Lane, non ci sono più scuse

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lane, non ci sono più scuse
@vicenzacalcio

Non ci sono più scuse. Dopo la sconfitta contro il Cagliari siamo precipitati al penultimo posto, a pari merito con la Salernitana; la zona play-out dista 4 punti e non possiamo rischiare di perdere contatto con le squadre davanti, altrimenti si fa veramente troppo dura. È finito il tempo: oggi con l’Ascoli comincia un mini torneo di 10 partite, da affrontare come se fossero 10 finali, in cui – se si vuole giocare con le tabelle – dobbiamo fare almeno una ventina di punti. Questa, purtroppo, è la realtà, e questa conta.

Non le beghe societarie, i ds “con opzione”, i futuri soci, quelli attuali, quelli nascosti… Basta, è stato detto di tutto e di più, da anni, ma sono solo discorsi senza futuro – in questo momento – se la salvezza non arriva. Ci sarà tempo e il momento giusto per farli, ovviamente, ma con uno scontro diretto alle porte, nel quale ci giochiamo una bella fetta di salvezza, dobbiamo pensare – tutti, dal primo dei giocatori all’ultimo dei tifosi – solo a vincere.

E a giocarcela, sopratutto, in maniera diversa da quanto fatto contro il Cagliari (che non è più quello di qualche mese fa) dove abbiamo passato metà partita (fino all’espulsione di Pinato) senza fare un tiro in porta, ad aspettare l’avversario, e dove a fine gara c’era un clima di rassegnazione.

Così non si va da nessuna parte. Lo diciamo ai due nuovi arrivati, la nuova coppia al timone di una barca che affonda da mesi, e ai giocatori che vanno in campo: va bene il pragmatismo… Ma a questa squadra e a questo ambiente non si può dare quella “scossa”, necessaria a lasciarsi alle spalle due mesi senza vittorie, pensando prima a non prenderle. Serve coraggio e entusiasmo, e non è con quell’atteggiamento che riusciremo a ottenerlo.

Bisogna far tornare la passione, lasciarsi alle spalle – come si fa quando le cose vanno bene – quanto accaduto finora, fare tabula rasa di tutto e ripartire. Vedremo oggi, dopo 10 giorni di allenamento con Lerda se finalmente vedremo in campo una squadra meno intimorita, capace di superare anche gli errori arbitrali (arbitra Nasca, aspettiamoceli) e soprattutto di non regalare i soliti gol agli avversari facendosi del male da sola.

È il minimo che ci aspettiamo da una squadra che può e deve salvarsi. Noi non ci arrendiamo, queste 10 finali ce le vogliamo giocare tutte al massimo: niente figure da “pirla”.

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Collettivo della curva sud del Romeo Menti, teatro delle imprese del Lanerossi Vicenza. Qui saremo la sirena d’allarme per un calcio moderno alla deriva: in trasferta ci portiamo il cabernet, non la tessera. Allo stadio andiamo con la sciarpa biancorossa, non i bastoni. Potrà cambiare il clima ed il cielo, mai la nostra bandiera, biancorossa per sempre.

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