Isola dei famosi terza puntata: prendere la vita di petto

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Ieri l’ex pugile Patrizio Oliva, ospite in studio per la rituale intervista post eliminazione durante la terza puntata dell’Isola dei famosi, s’è detto candidamente stupito per la quantità di lotte intestine e pugnalate alle spalle con le quali è stato accolto sull’Isola. Ingenuo come tutti gli sportivi professionisti – gli scontri leali esistono solo alle Olimpiadi, nella vita reale il match è sempre un po’ truccato – Oliva aveva sbagliato romanzo: era convinto di trovarsi in Le avventure di Robinson Crusoe, uomo vs. natura, e invece era nel Signore delle Mosche, uomo vs. uomo. O, peggio ancora, vs. donna.

Isola dei famosi terza puntata

Da Russ Meyer a Jessica Rabbit, il cinema ci insegna che la donna pericolosa e destabilizzante è giocoforza dotata di un davanzale massiccio; probabilmente perché anche i più laici tra noi sono comunque imbevuti di cultura cristiana, coi suoi apologhi su pii asceti tentati dal demonio in forma di femmina abbondante. In origine la produzione aveva scelto come dark lady tettuta la famigerata ex consigliera regionale Nicole Minetti, perfetta per physique du role e per curriculum da piratessa della politica. Ma purtroppo la celeberrima igienista dentale ha declinato.

Dalla panchina lunga delle tettone televisive è stata convocata come riserva l’oriunda argentina Charlotte Caniggia; forse nella speranza che il ricordo del goal col quale il padre silurò gli Azzurri a Italia 90 incutesse ancora terrore negli spettatori italiani. La presenza della Caniggia Jr. sull’Isola è stata senza dubbio utile a mettere in luce il desolante divario che separa le illusioni dello showbiz dal mondo reale, ma non ha lasciato altra traccia di sorta. Tanto che ieri la prominente Charlotte è stata rispedita a casa dal televoto, mentre la madre in studio la incitava invano a denudarsi per un ultimo quarto d’ora di gloria, dimostrando che gli autori hanno puntato sulla Caniggia sbagliata.

E così la corona di villain femminile è passata alla new entry Cristina Buccino. Oltre a turbare i propositi di castità di Rocco Siffredi – non molto difficile: le è bastato respirare – la voluminosa Buccino si è premurata fin da subito di risultare odiosa, indolente e aggressiva come richiesto dal suo ruolo. Sarà pure relativamente sconosciuta – la si ricorda come valletta di Carlo Conti e poco altro – ma sembra destinata a fare strada: è quel che si dice una ragazza con grandi cose davanti.

Chi segue i telefilm americani d’ambientazione liceale sa che la Queen Bee, la studentessa che tutti adorano/detestano/desiderano, si accompagna sempre a una o più dame di compagnia belle quasi quanto lei ma soggiogate dalla sua personalità; la Buccino, nel pieno rispetto del copione, ha subito stretto alleanza con la tonica ma sbiadita Fanny Neguesha. Altro classico è il conflitto tra la Queen Bee e la ragazza nerd graziosa ma inspiegabilmente impopolare; dando prova di un pregevole senso della sceneggiatura, la Buccino si è affrettata ad apostrofare come nana Melissa P., un tempo scrittrice simbolo di trasgressione adolescenziale e qui retrocessa a casta good girl per plateale inferiorità mammaria. È finita che tutte e tre, la regina, la servitrice e l’emarginata, sono state spedite dal preside, cioè in nomination. Vedete voi chi è meno utile ai fini della trama, e votate secondo coscienza.

Per quanto riguarda i cattivi di sesso maschile, Pierluigi Diaco sta svolgendo il suo onesto lavoro di piccolo Iago, untuosamente diplomatico in pubblico ma dedito alla manipolazione del prossimo dietro le quinte. Tre i momenti notevoli che l’hanno visto coinvolto nella puntata di ieri: 1) Siffredi che lo definisce carismatico come Hitler; 2) Maurizio Costanzo in persona che, via videomessaggio, lo benedice come proprio discepolo, in un evidente parallelo con l’asse Darth Maul–Darth Sidious di La Minaccia Fantasma; 3) Alfonso Signorini che si scandalizza perché qualcuno ha osato insinuare dubbi sulla virilità di Diaco, rischiando di risultare offensivo. Del resto è noto che mister Signorini ha sempre messo al primo posto il rispetto della dignità altrui.

Caro Diaco, sei discretamente laido, ma nel campo dell’umana doppiezza c’è ancora chi ti dà la polvere.

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Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.

1 Comment

  1. ahah grande Daniele. Il tuo racconto riesce addirittura a dare dignità a questo reality piuttosto stagionato.

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