Le 10 cose più importanti della legge di stabilità 2016

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Le 10 cose più importanti della legge di stabilità 2016
@reporternuovo

Il 15 Ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il testo della legge di stabilità per il 2016 da presentare al Presidente della Repubblica e al Parlamento. Il valore complessivo della manovra si aggira tra i 27 e 30 miliardi di euro. La flessibilità delle cifre è dovuta al fatto che Bruxelles sta ancora valutando se la manovra sia in linea con gli impegni presi dall’Italia riguardo al proprio deficit.

Per evidenziare gli effetti della manovra anche nel medio periodo, il Governo ha accompagnato al testo dell’ex-finanziaria anche il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e il bilancio pluriennale 2016-2018.

Le 10 cose più importanti della legge di stabilità 2016

1)Mancato aumento dell’Iva

Viene scongiurato il pericolo della clausola di garanzia che prevede un ulteriore aumento dell’Iva. Questa è la voce più costosa della manovra con ben 17 miliardi di mancati incassi. Per il governo Renzi evitare la levitazione dei prezzi è fondamentale per riuscire a rilanciare i consumi e le entrate mancanti potranno essere ampiamente compensate nel medio periodo con l’auspicata ricrescita.

2)Abolizione della Tasi

Uno dei procedimenti su cui si è ampiamente discusso è quello relativo all’abolizione della tassa sulla prima casa: la Tasi sarà abrogata per tutte le prime abitazioni ma resterà invariata sulle seconde e terze case. È prevista anche l’abolizione dell’Imu per i terreni agricoli e sui macchinari delle imprese (quelli riconoscibili come “imbullonati”). Smentita dal Premier in persona l’ipotesi dell’abolizione di Tasi e Imu anche per le abitazioni di lusso e i castelli.

3)Agevolazioni per le imprese

Come incentivo alle imprese viene introdotta una deduzione extra-contabile del 40% per i beni strumentali acquistati nel 2016 e nell’ultimo trimestre del 2015. Questa deduzione extra si aggiungerà alle quote ordinarie di ammortamento, e corrisponderà al 40% del costo sostenuto per gli investimenti in beni ammortizzabili. Saranno comprese nell’agevolazione tutti i beni necessari alla produzione e di supporto, ma saranno esclusi solo gli immobili. Il taglio dell’IRES al 24% sarà attuato dal 2017, ma Renzi ha annunciato che la misura sarà anticipata già dal 2016 se otterrà il via libera dall’Europa per utilizzare la clausola per le misure urgenti sull’emergenza immigratoria. L’eventuale anticipo al 2016 del taglio Ires avverrà comunque in due tappe: 1,5 o 2 punti dal prossimo primo gennaio e la quota restante nel 2017. Novità anche per l’editoria digitale: ai quotidiani e ai periodici diffusi elettronicamente si applicherà l’Iva agevolata al 4%. Inoltre, viene ripristinata la detassazione del premio di produttività con una tassazione del 10% fino a 2.500 Euro.

4)Innalzamento limite dei contanti

Questo è uno dei punti più criticati di tutta la manovra: per il pagamenti in contanti il limite passa dai 1.000 euro, stabiliti dalla legge di stabilità dell’allora Governo Monti per combattere l’evasione, ai 3.000 euro voluti dall’attuale Governo Renzi. Nella visione dell’esecutivo, l’aumento della soglia dovrebbe incentivare l’aumento dei consumi, ma rimangono molti dubbi su quanto quest’iniziativa rappresenti una possibilità in più a favore dei furbetti dell’evasione e del lavoro in nero.

5)Incentivi alle assunzioni

Visti i buoni risultati raccolti nel 2015, vengono prorogati pure per il 2016 e al 2017 gli incentivi per le assunzioni. Chi assume un dipendente a tempo indeterminato o converte un contratto a tempo determinato otterrà uno sgravo sui contributi da versare. Gli incentivi saranno comunque meno generosi rispetto al 2015 e andranno ancora di più a diminuire per l’anno successivo.

6)Proroga del bonus ristrutturazioni

Rinnovati anche per quest’anno gli incentivi legati alle ristrutturazione edilizie, che potranno essere detratte dall’Irpef per il 50%. Se i lavori dovessero comprendere anche l’adattamento degli impianti a soluzioni legate al risparmio energetico la detrazione potrà raggiungere il 65%.

7)Il canone Rai in bolletta

Anche questo è uno dei punti più controversi di tutta la manovra. Dal 2016 il canone Rai confluirà nella bolletta dell’elettricità, ma l’importo sarà ridotto a 100 euro e addebitato a rate bimestrali. Se la misura dovesse funzionare, per il 2017 il canone verrà abbassato ulteriormente a 95 € e per gli anni successivi si prevede una plausibile curva decrescente degli importi. Il vecchio mantra del “pagare tutti per pagare meno” sembra trovare piena attuazione nelle iniziative legate al canone. La legge specifica che il canone Rai è dovuto da tutti coloro che utilizzano nella propria residenza anagrafica apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. A questa categoria apparterrebbero anche Pc e tablet, ma il sottosegretario con delega alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli ha specificato che il canone Rai sarà pagato “solo da chi è in possesso di un televisore, non altri device. Sono esclusi computer, tablet e smartphone, al momento”.

8)Pensioni

Non è stata introdotta alcuna flessibilità in uscita per entrare in pensione, ma per chi ha più di 63 anni sarà possibile lavorare part-time con livelli di retribuzione quasi pari a quelli da dipendente. La no tax area per i pensionati si parifica a quella dei dipendenti sulla soglia di 8.142 €.

9)Partite Iva

Il regime forfettario, introdotto lo scorso anno, dovrebbe diventare ancora più conveniente e di fatto incorporare quello dei “minimi” per tutte le nuove attività: l’aliquota rimane del 15% e viene meno il limite anagrafico dei 35 anni di età. Le soglie di reddito massimo sono state elevate di 10.000 € rispetto all’anno passato e raggiungono i 30.000 €. L’accesso al regime forfettario dovrebbe essere esteso pure ai lavoratori autonomi e ai pensionati con una propria attività se il proprio reddito non supera questo. Inoltre, per i lavoratori autonomi è previsto un maxi ammortamento con deduzioni a quote maggiorate del 40%. Per quanto riguarda le start up, la loro imposta sostitutiva dovrebbe scendere al 5% per i primi cinque anni di attività. Nelle norme che accompagnano la legge di stabilità saranno previste tutele apposite anche per la maternità delle lavoratrici autonome.

10) Come saranno reperite le risorse

Il Governo spera di riuscire a coprire le nuovi voci di spesa e i mancati introiti con: i 13 miliardi dall’aumento dell’obiettivo del deficit che salirebbe dall’1,4% al 2,2%, i 2 miliardi dal rientro dei capitali con la voluntary disclosure (la “collaborazione volontaria” con l’Agenzia delle Entrate), 1 miliardo dall’aumento del prelievo sui giochi, i 600 milioni dalla cancellazione delle province e i 4,9 miliardi previsti dalle maggiori entrate per la crescita economica attesa del +1,6%.

Le reazioni e l’approvazione definitiva

Molte iniziative della manovra sono state accolte con grande clamore, soprattutto dai sindacati: l’innalzamento della soglia del contante viene percepito come un incentivo all’evasione e la mancanza di flessibilità per l’uscita dal mondo del lavoro per i prossimi alla pensione rappresenta un ostacolo per i giovani che cercano di entrare nel mondo del lavoro. Ora al testo spetta la dura prova del Parlamento e sicuramente subirà diverse modifiche in molte sue parti. Tuttavia Renzi dovrebbe aver registrato il primo importante “si” alla manovra: anche se non è ancora ufficiale, pare che l’UE abbia sciolto le sue riserve sulle parti più audaci della legge di stabilità e sembra pronta a dare il proprio benestare. Durante la presentazione alla stampa il Premier Renzi ci ha tenuto a sottolineare quanto questa manovra, in continuità con quella passata, si concentri soprattutto sull’obiettivo di alleggerire il peso fiscale:

Abbassare le tasse in Italia non è di destra né di sinistra. È semplicemente giusto, è normale. Ridurre le tasse serve a restituire fiducia al consumatore. Non so cosa succederà all’estero, ma so che se l’Italia fa la propria parte non ce n’è per nessuno. L’Italia sta viaggiando a gran velocità ma non è ancora sufficiente. Dopo tre anni di recessione torna la crescita, l’occupazione riprende, anche i consumi interni danno segnali di ripresa.

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it

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