Inter e Massimo Moratti: 18 anni e una Storia che cambia

di

Moratti-Inter

Avevo 14 anni quando Massimo Moratti rilevò l’Inter.

È l’età in cui hai appena finito le scuole medie e ti picchi ancora con i compagni di scuola, ruzzolando nell’erba, perché non siete d’accordo su quale sia il calciatore più forte della Serie A o la figurina di calcio più ricercata della scuola.

Mentirei se dicessi che ho particolari ricordi di quei giorni, però non ho dimenticato come brillavano gli occhi di amici e parenti più grandi alla notizia: “Tornano i Moratti” – mi dicevano – “la famiglia che ha fatto grande l’Inter, Davide: torneremo grandi”. Moratti all’Inter era un ritorno al futuro, non una nuova avventura. Guardavi in avanti e sentivi il profumo di imprese passate, la gloria delle partite in bianco e nero era la promessa di un futuro radioso, legato al nome dei Moratti.

Nel 1995 finiva la guerra in Jugoslavia, Buffon esordiva in serie A e  Google non esisteva neanche.

Da lì è iniziata una storia di amore e sofferenza, di contestazione e sogni ad occhi aperti, di grande rabbia ma anche incredibili soddisfazioni: Moratti ha fatto la storia in questi 18 anni. Dalla Coppa Uefa alle cocenti delusioni, da Ronaldo a Calciopoli e la Juve in B, dalla guerra per ripulire il calcio al Triplete nerazzurro mai realizzato da nessuno nella storia del calcio italiano. Moratti è stato il papà per tutti i tifosi e un totem da affrontare per tutti gli altri, non è passata settimana senza il Massimo. Senza stare a ripetere tutto ciò che è già stato detto o scritto in questi giorni, la cessione a Erick Thohir, indonesiano dalla sguardo molto pop, ha provocato la seguente reazione nel tifoso:

1) Spaesamento e costernazione: perchè Moratti ci fa questo?

2) Ricerca delle cause: il Presidente (Moratti) avrà finito i soldi?

3) Cessione: ma uno sceicco amico a cui vendere non c’era?

4) Analisi: chi è Thohir? Di calcio capisce qualcosa?

5) Speranze: dai che Erick -già diventato un papà esotico un po’ lontano- mette a posto i bilanci e compra qualche bel giocatore!

6) Domande legittime: ma Thohir le vedrà le partite?

7) Bis- Speranze: caccerà via la dirigenza attuale che ha dimostrato di essere grandemente incompetente?

8) Realismo: ormai è fatta, speriamo non sia un salto nel buio

9) Ottimismo: dai che si cambia, diventiamo ancora più Internazionali!

10) Segni chiari del destino: sono stato in Indonesia da poco, avrei dovuto capire subito cosa sarebbe avvenuto da come parlavano del Capitano!

Massimo Moratti resterà e dal punto di vista del tifoso nerazzurro, ambizioso ma insicuro, questo è importante: vado a vivere da solo, ma vicino ci sono sempre papà e mamma. L’ultimo discorso di Moratti è stato molto emozionante per i tifosi dell’Inter, che in Massimo non avevano solo un padre ma anche il Tifoso in cui identificarsi, perché il Presidente è sempre stato, prima di tutto, il Primo Tifoso.

“L’Inter è un sentimento che si trasmette ai tifosi, ai giocatori. È tutto quello che poi diventa passione e ricordo. Lascio il club con certezza di cedere a chi ha senso di responsabilità e rispetto dei colori, della storia dell’Inter.”

Grazie, Presidente. Benvenuto, Thohir.

Immagine| Bauscia Cafè 

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Scatto in profondità, controllo e, prima del tiro, un impercettibile passo di danza che manda in tilt gli avversari e libera la porta. Tango Hesitation lo chiamano, un movimento sublime un cui tutto – il ritmo, la passione e anche un pallone – rimane sospeso per una frazione senza tempo. Arte e struggimento: il piede e il volto di Diego Milito.

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