Juve 4-3-3: Allegri e la ricerca dell’equilibrio

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La storia del calcio insegna che le squadre vincenti possiedono una propria identità tattica alla quale non si giunge per caso. All’arrivo di Massimiliano Allegri, erano in molti a nutrire dubbi sul fatto che la Juventus riuscisse a riconfermarsi a grandi livelli. C’era preoccupazione soprattutto su come il gruppo storico avrebbe risposto alle sollecitazioni del nuovo allenatore, dato che rimpiazzare Antonio Conte non sarebbe stata impresa semplice.

Ma l’iniziale linea morbida verso i giocatori e la scelta della continuità tattica hanno facilitato l’ambientamento e hanno portato risultati immediati. Appena si sono verificate le condizioni per farlo, poi, Allegri ha ridisegnato la “Vecchia Signora” passando dal consolidato 3-5-2 al 4-3-1-2 alternandolo inizialmente con il 4-3-2-1. Il cambio di modulo è stato visto dalla squadra come qualcosa di inevitabile e necessario per evolversi e non come un’imposizione dell’allenatore.

In sei partite ufficiali di questo inizio di stagione il tecnico livornese ha schierato tre moduli diversi: 3-5-2 in Supercoppa e nelle sconfitte con Udinese e Roma, 4-3-1-2 nel pareggio casalingo con il Chievo, 4-3-3 nelle vittorie di Manchester e Genova. Era chiaro dalla fine del calciomercato che trovare un equilibrio tattico non sarebbe stato semplice. Il passaggio al 4-3-3 era logico dall’arrivo di un giocatore come Cuadrado. Il colombiano in Serie A fa la differenza e va messo nella condizione per rendere al meglio. Essendo un elemento tatticamente indisciplinato, Mourinho gli faceva vedere poco il campo: proprio per questo motivo bisogna schierarlo nella posizione dove ha meno compiti tattici.

Il problema per la Juventus è la fascia sinistra dove l’unico esterno mancino in rosa, il francesino Coman, è stato ceduto al Bayern Monaco per un’offerta che era difficile rifiutare. Allegri si trova costretto a far adattare Morata e ad alternarlo con Pereyra in quella posizione, come abbiamo visto nelle ultime due partite. La sfida contro il Manchester City è stata molto dispendiosa per il giovane attaccante spagnolo: si è sacrificato per la squadra posizionandosi sulla linea dei centrocampisti nella fase di non possesso ed è stato tra i giocatori con più km macinati. È ovvio che non gli si potrà chiedere lo stesso compito in ogni partita, non è nelle sue corde e perderebbe lucidità nella fase conclusiva.

Il 4-3-3 sarà il modulo di riferimento della stagione 2015/2016? È probabile, però le difficoltà verranno fuori nel corso della stagione. La costruzione della squadra è appena cominciata e le opzioni offensive a disposizione di Allegri permetteranno l’alternanza con altri sistemi di gioco, compreso il 4-3-1-2 tanto caro al tecnico.

La Juventus deve trovare la giusta compattezza e la determinazione della passata stagione. Non deve stupire l’assenza di bel gioco in questa prima fase. La rosa è stata completamente rivoluzionata e serve tempo per vedere qualcosa di interessante. Quello che conta adesso è fare più punti possibili e cercare di recuperare terreno, 8 punti da rimontare ad una squadra senza coppe come l’Inter non sono pochi. Ma i bianconeri hanno però la qualità per farlo.

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Tendenzialmente nerd, i Big Data come pane quotidiano. Credo nel 4-3-3 e nelle serate con tanta birra. Prima o poi mollerò tutto per aprire un ristorante. Italo serbo o serbo italo, non lo so nemmeno io. Orgoglioso di entrambe le nazionalità. Vivo connesso.

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