderno gioco d’azione e avventura e ogni creazione successiva in questo genere ha con esso un debito enorme, si tratti di giochi che seguono il copione quasi alla lettera come Okami, ad altri che ne traggono tutt’oggi ispirazione in maniera meno evidente, come Final Fantasy XV.

A dirla tutta però, dopo essersi trasformata radicalmente ad ogni nuova incarnazione, con l’esperienza fecondamente innovativa di The Legend of Zelda: Ocarina of Time, Zelda ha intrapreso da quasi vent’anni a questa parte un percorso meno rivoluzionario e più iterativo, nel quale a cambiare, più che le regole del gioco, sono state l’ambientazione e la direzione artistica scelta per ogni episodio, con una felice eccezione rappresentata da un titolo che riutilizzava proprio lo stesso motore grafico di Ocarina of Time, Majora’s Mask.

E dopo essere tornati, smaniosi di farlo, alle meccaniche delineate da Ocarina con i mari ghibliani di The Legend of Zelda: the Wind Waker, con un Twilight Princess che era fondamentalmente una lettera d’amore a Ocarina stesso e di nuovo, in versione leggermente rivisitata, con Skyward Sword, anche gli estimatori più appassionati hanno iniziato a provare un po’ di stanchezza.

legend zelda breath wild

Le novità di The Legend of Zelda: Breath of the Wild

Per questo nuovo episodio, Eiji Anouma ha deciso di sovvertire le regole, e dare a Link una vasta Hyrule open world da scoprire e con cui interagire creativamente, tornando idealmente allo spunto di Shigeru Miyamoto per il primo titolo: il senso di avventura provato nell’esplorare la zona collinare vicino alla sua casa d’infanzia.

Se l’attenzione della stampa si è focalizzata sul free roaming, un po’ una tendenza generale dell’industria in questo momento, sono gli elementi survival che personalmente mi hanno colto alla sprovvista: non saranno più gli iconici cuori a ripristinare l’energia dell’eroe ma cibo che si dovrà procacciare ed eventualmente cuocere.

Le armi, specialmente quelle più improvvisate, tendono a rompersi con facilità, ma si può fabbricarne di nuove o prendere quelle lasciate dal goblin di turno o usare metodi non convenzionali come l’appiccare fuoco a delle sterpaglie – dovendo proprio scegliere un open world a cui paragonare il titolo Nintendo, viene alla mente prima Far Cry che non Assassin’s Creed.

Il nuovo Zelda è anche un gioco atipicamente, per la serie, pieno di statistiche – ogni piccola cosa raccattata o indossata da Link ha dei parametri e questi parametri influenzano le prestazioni dell’eroe e del suo equipaggiamento.

E ancora, benché sia stato in qualche modo presente in tutte le incarnazioni tridimensionali della saga, è l’estremo senso di solitudine a colpirmi.

In una Hyrule così vasta Link è iperbolicamente solo, in un modo che arriva quasi a ricordare Shadow of the Colossus ma sono certo sarà meno radicale nell’approccio, non rinunciando a quell’accessibilità e fruibilità su più livelli che sono il marchio di fabbrica della casa di Kyoto.

La presenza sui social

legend zelda breath wild
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La scommessa della grande N di dedicare l’intero E3 quasi unicamente a Zelda, se deludente per i possessori di WiiU, canto del cigno di una console che è stata mal supportata sia nell’anno iniziale che in quello finale della sua breve vita, ha sicuramente dato visibilità a Legend of Zelda: Breath of the Wild sui social media: si tratta di gran lunga il titolo più chiacchierato di E3 2016 sui social media.

Sebbene da questi dati non sia è possibile evincere il grado di apprezzamento (molti status potrebbero dire “Ancora Zelda stanno facendo vedere? Ebbasta!”), data la qualità del titolo e l’accoglienza quasi univocamente positiva della stampa internazionale, mi sento di poter affermare che Link sia tornato sul radar di molte persone e in modo più significativo del solito.

La data di rilascio e NX

Ma quando potremo divertirci a trovare modi con cui giocare in questo promettente sandbox? In un non precisato 2017, che ha molto a che vedere con la data di immissione sul mercato del progetto NX, nuova console Nintendo, della quale The Legend of Zelda: Breath of the Wild sarà un titolo di lancio.

Si ipotizza marzo dell’anno prossimo ma tutto è possibile, come ben testimoniato dagli atipici e continui rinvii di questo Zelda, probabilmente dovuti anche alla necessità di sviluppare una inizialmente non preventivata versione per NX.

La combinazione di basa installata di WiiU e early adopters di NX dovrebbe esser più che sufficiente per garantire ad un titolo di questa portata il riscontro commerciale che si merita e visti i precedenti Nintendo, nonché la resilienza delle sue uscite first party nelle classifiche di vendita, non mi stupirei affatto se raggiungesse i 10 milioni di copie, praticamente coprendo quasi la totalità delle unità di WiiU vendute.

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Le altre novità Nintendo all’E3

Non è del tutto corretto affermare che Nintendo abbia presentato solo Zelda in questi giorni: sebbene Legend of Zelda: Breath of the Wild sia stato il fulcro della presenza della grande N all’E3 (con una fila chilometrica per provare la demo) qualche altro titolo è stato svelato durante la convention.

Per la famiglia 3DS sono stati mostrati i nuovi Pokémon Sole e Pokémon Luna, Monster Hunter Generations, Dragon Quest VII, porting di uno dei capitoli più amati della saga – per altro mai giunto in Europa, Ever Oasis, un’avventura dal team che si è occupata del porting 3D di Majora’s Mask e l’ultimo capitolo dello spassoso Rythm Heaven, sottotitolato Megamix; mentre per WiiU il Paper Mario Color Splash, rappresenta un’oasi nella release list sempre più deserta della home console.

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Mercante di parole giramondo. Mentre si dedicava allo studio delle humanae litterae nascosto dentro una giara di rupie, è naufragato sulle coste dell’arcipelago giapponese dov’è scampato alla morte venendo colpito in testa da un funghetto 1UP. Ha divorziato dai carboidrati complessi e benché si possa pensare che sia pigro, tecnicamente è solo impostato in modalità risparmio energetico perché mangia solo cibo ipocalorico.

2 Comments

  1. Mi sa che la WiiU la salto a pie’ pari, ma magari se l’NX mi convince lo recupero lì… Ma uscirà per entrambe le console?

    • Sì Phil, uscirà per entrambe le console un po’ come era successo con The Legend of Zelda: Twilight Princess, che fu contemporaneamente l’ultimo titolo per Gamecube e il primo per Wii ad esser pubblicato da Nintendo. Spero porti altrettanto bene alla nuova console.

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