Juve-Roma, il capolavoro di Conte

di

conte
@calciostreaming
Siamo legati a Conte come si è legati a un fratello maggiore che ci sprona e rassicura allo stesso tempo, prendendosi un po’ di responsabilità per noi ma sapendo anche farci divertire.

E così, con sollievo ma anche un filo di timore, mi accorgo che non è più possibile parlare di Juve senza parlare di Conte. E che è così da 3 anni ormai.

Questa sensazione di smisurata riconoscenza non mi è mai stata così chiara come dopo il 3-0 di ieri sera alla Roma. Ieri ha vinto Antonio Conte, che ha stracciato il tanto atteso Rudi Garcia. Qualcuno ha voluto far credere che la Roma abbia giocato una buona partita, sia entrata in campo a imporre il proprio gioco alla Juve in casa sua, almeno nel primo tempo. In realtà io ho visto una squadra confusa, disorientata in difesa quanto sterile in attacco.

Ma non è dei demeriti della Roma di Garcia che voglio parlare, ma del capolavoro di Conte. Già, perché nessuno come lui oggi ha la capacità di leggere e impostare le partite. Una Juve arrembante avrebbe aperto spazi alle frecce giallorosse, molto pericolose sulle ripartenze e sugli affondi in profondità. Così Conte ha impostato una partita attendista.

Squadra più compatta che mai, la Juve ha con umiltà e pazienza lasciato il bandolo della matassa alla Roma, impedendole così quel gioco in profondità che la rende tanto pericolosa. E l’ha colpita appena possibile, sfruttandone anche qualche insolita disattenzione difensiva. Questo è un capolavoro di Conte, forse poco visibile, forse anche poco spettacolare, ma a modo suo uno spettacolo di tattica e intelligenza. È il motivo per cui gli allenatori italiani sono così stimati nel mondo.

La consapevolezza e la professionalità di Conte sotto ogni profilo (tattico, psicologico, comunicativo) stanno raggiungendo livelli tali per cui sarà difficile trattenerlo alla Juve. Questo è il grande timore di noi tifosi bianconeri. Che il capitano lasci e la barca cominci a vacillare pericolosamente.

Conte lo ha sottolineato anche ieri sera al termine del suo capolavoro: per questo esistono allenatori più pagati e meno pagati. Lui, potrà sembrare superbo ma dal punto di vista professionale è comprensibilissimo, ritiene di dover entrare nell’élite dei più pagati. Se alla Juve non potrà farlo si guarderà all’estero.

D’altra parte gran parte del merito di questi tre anni trionfali è suo, compreso il livello di prestazione raggiunto da singoli giocatori. A parte Pogba che è un fenomeno naturale e Pirlo che è arrivato già esploso grazie alla sua classe e ad Ancelotti, Conte ha saputo far crescere calciatori come Vidal, Bonucci, Barzagli, Marchisio, gli stessi Llorente e Tevez, il cui rendimento così elevato non era affatto scontato a inizio stagione.

Ha ragione Conte a ribadire che questo gruppo sta facendo qualcosa di straordinario. E c’è da scommettere che anche lui continuerà a farlo, anche all’estero dove è inevitabile che prima o poi vada. Intanto però godiamoci questo allenatore, questa squadra e questo 3-0 sonoro alla Roma, la cui flebile voce che piagnucola di aiutini ha il timbro tipico di chi può arrivare solo secondo.

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Conduce una vita raminga, spostandosi spesso, in sogno, tra la natia Lisbona e l’adottiva provincia italiana, di cui ammira soprattutto i bar di paese. Appassionato di pallone perché fonte di innumerevoli metafore, non riesce a non sentire, non riesce a non scrivere.

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