Inter la migliore difesa possibile

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inter la difesa migliore possibile
@inter.it

Prendete un meccanismo che non funziona, aggiungete qualche pezzo e d’improvviso gli ingranaggi iniziano ad andare: potrebbe essere la stagione dell’Inter di quest’anno.

Brozovic, Shaqiri, Santon: tre nomi per comprendere meglio le tre vittorie di fila in campionato, cosa che non succedeva dal 2012 con Strama. Ma andiamo oltre.

Perché il meccanismo che non funziona e che inizia a girare non parla di tutta la squadra, ma del centrocampo dell’Inter. All’improvviso il reparto che fa la differenza, con Medel a coprire la difesa, Brozovic e Guarin (ieri, meritatamente, capitano) a gestire il gioco e Shaqiri (o ieri con minor effetto nonostante il gol, Kovacic) a creare.

Se ci pensiamo un attimo, portiere e attacco funzionano bene da inizio stagione: con attacco intendiamo Maurito Icardi e non i fantasmi che aleggiano -ahi noi- attorno. A cui se n’è aggiunto un altro, Lukas Podolski.

A proposito, Icardi è un fenomeno, dispiace per i giornalisti che continuano a definirlo il “gemello di Balotelli”. (Che poi, Balotelli in A li ha mai fatti tutti sti gol?)

Ma andiamo ancora avanti. Cosa nella nuova pazza Inter non funziona? La difesa: tremenda, bucata (non bucolica), che renderebbe insicuro anche Massimo de Il Gladiatore talmente è perforabile. A Glasgow l’ennesima riprova (Mancio, ce n’era davvero bisogno?) che la coppia Ranocchia-Juan Jesus è disastrosa, con Campagnaro a destra fuori ruolo a rendere il tutto più tragico.

(Vedi pizzino a Ranocchia durante Celtic-Inter)

inter la difesa migliore possibile

Inter la migliore difesa possibile

Difesa a 4 ovviamente.

(Ogni riferimento in questa rubrica alla difesa a 3 è vietato. I trasgressori saranno severamente puniti).

A destra: Davide Santon. Ritorno gradito del bambino, nonostante qualche audace dichiarazione in passato (a dimostrazione che il calcio potrebbe essere uno sport muto e ne guadagnerebbe molto). Senza strafare, è un terzino dalla nascita e in questa difesa è già molto. Ogni tanto si distrae, se migliorasse in concentrazione potrebbe diventare un buon giocatore. O forse di più.

Centro destra: Nemanja Vidic. I suoi molti, troppi errori di quest’anno non sono nulla in confronto a quell’altro che fa di nome Ranocchia. Ogni tanto fa la follia, come dimostra il gentil passaggio di Cagliari-Inter per Cossu, ma il resto della partità è solido e dà sicurezza al reparto. Per @Whoscored ieri sera lui il migliore in campo.

Deve giocare lui punto. Poi a fine stagione si faranno i conti e si capirà se la società ha fatto bene a portare a Milano l’ex capitano del Manchester United.

(Intanto +19% in Asia per le vendite del club: tiè).

Centro sinistra: Juan Jesus. Un altro pazzo da legare, ma ha tutti i mezzi fisici e le qualità per diventare un grande. Non può stare vicino però a quello lì che di nome fa Ranocchia. Anche ieri va a vuoto sul gol di Davide Longo (perché noi i gol ce li facciamo da soli), poi fa un salvataggio miracoloso in spaccata su un cross dalla destra. Imprevedibile e potente, ha bisogno di stare vicino a qualcuno che diriga la difesa.

A sinistra Nagatomo (eventualmente D’Ambrosio, con licenza di uccidere). Annata negativa anche per il giapponese, ma lo conosciamo e se in palla può garantire un minimo di copertura e qualche buona incursione come nessun altro ad oggi in quel ruolo. Aspettando che rientri dall’infortunio ci sarebbe “il fortemente voluto da Ausilio e Mazzarri” D’Ambrosio a fare quel che può. Caciara.

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Scatto in profondità, controllo e, prima del tiro, un impercettibile passo di danza che manda in tilt gli avversari e libera la porta. Tango Hesitation lo chiamano, un movimento sublime un cui tutto – il ritmo, la passione e anche un pallone – rimane sospeso per una frazione senza tempo. Arte e struggimento: il piede e il volto di Diego Milito.

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