Un’isola per tutte le stagioni: storia e cultura all’Isola d’Elba

di
Isola d'Elba
@Franco De Simone via InfoElba.it

Un’ora di traghetto da Piombino: è tutto quello che serve per arrivare all’Isola d’Elba. In estate l’isola è una delle mete preferite dai viaggiatori – italiani e non – sia per il suo mare turchino che per le belle spiagge e la ricca vegetazione, testimonianza viva della sua appartenenza alla Toscana. Secondo i dati curati dall’Irpet (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) e dalla società SL&A Turismo e Territorio, nel 2017 l’Isola d’Elba ha registrato 2.816.827 presenze, pari al 9,32% delle presenze di tutto il territorio regionale, e nella nostra regione è seconda solo a Firenze nella classifica delle località turistiche più frequentate.

Questi dati però, per quanto incoraggianti, potrebbero scoraggiare i viaggiatori che non amano la ressa estiva e le spiagge affollate. Fortunatamente l’Elba non è solo mare e spiaggia, ma custodisce una ricchezza storica e culturale sulla quale pochi si soffermano e che vale la pena visitare in tutte le stagioni. Ancora di più durante i mesi autunnali o primaverili in cui le tariffe dei traghetti scendono un po’.

Partiamo, dunque, per questa nuova isola, senza puntare solo alle spiagge e alle onde del mare, ma con la voglia di scoprire la storia, il territorio e la cucina di questo pezzetto di Toscana in mezzo al mare.

Isola d’Elba: iniziamo da… Napoleone!

Il nome di Napoleone Bonaparte è il primo che viene in mente quando si nomina l’Isola d’Elba. L’isola fu infatti il luogo del suo primo esilio, dal quale fuggì per essere confinato, dopo i famosi cento giorni, a Sant’Elena. Questa è la storia che tutti sanno – o dovrebbero sapere – ma quanti dei turisti che affollano le spiagge elbane hanno davvero visitato le due residenze dell’Imperatore? Il mio consiglio è quello di non perdere questa occasione e dedicare almeno una giornata a scoprire le due residenze imperiali presenti sull’isola, entrambe nella zona di Portoferraio.

Proprio a Portoferraio, tra il Forte Falcone e il Forte Stella, si trova la Villa dei Mulini. Si tratta della residenza ufficiale di Napoleone, quella cittadina, oggi dichiarata Museo Nazionale. È una villa a due piani non molto grande, con un piccolo giardino e arredata con mobili dell’epoca. Gli arredi sono frutto di un lavoro di recupero in quanto gli originali sono andati persi, ma rispecchiano fedelmente lo stile Impero tanto caro all’Imperatore.

Non molto grande è anche la Villa di San Martino, la residenza di campagna a 5 chilometri da Portoferraio. La parte anteriore, in stile neoclassico, costituisce la Galleria Demidoff ed è di costruzione successiva. La villa vera e propria ha come principale attrattiva la splendida e originale sala egiziana che ospita piante di papiro in una vasca al centro del pavimento.

Villa San Martino Napoleone Isola d'Elba
@Cristina Giuntini

Malgrado la dimensione limitata delle due residenze, il tutto è armonioso, piacevole e ben inserito nella natura circostante, tanto che viene da chiedersi perché mai a Napoleone sia saltato in testa di scappare dal proprio esilio, invece di godersi tutta questa bellezza e questa pace!

Un ulteriore consiglio: se la storia dell’esilio di Napoleone all’Isola d’Elba vi incuriosisce, guardate il film di Paolo Virzì N – Io e  Napoleone che ricostruisce proprio i giorni dell’esilio elbano.

Portoferraio e i suoi bastioni

Di per sé Portoferraio non è che una cittadina portuale, ma ha una particolarità ben visibile già al momento dell’arrivo in traghetto: i suoi Bastioni Medicei. Fu il Granduca Cosimo I a volerne la costruzione: un’isola come l’Elba era continuamente esposta ad attacchi, in special modo da parte dei Turchi. Nacque così una vera e propria cittadella di forti e bastioni, che oggi è possibile visitare percorrendola a piedi. Non ci sono più i mulini che davano il nome al bastione omonimo, ma la maestosità del complesso resta intatta.

Isola d'Elba Portoferraio
@Cristina Giuntini

Più spostato, sulla collina di San Rocco, si trova invece il Forte Inglese che, nella sua storia, è stato demolito e ricostruito più volte. Fatto costruire dal Granduca Cosimo III, fu smantellato da Giangastone dei Medici che lo vedeva più come un appoggio per un eventuale nemico che come una difesa. A ragione, perché nei suoi resti si installò, nel 1796, l’esercito inglese (da qui il nome). Dopo varie peripezie, il forte è stato restaurato e, da pochi anni, è visitabile.

Chi alle architetture militari preferisce l’archeologia, sarà più interessante visitare le ville romane. Affacciate sul promontorio di Portoferraio si trovano infatti la Villa delle Grotte e la Villa della Linguella, con il Museo Archeologico. In località Casa del Duca si trova invece l’omonima necropoli.

Il Castello del Volterraio che domina l’Isola d’Elba

Oggigiorno il Castello del Volterraio è poco più che un rudere, anche se visitabile e custode di un panorama invidiabile data la sua collocazione su una collina dalla quale domina tutta l’isola. Le sue origini non sono ben conosciute, ma sicuramente antichissime, di epoca etrusca. Vera e propria guardia dell’isola, il Castello è l’unica fortezza che non sia mai stata espugnata dai Turchi e di questo deve ringraziare proprio la sua posizione.

Castello Volterraio Isola d'Elba
@Cristina Giuntini

Affascinante sia da vicino che da lontano, ha ispirato, nei secoli, molte leggende. Forse la più famosa è quella di Gerda, giovane principessa ospite dei padroni del castello e del suo amore per il paggio Bruno, bruscamente interrotto dai Turchi, che uccisero il suo amore e rapirono lei come bottino di guerra. Ma la ragazza, piuttosto che cadere nelle mani dei predatori, approfittando di un loro momento di distrazione si gettò in mare, morendo a sua volta. C’è chi dice che il fantasma di Gerda vaghi ancora per l’isola con al collo la pietra luccicante simbolo del suo amore per Bruno.

Il mio consiglio per godere appieno della suggestione del Volterraio è di soggiornare nel resort Sant’Anna del Volterraio, ai piedi della collina, nella piccola località di Bagnaia con la sua deliziosa spiaggetta: troverete appartamenti pratici e puliti, inseriti in uno splendido giardino dominato dall’antico castello.

Escursioni di terra: i paesi dell’interno

Non solo mare: sull’Isola d’Elba ci sono piccoli, deliziosi paesini di collina che valgono una visita, anche fugace. Nel comune di Marina di Campo ce ne sono due degni di nota: il primo è Sant’Ilario in Campo.

Sant'Ilario Isola d'Elba
@Cristina Giuntini

Il paese, che conserva ancora una struttura medievale, ha come materiale dominante il granito dell’Elba. Deliziose sono la piazza principale, dove si trova la Chiesa di Sant’Ilario, ricca di affreschi, e la Piazza della Fonte, dove i platani garantiscono fresco e riparo in estate. Il paese di Sant’Ilario ha la sua piccola gloria nell’avere dato i natali al compositore di operette Giuseppe Pietri (sue L’acqua cheta e Addio giovinezza) e al padre del poeta Pietro Gori, che lo scelse come suo luogo di riposo.

Poco distante sorge San Piero, altro paesino famosissimo per le sue cave di granito. Tutta la zona è comunque ricca di minerali, tanto che nel paese si trova un Museo Mineralogico e Gemmologico. Anche questo è un paese di architettura medievale, con belle pavimentazioni, che ospita la notevole chiesa romanica di San Giovanni.

Cambiando zona si incontra un altro paese a struttura medievale: Capoliveri. Diviso addirittura in quattro rioni, presenta caratteristici vicoli ad arcate detti chiassi. Da Capoliveri si gode una vista mozzafiato sulla parte sud est dell’isola.

Da non dimenticare, infine, Rio nell’Elba, altro borgo che ha la sua origine nell’Età del Bronzo e che ospita, fra le altre cose, il Museo del Distretto Minerario. Oltre alla chiesa dei Santi Giacomo e Quirico, da visitare sono sicuramente gli antichi lavatoi, ottimamente conservati, e la Valle dei Mulini.

Escursioni di mare: la Grotta Azzurra e il Nautilus

Cultura, paesini… va bene, ma non dimentichiamo che l’Isola d’Elba è principalmente un posto di mare. Vediamo, quindi, un paio di escursioni da non perdere per prendere confidenza con questo grande fratello blu, tanto per citare una celeberrima canzone.

Partiamo dalla Grotta Azzurra. Eh sì, anche l’Isola d’Elba, come Capri, ha la sua Grotta Azzurra. In realtà la Grotta Azzurra dell’Isola d’Elba è chiamata anche Grotta di Mare, e ha guadagnato il suo nome principale grazie ai particolari riflessi che la trasparenza delle sue acque e la luce nei diversi momenti del giorno contribuiscono a proiettare al suo interno. La Grotta Azzurra si trova alla base di uno strapiombo nella Costa del Sole e questa sua posizione permette di raggiungerla solamente in barca. Da Marina di Campo partono ogni giorno escursioni che comprendono anche una sosta in questo gioiello del mare.

Grotta Azzurra Isola d'Elba
@elbaworld.com

Se, invece, avete voglia di osservare la fauna marittima, ma non siete appassionati di sub né di snorkeling, quello che fa per voi è un’escursione a bordo del Nautilus, la barca con il fondo trasparente. Le partenze giornaliere sono da Portoferraio (mattina) e Marciana Marina (pomeriggio) e la gita permette di osservare, comodamente seduti all’interno del natante, gli esseri viventi che proliferano sotto il pelo dell’acqua come le occhiate, caratteristici pesci così chiamati per la macchia a forma di occhio vicina alla coda, e le meduse, creature incantevoli che, però, è meglio osservare da una prospettiva sicura.

Borghi di mare: Rio Marina e Porto Azzurro

Due fra i borghi di mare più graziosi che l’isola offre sono, a mio avviso, Porto Azzurro e Rio Marina.

Porto Azzurro unisce la suggestione del borgo di pescatori alle comodità della moderna località di villeggiatura. I suoi principali luoghi di interesse sono il Forte San Giacomo, la Chiesa della Madonna del Carmine e quella di San Giacomo Maggiore. In estate, è uno dei centri del divertimento serale e notturno.

In zona mineraria (come, del resto, è quasi tutta l’isola) si trova invece Rio Marina che oltre a essere un buon luogo di villeggiatura vanta un’attrazione per grandi e piccini: il Parco Minerario dell’Elba. La visita alla miniera si svolge su di un divertente trenino ed estremamente istruttiva poiché permette di scoprire l’enorme varietà di minerali presenti sull’isola.

Ricette e tradizioni

Volete mettere qualcosa sotto i denti? C’è l’imbarazzo della scelta. Ovviamente la parte del leone la fa il pesce, ma all’Isola d’Elba troverete anche gustose ricette di terra di antica tradizione, come il gurguglione. Si tratta di uno stufato di peperoni, melanzane e verdure varie che le massaie di una volta preparavano per i loro mariti e figli, contadini o muratori, come pranzo al sacco da portarsi dietro per riprendere le energie durante la pausa di mezzogiorno. Diffuse anche le pappardelle ai funghi, mentre nella panzanella elbana, chiamata anche capponata, c’è il trucco: al suo interno, infatti, vengono aggiunte anche acciughe e tonnina salata.

Per quanto riguarda i piatti di mare, da provare il cacciucco all’elbana, più povero di quello alla livornese, le frittelle di bianchetti o gianchetti, la palamita sott’olio da abbinare con i cannellini bolliti, la sburrita (zuppa) di baccalà e il polpo all’elbana senza condimento.

Come dolce, nessun dubbio: il più tipico è la schiaccia briaca, con frutta secca, vino Aleatico e Alchermes. Ottima anche la versione di Capoliveri, in bianco, con il Moscato. Aleatico e Moscato sono anche fra i vini più tipici dell’isola, ai quali bisogna aggiungere quantomeno il Bianco DOC e l’Ansonica.

E come souvenir?

Scegliere un souvenir che sia qualcosa di più del solito cofanetto rivestito di conchiglie non è mai impresa semplice. Fino a pochi anni fa poteva essere una vera e propria esperienza sensoriale entrare in uno dei punti vendita di Acqua dell’Elba, la fragranza dell’isola, dove acquistare un’essenza o un accessorio. Ultimamente però la globalizzazione ha portato all’apertura di tali punti vendita in tutte le più importanti città italiane, togliendo a un eventuale regalo la sua unicità.

Meglio, allora, puntare sulla birra. La produzione elbana è limitata, ma ha un sapore molto particolare dovuto all’acqua che viene utilizzata. Potete scegliere la Napoleon o la Birra dell’Elba, sicuri di portare a casa qualcosa di tipico, genuino e di qualità.

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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