Guida di Varsavia con finale di Europa League

di
Varsavia itinerari
@Jaroslaw Budyta

Quando inserii Varsavia nella mia candidatura per l’Erasmus lo feci con poca convinzione. Per uno che l’Europa orientale la conosceva poco e c’era stato ancor meno, mi sembrava strano inviare una candidatura così tanto a est. Invece, il caso ha voluto portarmi a trascorrere ben 6 mesi in questa città che spesso viene associata solo a steppa, zuppa e vodka. Niente di tutto ciò: la mia scelta si è rivelata molto azzeccata. Tanto che ora, per la rubrica Luoghi dello Sport, tenterò di costruire una piccola guida di Varsavia, con tutti i luoghi da non perdere, per chi vorrà visitarla in concomitanza con la finale di Europa League.

Guida Varsavia: itinerari e consigli per la finale di Europa League

Amici del mondo calcistico, maggio e giugno si avvicinano e con loro le finali di Europa League e Champions League. Procediamo in ordine cronologico: il prossimo 27 maggio andrà in scena la finale di Coppa Uefa (almeno per una volta, chiamiamola come si deve!) allo Stadion Narodowy (nazionale) di Varsavia. Con la speranza che almeno una tra Napoli e Fiorentina possa arrivare a giocarsi il secondo titolo più importante tra le coppe europee, vi proponiamo una guida della capitale polacca in concomitanza con la finale di Europa League.

Varsavia non è di solito la prima meta per chi visita la Polonia: in genere viene inclusa solo negli itinerari di chi ha parecchio tempo a disposizione, mentre gli altri prediligono, per esempio, un weekend a Cracovia. Ma la capitale polacca offre comunque moltissimi spunti e sarebbe davvero un peccato non approfittare di questo grande evento calcistico per conoscere la città. Anzi, se ne avete la possibilità vi consigliamo di dedicarle qualche giorno in più, proprio perchè Varsavia necessita di tempo per essere apprezzata a fondo.

Città misteriosa e affascinante, Varsavia concede la possibilità di conoscere la storia del suo paese in un contesto moderno e atipico rispetto al resto della Polonia. E’ infatti difficile trovare somiglianze con altre città, da un punto di vista architetturale e non solo. Città viva, Varsavia sta correndo parecchio, forse anche troppo. Gli europei del 2012 hanno portato alla costruzione di infrastrutture sportive in tutto il paese. Proprio da questo evento è nato lo stadio nazionale, ben visibile da buona parte della città grazie ai suoi pannelli biancorossi disposti lungo il perimetro della struttura. Siamo quindi pronti per volare a Varsavia e conoscere i vincitori della finale di Europa League 2015!

Guida Varsavia: informazioni pratiche

Guida Varsavia
@Kuba Klopotowski

Varsavia ha due aeroporti: Modlin e Chopin. Verso il primo, situato a una quarantina di minuti dal centro cittadino, volano le compagnie low cost. I collegamenti con la città non sono molti quindi consigliamo di monitorare il sito dell’aeroporto. Nonostante abbondino i collegamenti Italia-Polonia a basso costo, i tifosi fiorentini e napoletani, qualora protagonisti della finale, dovrebbero ricorrere ad altri scali (Bologna e Roma su tutti) per volare direttamente a Varsavia.

Ma come raggiungere lo stadio di Varsavia? Nessun problema: l’impianto ultramoderno che ospiterà l’ultimo atto dell’Europa League è facilmente raggiungibile e non lontano dal centro città. Si trova vicino al parco Skaryszewski. Prendiamo quindi il primo tram o bus da Aleje Jerozolimskie che attraversa il ponte e scendiamo ad una delle prime due fermate dopo aver passato il fiume.

I biglietti per la finale di Europa League saranno a disposizione tramite il circuito UEFA ma, non sapendo ancora chi saranno i protagonisti della partita, è presto per provare ad accaparrarseli. Se poi è la scaramanzia napoletana a guidarci, non cerchiamo ancora informazioni.

Guida Varsavia: prima tappa, Witamy!

Guida Varsavia
@sleejit

Per cominciare un tour a Varsavia, un’ottima opzione è prendere la via chiamata Nowy Swiat (Nuovo Mondo) dall’incrocio con Aleje Jerozolimskie . Percorretela tutta fino a giungere nella città vecchia. Nel mezzo, ammirate la sede dell’Università, il monumento dedicato a Copernico, il palazzo del Parlamento e la statua dedicata al poeta Adam Mickiewicz.

Una volta arrivati in fondo a Krakowskie Przedmiescie (la continuazione di Nowy Swiat caratterizzata dalla facile pronuncia), arriverete a Plac Zamkowy, una delle due piazze principali della città vecchia. Città vecchia che è di dimensioni sicuramente inferiori rispetto ad altri centri storici polacchi e che rimane l’unica parte della città che permette di perdersi nell’architettura del passato. Cominciamo quindi da qui e dalla visita a Palazzo Reale per conoscere la storia di una città che durante la seconda guerra mondiale venne rasa al suolo per l’85%. La ricostruzione, avvenuta negli anni successivi alla fine del conflitto ed eseguita con precisione maniacale grazie a foto d’epoca, può quasi far dimenticare quello che Varsavia ha vissuto. Palazzo Reale è il palazzo la cui ricostruzione ha necessitato di più anni rispetto agli altri edifici. La visita permette di conoscere, con strumenti multimediali, quali furono le spietate idee di Hitler sulla città.

Rimanendo nella città vecchia, andiamo a scattare la classica cartolina di Varsavia con le case colorate delle piazze. Nel mezzo di una di esse, si trova una sirena. Simbolo della città, la leggenda vuole infatti che il nome Varsavia sia il risultato della fusione tra il pescatore Wars e la sirena della Vistola Sawa. Infine, cerchiamo la casa più stretta della città nella piazza in cui si trova un pozzo. Se ci girate intorno, la fortuna sarà dalla vostra. Scaramanzia pre-finale.

Guida Varsavia: il quartiere di Praga

Dalla città vecchia, prendiamo un tram e ci troviamo a Praga. A Praga? Ma non ci vogliono 11 ore in pullman per raggiungerla? No, per raggiungere Praga da Varsavia ci vogliono pochi minuti. Praga è infatti il nome dell’area al di là della Vistola, l’unica zona rimasta intatta durante la guerra (e si vede). Qui infatti si trovavano le truppe sovietiche a cui la storia condanna di non essere intervenute per evitare la sconfitta della resistenza cittadina.

Lasciamo stare le decisioni di Stalin e Churchill ed individuiamo le tappe del nostro itinerario nella “Praga di Varsavia”. Iniziamo dalla chiesa ortodossa che troviamo sulla sinistra di Aleja Solidarnosci. La sua cupola spicca tra gli alberi del parco-zoo vicino. Dall’altra parte della strada si trova una chiesa cristiana, giusto a rimarcare la fede della cattolicissima Polonia.

Continuiamo il tour andando a scovare gli angeli di Praga. Piccole statuette blu disseminate qua e là (se ne trova qualcuna anche nella città vecchia) che adesso, a differenza del passato, non è più possibile rubare essendo ben salde al terreno. Tra angeli e murales, arriviamo alla vecchia fabbrica di Vodka Koneser. Purtroppo non è possibile assaggiare qui la celebre e buonissima vodka dal momento che la fabbrica è in disuso. Nonostante ciò, il sito e gli edifici in mattoni rossi mantengono una loro vivacità grazie ad un locale che organizza vari eventi in serata e a delle gallerie specializzate in fotografia e arte contemporanea.

Praga è il quartiere più povero della città. Questo si può notare entrando nello storico Bazar Rozycki, dove in passato gli abitanti si recavano per gli acquisti indispensabili. Oggi purtroppo i venditori del bazar sono rimasti in pochi.

Terminiamo il nostro tour al di là del fiume con una passeggiata difficilmente segnata sulle ufficiali guide di Varsavia e per la quale dobbiamo ringraziare il mio amico Matteo che ebbe il coraggio, in pieno inverno, di camminare nel fango del lungofiume. Ma non vi preoccupate: in primavera la passeggiata tra gli alberi lungo la Vistola è sicuramente più comoda e probabilmente più facile da individuare, dato che la gente si accomoda vicino al fiume godendosi il tramonto e bevendo qualcosa. A proposito: ricordatevi che a Varsavia bere alcolici per strada è severamente proibito, quindi attenzione e, quantomeno, bottiglie di plastica!

Guida Varsavia: la cucina polacca

Guida Varsavia
@Eugene Wei

Terminato questo tour, ritorniamo verso il centro e andiamo a gustare alcune tipiche specialità polacche. Ebbene si, la cucina polacca non è fatta solo di buonissime zuppe, ma anche di tanto altro. Si può mangiare abbondantemente (le porzioni dei secondi sono di dimensioni ben superiori a quelle a cui siamo abituati) spendendo poco e ascoltando anche musica tradizionale al grande ristorante Kamanda Lwowska in via Foksal (traversa di Nowy Swiat). Consiglio personale: l’anatra. Non me ne vogliano i vegetariani, ma sicuramente la cucina polacca non faciliterà la loro vita. Per questo ecco un consiglio dedicato proprio ai vegetariani e vegani in viaggio a Varsavia: vale davvero la pena andare in Hoza Ulica 42 per assaggiare degli hamburger vegani gustosissimi, anche se ben poco tradizionali.

Rimanendo invece sui piatti locali, non si può andare in Polonia senza mangiare almeno una volta i pierogi. Si tratta sostanzialmente di ravioli fatti nella versione polacca, con una gran varietà di ripieni che possono soddisfare tutti i gusti. La catena turistica Zapiecek, che ha diversi locali sparsi anche nella città vecchia e in Nowy Swiat, ne offre di buoni. Per una volta, accettiamo dunque posti turistici.

Per quanto riguarda lo street foodun classico polacco è lo zapiekanki: nella versione più classica, si tratta di una mezza baguette con funghi e formaggio. Date le dimensioni, non può certo essere ritenuto uno spuntino.

Per chiudere la parentesi gastronomica, non possiamo non citare i Bar Mleczny, che corrispondono letteralmente alle nostre vecchie latterie. L’orario varia da locale a locale ma non se ne trovano aperte dopo le 17. Qui erano soliti mangiare i lavoratori in età sovietica. Oggi, seppur in difficoltà, mantengono una propria clientela composta soprattutto da studenti e da chi cerca pasti molto economici. Non vengono venduti alcolici, il menù è scritto a muro solo in polacco e in genere non si trova nemmeno il bagno. Non sempre si riceve quello che è segnato sul menù, ma la qualità è buona. Nalesniki, pierogi, zuppe… le prime volte chiedete quello che vi ispira e che avete visto da altri clienti, più avanti saprete interpretare il menu. Quello che viene considerato il migliore milk bar di Varsavia è “Il bambino” in Krucza 21 ma se ne trovano anche in zone più vicine alle aree turistiche (Nowy Swiat 39 e Mostowa 27 nella città vecchia).

In generale in Polonia il cibo viene accompagnato con la birra (tranne che nei bar mleczny), mentre il “digestivo” non può che essere la vodka. Imbarazzo nella scelta sia per i gusti sia per la marca. Classica, nocciola, ciliegia, miele… provatele tutte per capire quale portare in Italia come ricordo! Se siete, come me, tra quelli che “ma in Italia non mi piace, non la bevo”, vi ricrederete al primo bicchierino. Na zdrowie! Salute!

Alla sera, se cercate i migliori locali di Varsavia (o quantomeno il miglior quartiere per uscire) per bere in compagnia dei ragazzi polacchi e degli studenti erasmus, andate al Pawillony. Un classico raduno serale , uno spazio interno a Nowy Swiat pieno di baretti dove troverete birra e vodka a basso costo.

Guida Varsavia: tra i parchi e Chopin

Guida Varsavia
@irena iris szewczyk

I parchi urbani, una tradizione ben poco italiana ma ben presente all’estero. Non è esente da ciò Varsavia. Sono diversi i parchi che permettono di rilassarsi nel verde. Su tutti il grandissimo parco Lazienki. Situato nella zona sud della città, è comodamente raggiungibile con la metro: fermata Politechnika. La domenica, in stagione primaverile-estiva, moltissime persone si recano qui per ascoltare i concerti gratuiti dove celebri pianisti suonano Chopin per un’ora proprio in prossimità della statua raffigurante il compositore polacco. Per gli appassionati, non può mancare una visita al museo multimediale a lui dedicato. Si trova in Okonlik 1, in una traversa di Nowy Swiat. Il museo, costruito su molti piani, è un viaggio tra le note del famoso musicista. Il museo di Chopin è aperto dalle 11.00 alle 20.00 da martedì a domenica. Il costo è di 17 zloty (circa 4 euro). Ma gli omaggi di Varsavia a Chopin non sono finiti. Qua e là per la città (anche nel parco) sono disseminate delle panchine che emettono a comando le sue note. Inoltre, dal Palazzo della Cultura (su cui torniamo più avanti) cercate di scovare ai vostri piedi l’attraversamento pedonale che ricorda la tastiera di un pianoforte.

Torniamo ai parchi. Di fronte al Lazienki Park troviamo i giardini del Park Ujazdowski. Un’uscita leggermente fuori porta sicuramente meritevole è Palazzo Wilanow, la Versailles polacca, nel passato abitazione di molti re. Una visita al palazzo e al parco è sicuramente doverosa, ma sappiate che la domenica il tutto è più affollato perché la visita è gratuita. Inoltre, il palazzo ospita vari eventi tra mostre e concerti. Controllate il calendario!

Guida Varsavia: a ovest di Nowy Swiat

Guida Varsavia
@Oscar Anton

Terminiamo la nostra visita di Varsavia con la parte a ovest di Nowy Swiat. Per prima cosa, il Palazzo della Cultura e della Scienza, il cosiddetto “dono di Stalin”. Dono peraltro poco apprezzato dai cittadini della capitale, che si dice salgano in cima a questo enorme edificio in stile sovietico in modo da non doverlo vedere. In effetti, non è un caso che, a partire dagli anni ’90, intorno al Palac Kultury siano stati costruiti vari grattacieli moderni. Oggi il palazzo, alto 237 metri e con 42 piani, offre cinema, sala congressi, teatro, musei e altro ancora, oltre ad una bella vista sulla città.

Gli ultimi luoghi di cui vogliamo parlare sono due musei di Varsavia e un cimitero. Il primo museo assolutamente degno di nota è il museo dell’insurrezione di Varsavia. Un viaggio nella storia dell’insurrezione cittadina contro le truppe naziste tra agosto e settembre del 1944. Il mancato intervento sovietico permise all’esercito tedesco di reprimere la rivolta in maniera violentissima. Il secondo museo da visitare è il nuovissimo Museo Ebraico, il Polin Museum (il cui significato è “Polonia”, ma anche “dimora” in ebraico). Un modo non solo per ricordare la tragedia dell’Olocausto (Varsavia prima dello sterminio ospitava la più grande comunità ebraica al mondo dopo New York) ma anche per conoscere l’arte yiddish. Il museo è aperto dalle 10.00 alle 18.00 e il biglietto costa circa 6 euro.
Non lontano dal museo, circa 15 minuti a piedi, si trova il cimitero ebraico. Non sta a me scrivervi gli orari di apertura perché, tutte le volte che ho provato ad andarlo a visitare, l’ho trovato chiuso nonostante dovesse essere aperto secondo gli orari della mia guida di Varsavia. Il Cmentarz Zydowski si trova in Okopowa 49.

Guida Varsavia: cosa leggere

Guida Varsavia
@birasuegi

Per concludere, due consigli letterari per conoscere meglio la vita nel paese durante gli anni del dopoguerra: “Un sogno di appartenenza” di Janina Bauman, che racconta la sua vita in una Polonia devastata dal conflitto insieme al marito, il sociologo Zygmunt Bauman; e “Giungla polacca“, del celebre reporter Richard Kapuscinski: una serie di brevi racconti per conoscere meglio la Polonia degli anni ’50-’60.

Come avrete intuito, Varsavia e la Polonia offrono molto più di quanto molti si aspettino. In attesa di proporvi un itinerario in tutto il paese, speriamo che arrivi qualche soddisfazione calcistica per le squadre italiane. Nel frattempo, buona Coppa Uefa!

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21 anni, genovese ma soprattutto genoano. Genoanità esportata a Bologna dove presto dovrebbe conseguire una laurea in Economia anche se, nel dubbio, dà un’occhiata ai corsi di antropologia, neuroscienze e scienze politiche. Parola preferita: aneddoto.

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