Io, Federer e Nadal

di
federer e nadal
@AusOpen

Dei primi scontri tra Federer e Nadal ricordo i miei sedici anni, un abbonamento Sky estorto a mia madre («in promozione ci danno anche una tv, mamma»), maratone televisive seguite da maldestri tentativi di emulazione su un tavolo da ping ping (che poi era il tavolo da pranzo di casa).

A quei tempi internet era meno internet di adesso, Andrea Scanzi era già urticante ma ancora leggibile, e il popolo del web (definizione che odio, come tutti) si scontrava sui forum, che i social network stavano per distruggere. Fiumi di messaggi nel primo web 2.0 in cui Guelfi e Ghibellini del tifo tennistico si scontravano a ripetizione.

[Me li immagino oggi, quei forum, mentre Federer ha appena giocato e vinto un game sul servizio di Nadal che è di molto vicino alla perfezione tennistica.]

Io tifavo Federer perché mi piaceva di più, perché il rovescio a una mano, il gioco a rete e i due piedi nel campo anziché tre metri fuori. Non è che ne sapessi granché di tennis ma ho imparato ad amarlo grazie anche a loro due, Federer e Nadal, e le saghe di scontri che nella mia mente avevano sostituito le stagioni di Dragonball Z.

Una delle cose che più mi appassionavano delle sfide tra Federer e Nadal è che quello quasi universalmente definito più forte, Federer, aveva la strana tendenza a perdere contro l’altro. Una roba da psicologi, che mentre scrivo rivedo accadere esattamente come 10 anni fa. Federer che inizia bene, gioca benissimo, magari vince anche il primo set, e dall’altra parte Nadal che resiste, allunga gli scambi e aspetta gli errori di Roger. E quando arrivano gli errori la partita gira.

[Un po’ come adesso, che Nadal ha pareggiato il conto dei set con evidente scioltezza. Mi sembra di aver visto questa partita già tante altre volte. E vinceva sempre Nadal.]

Diversi quasi in ogni aspetto del gioco, spesso li hanno sempre descritti l’uno come il polo opposto dell’altro. Mancino Nadal, destrorso Federer. Il fisico possente di Nadal e la linea semplice di Federer. Corsa e movimento per l’instancabile Nadal, classe pura e ricerca del vincente per Federer. Il poderoso diritto di Nadal e lo splendido rovescio di Federer.

Rafa è stata la nemesi perfetta di Roger. Il numero uno del mondo, il più vincente della storia degli Slam con buone quotazioni per essere definito il miglior tennista di sempre, quando incontrava il numero 2 ci perdeva molto spesso, persino nel suo terreno prediletto, Wimbledon. La personificazione sotto forma di tennista spagnolo della giustizia sportiva, avara di soddisfazioni per chi ha troppa sete di vittoria.

[Una cosa che adoro del tennis è come i momenti possano girare la tendenza di un match nel giro di pochi minuti: Federer ha fatto una fatica immane a vincere il primo game al servizio del terzo set, poi ha preso un break a Nadal nel game successivo e ora è sopra 3-0. Lo vince 6-1, il terzo.]

Dal 2006 al 2011 (almeno) sono stati il tennis. Continuavano a giocare finali di tornei dello Slam con l’identica costanza con cui io tentavo l’esame di Analisi 2 (con lo stesso successo di un loro rivale al primo turno). Non mi sono mai chiesto prima di adesso se ci fosse una correlazione tra le due cose, ma dovrei indagare.

[Nadal ha appena fatto questo punto, intanto. Ed è molto vicino a vincere il quarto set. Vorrei potessero non smettere mai di giocare questa partita.]

Ci sono mancati a tutti, diciamo la verità. Gli infortuni, l’età, l’ascesa di Djokovic, Murray e Wawrinka ci hanno privato di ulteriori capitoli della saga Federer-Nadal, che negli ultimi 3 anni si son scontrati solo due volte (una vittoria a testa).

Io non faccio più esami di matematica, sono almeno 3 anni che non entro su un forum e leggere Andrea Scanzi è diventato il mio modo preferito per scaricare la rabbia repressa.

Federer e Nadal ci sono ancora, incredibilmente. In questo momento stanno giocando il quinto set del 35° incontro della loro lunghissima rivalità, contro qualsiasi pronostico. Federer ha appena recuperato il break di svantaggio a Nadal, sono 3-3 e io, sinceramente, non so più cosa scrivere per ringraziarli.

Alla fine vincerà Federer, tornando a conquistare l’Australian Open 7 anni dopo l’ultimo successo, dopo 6 mesi di stop e fuori dalla top 10 del ranking; tornando a battere in finale la sua nemesi e chiudendo finalmente due cerchi: la sudditanza psicologica nei confronti di Nadal e l’agognato diciottesimo Slam, il più sofferto.

Io, oggi più che mai, voglio molto bene a entrambi. 

Per chi se la fosse persa e per chi la vuole rivedere

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Statistico atipico, ha curato la sezione Sport e amministrato i profili social di Le Nius. Formatore nei corsi di scrittura per il web e comunicazione social, ha fondato e conduce il podcast sul calcio Vox2Box e fa SEO a Storeis. Una volta ha intervistato Ruud Gullit, ma forse lui non si ricorda.

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