Al via la prima puntata dell’Isola dei famosi

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Isola-dei-famosi-prima-puntataLa parola che meglio racchiude l’esordio dell’Isola dei Famosi su Canale Cinque è scazzo, nell’accezione di, cito dalla Treccani online, “cosa o situazione noiosa, seccante”.

Isola dei famosi prima puntata

Scazzatissima è Catherine Spaak che, selezionata per fungere da contrappeso a Rocco Siffredi – cinema d’essai vs. pornografia, ricercatezza francese vs. carnalità italica, femminilità rarefatta vs. virilità esasperata – manda all’aria gli equilibri narrativi decidendo di ritirarsi prima dell’inizio dei giochi; ufficialmente per paura delle intemperie, più probabilmente per il soprassalto di dignità di chi ha lavorato con Risi e con Gassman e adesso realizza di aver davanti Signorini.

Scazzatissima è la Rodriguez minore, Cecilia, che ha l’aria di voler essere ovunque tranne che lì e a momenti sembra sul punto di seguire le orme della Spaak; mostra perfino qualche resistenza a denudarsi, in spregio alla tradizione di famiglia.

Scazzatissimo è il cantore dell’erotismo lacustre, Valerio Scanu, che vaga senza meta nel bel mezzo di una Prova Immunità con la flemma letargica di chi se ne strafotte del risultato.

Scazzatissima è perfino l’Isola, che settimana scorsa ha cercato di scacciare gli invasori invocando l’intervento celeste di Giove Pluvio, col risultato di far slittare il debutto per maltempo.

Ma Omero insegna che nemmeno gli Dei possono sfuggire ai piani del destino, specie se quest’ultimo ha firmato pile di contratti pubblicitari. E così, sotto la guida di un’Alessia Marcuzzi ormai robotizzata nella coazione a ripetere le liturgie del reality, l’Isola dei Famosi è finalmente arrivata sull’ammiraglia Mediaset. C’è un motivo per seguirla? Con fatica ne ho trovati cinque, esposti qui di seguito in ordine di valore crescente.

5) Melissa P. Tra le gemelle quasi siamesi Donatella, Fanny Neguesha introdotta al grido di “Venghino, signori, ad ammirare la donna che è sopravvissuta a Balotelli” e quel curioso esperimento cyberpunk, cervello umano in corpo artificiale, che risponde al nome di Charlotte Caniggia, il reparto femminile under trenta pare la versione glamorous di un freakshow. Spicca paradossalmente per sobrietà Melissa Panarello, in arte P.; primo caso nella storia della tivù italiana di scrittrice affermata, quantunque di dubbio merito, che accetta di prendere parte a un reality. Da tenere d’occhio, almeno per curiosità.

4) Rachida Karrati. Ormai il multiverso dei talent e dei reality ha una continuity più complicata di quella dei fumetti Marvel: lo scambio di concorrenti da una produzione all’altra fa sì che se te ne perdi una rischi di non capire tutte le altre. Da spettatore distratto e tardivo di Masterchef – non ho Sky, lo guardicchio su Cielo in differita – sono poco ferrato su quest’oriunda marocchina naturalizzata bergamasca. So però che è alquanto versata nell’arte di buttarla in caciara, un’attitudine che sul piccolo schermo paga spesso. Potrebbe regalare qualche perla.

3) Pierluigi Diaco. è noto che il potenziale attrattivo di una storia è direttamente proporzionale alla qualità del cattivo di turno. I cattivi si dividono in due categorie: quelli che ami odiare e quelli che odi e basta. Il viscido Diaco, uno che ha trasformato l’antipatia in mestiere, rientra con tutte le scarpe nella seconda famiglia. Sulle sue spalle rachitiche grava un elemento chiave della narrazione: saprà farsene carico?

2) Rocco Siffredi. Non essendo un frequentatore del genere, mi trovo impreparato sulla gloriosa filmografia del grande Rocco. Tutto quello che so sul personaggio l’ho imparato da quel servizio delle Iene, replicato più volte, nel quale il signor Siffredi accetta di farsi seguire dalle telecamere sul posto di lavoro, ma poi manda a quel paese l’inviata nerovestita quando ha sentore che lo stia prendendo in giro. Tipica reazione da insicuro, e questo fa riflettere: se saltasse fuori che nemmeno Rocco Siffredi crede in se stesso dovremmo dedurne che l’autostima non esiste, e che la nostra autoimmagine è solo frutto delle circostanze. Per ora sull’Isola il Rocco nazionale ha indossato la solita maschera del piacione dal doppio senso facile; ma vivere ventiquattr’ore al giorno sotto l’obiettivo, nonostante i probabili aggiustamenti ad opera degli autori, alla lunga ha il potere di far emergere la nuda verità. Vedremo.

1) Valerio Scanu. Nasce come l’ennesimo clone senza mente sfornato dal laboratorio genetico De Filippi & Co. Inizia a manifestare inattesi lampi di individualità quando vince Sanremo con un pezzo che potete trovare orribile quanto volete, ma rimarrà inciso a fuoco nell’immaginario collettivo italiano nei secoli a venire. Poi partecipa a Tale e Quale Show e fa sfoggio di un’inedita verve interpretativa, segno che forse fino a quel momento il problema era il repertorio. Ora sbarca sull’Isola e ne sconvolge le regole, si direbbe, senza neanche rendersene conto: affronta le prove fisiche con serafica e superiore noncuranza, sfotte Mara Venier dimostrando sorprendenti doti di imitatore, incasina le nomination con un’ineffabilità degna di Mr. Bean. I compagni di naufragio lo riconoscono subito come l’avversario da battere e lo candidano all’eliminazione contro un peso massimo – peso welter, a dire il vero – come Patrizio Oliva. Salvate il soldato Scanu, salverete l’Isola.

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Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.

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