Juve-Roma: tanto rumore per nulla e un’altra occasione sprecata

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La sesta giornata di Serie A verrà ricordata per gli episodi che hanno caratterizzato lo scontro al vertice tra la Juventus e la Roma. La partita allo Juventus Stadium di Torino era il fiore all’occhiello della domenica calcistica e del campionato: tanti campioni in campo, Totti contro Buffon, l’emergente Garcia contro l’esperto Allegri. I presupposti c’erano tutti per deliziare gli occhi degli appassionati. L’evoluzione della partita è stata diversa.

Match fin troppo carico di tensione. Sia i giocatori bianconeri che giallorossi hanno giocato più sui nervi che sulle qualità tecniche offrendo un gioco molto spezzettato, a tratti violento, in cui l’attenzione massima era l’intimidazione dell’avversario.

Poche giocate degna di nota e l’arbitro che ha finito per peggiorare le cose. Rocchi si è reso protagonista di una condotta di gara a dir poco disastrosa con errori su episodi chiave della partita, molti dei quali, a vantaggio della Juventus e di una distribuzione dei cartellini discutibile.

La partita si è trasformata in una sorta di lotta tra bande e il solo goal di Iturbe ha rappresentato una luce di gioco in un match di calci ed errori arbitrali. È stata una brutta figura. Una gara che avrebbe dovuto promuovere il nostro calcio e si è presentata invece come la solita gazzarra all’italiana.

Come succede in questo Paese, poi, ci si divide in fazioni e campanili. C’è chi parla di campionato falsato perché inquadra nella Juve la depositaria del potere assoluto in cui tutto gira e l’altra sponda di romanisti provinciali incapaci di accettare le sconfitte. Va da sé che da questo simpatico confronto, tra il serio e il faceto, è venuta fuori anche una seduta parlamentare dedicata all’evento calcistico. A qualcuno addirittura è venuto deja-vu, ricordando ciò che accadde nell’Aprile del 1998 all’indomani di Juventus-Inter e il famoso episodio di Ronaldo.

Del resto, è l’Italia in cui tutto viene assorbito dal pallone e che mette in testa alla propria agenda le conseguenze economiche di una sconfitta o vittoria. Vi diciamo già anche come andrà a finire. La partita continuerà per qualche giorno sui giornali e sui social, fino a quando non scenderà in campo la Nazionale di Conte e si tornerà alla vecchia retorica.

I nemici, fino all’altro ieri alleati in Lega contro Tavecchio e l’asse Galliani-Lotito, ritorneranno ad essere amici. È il gioco delle parti.

Intanto quello che avrebbe dovuto essere uno spettacolo per rilanciare la nostra immagine calcistico/sportiva si è rivelato un’altra occasione persa e, tra teorie della cospirazione e sberleffi, si ragionerà all’insegna del più decadente bar dello sport senza una minima assunzione di responsabilità.

Immagine| goal.com

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Nato nel “lontano” 1982, ho la qualifica di sistemista Cisco ed esperto nella programmazione informatica. Coltivo da sempre la passione nel raccontare lo sport, soprattutto calcio e motori, cercando di essere originale nell’esposizione. Gli eventi sportivi sono la mia “droga” e confesso che spesso ne abuso.

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