Italiani in Australia: nuova ondata migratoria?

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italiani in australiaQuesta immagine è Società perché rappresenta una presenza di italiani in Australia sempre più significativa.

La macelleria Torre è una delle più famose di Perth ed è probabilmente uno dei frutti più riusciti dell’ondata migratoria che negli anni cinquanta portò più di 150mila italiani in Australia.

Proprio in quegli anni Francesco Torre da Messina fonda l’omonima macelleria. Da allora dietro al bancone si sono succedute altre tre generazioni di Torre, sempre rivendicando con orgoglio (e una buona dose di marketing) l’origine italiana del negozio.

Ne parliamo oggi perché secondo il Rapporto Italiani in Australia 2013, curato dal gruppo di studio Australia Solo Andata e uscito questa settimana, l’ondata migratoria verso il paese dei canguri sarebbe negli ultimi anni in continua crescita.

Gli italiani entrati in possesso di un visto di residenza temporanea in Australia sono oltre 32mila dal 2010, con un incremento del 116% negli ultimi due anni. Nella stagione 2012-2013 siamo la prima nazione europea per numero totale di visti studente (3.302, +30%) e la seconda (dietro Cipro) come incremento percentuale nella categoria “Working Holiday” (+88,6%).

In aumento anche il rilascio dei cosiddetti “visti 457”, ossia visti temporanei legati a sponsorizzazioni di aziende che intendono colmare lacune momentanee di manodopera qualificata. I 457 sono stati 1.700 nel 2012-2013, più che raddoppiati nel giro di tre anni. Le professioni più gettonate in rapporto ai visti 457 concessi sono quelle legate all’ospitalità turistica, in particolare chef e manager di bar e ristoranti.

La crescita del numero di richieste di emissione di un secondo visto studente o Working Holiday svela una sempre più diffusa volontà di prolungare il soggiorno in Australia, magari con la speranza di ottenere prima o poi il visto di residenza permanente. Quest’ultimo è stato concesso nel 2012-2013 a 924 nostri connazionali, +12,87% rispetto all’anno precedente.

Se è vero che l’Australia è una meta storica di emigrazione per gli italiani, è bene anche evidenziare le differenze nella composizione sociale che l’hanno caratterizzata nei decenni.

Negli anni trenta prima e negli anni cinquanta poi era soprattutto la “bassa manovalanza” ad emigrare: poveri, contadini, operai. Gli italiani in Australia dei giorni nostri sono invece studenti o professionisti qualificati, e personalmente non mi sembra una notizia né bella né brutta.

Immagine | Mr Fink’s finest photos

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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