Bologna bella e dannata: guida alternativa all’anima della città

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Via del Pratello e Piazza San Francesco: la movida al ritmo del jazz

anima della città
@Vincenzo Corvasce

Giungendo in fondo a via Rizzoli, poi Ugi Bassi, si arriva all’incorcio con via Marconi e Porta Lame. Dopo aver percorso un’ampia strada trafficata, diventa piacevole avventurarsi per una delle viuzze più vive ed interessanti della città. Via del Pratello ha ormai dato il nome ad un intero quartiere, inglobando piazze e stradine per costituire al giorno d’oggi un’area frizzante ed alternativa.

Un tempo nota soprattutto per artigiani, lavori umili e degrado, la via si è trasformata nel corso degli anni in un punto di riferimento della vita notturna bolognese. Col suo stile casual ed informale, il Pratello attira solitamente una clientela universitaria, ma anche giovani coppie e lavoratori, appassionati di musica e vecchi amici dei baristi.

Il primo dei tanti punti critici che interrompono la marcia, la piccola enoteca agricola sulla sinistra dopo il bar Macondo può compromettere un’intera serata ed impedirvi di proseguire cedendo all’offerta di due bottiglie di vino contadino a 5 euro, da consumare con calma seduti sotto i portici o approfittando di un piccolo buffet ogni venerdì sera, al ritmo della musica dance anni ’80. È anche possibile acquistare qualche poster in bianco e nero di stelle del cinema e grandi classici del dopoguerra, mentre si fanno due parole con il proprietario. Meglio passarvi ad inizio serata: il negozio chiude infatti abbastanza presto per i ritmi del Pratello e verso le 22:00 iniziano già ad abbassare la saracinesca con uno splendido murales che ritrae il viso di una bambina immersa nella natura.

Se riuscirete ad andare oltre, all’angolo con via Pietralata lo storico Barazzo vi accoglierà a suon di blues, anche in settimana. Accogliente e sempre affollato, il locale ospita spesso anche musicisti jazz e ritmi afro, per una serata piacevole in cui alternare un ballo sfrenato sotto il palco ad una bevuta in compagnia di fronte all’entrata.

Altro bar interessante, il Tarcaban chiude via del Pratello con uno stile etnico e casual. Perfetto per organizzare feste di laurea e pranzi di compleanno, propone un aperitivo marocchino gustoso ed economico e mette a disposizione una chitarra per cantare in coro pezzi famosi con degli sconosciuti o dar spazio alla creatività.

Sulla strada del ritorno, il circolo Margot resta aperto sino al mattino. È un piccolo ed affascinante locale d’altri tempi, dal carattere intimo e familiare, per passare qualche ora a chiacchierare a lume di candela e godersi l’ottima scelta musicale di sottofondo.
Per entrare si deve bussare ad un portone rosso e l’oste, sempre di un’eleganza impeccabile, vi farà accomodare proponendo un’ampia gamma di vini e piatti tipici a qualsiasi ora vi presentiate.

Immancabile tappa prima di dormire, il Babilonia sazia i superstiti di una serata al Pratello con uno dei migliori kebap in città. Offre inoltre una buona scelta di piatti mediorientali il cui aroma fa rallentare il passo e attira i clienti, invitandoli a sostare nuovamente sulla via di casa.

Botellón sotto le stelle

anima della città
@Vincenzo Corvasce

Da frequentare di giorno o di notte, Piazza San Francesco è una delle zone più interessanti e dinamiche del Pratello. L’omonima basilica gotica le fa da padrona, con la splendida facciata di mattoni a impronta romanica che mette in penombra l’intero sagrato. La piazza trasmette un fascino senza tempo, ma la magia scatta al calar del sole: i bar e le panchine che la circondano cominciano ad essere così affollati che un gruppetto di ragazzi con qualche bottiglia di birra o una chitarra si siede per terra proprio al centro. Questo gesto funge da scintilla per numerosi altri che ne seguono ben presto l’esempio, finché verso mezzanotte la piazza si riempie completamente e qualche volta risulta perfino difficile trovare un piccolo spazio per sedersi in mezzo alle persone.
È sicuramente uno dei luoghi più incantevoli in linea con l’anima della città in cui è possibile rimanere semplicemente fermi per ore, seduti all’aperto con gli amici, in estate come d’inverno, e godersi l’atmosfera che avvolge ogni cosa.
Spesso sulle scalinate del sagrato si radunano dei musicisti di strada che animano la serata con ritmi africani e sound esotici.

Tra la folla risuona sempre qualche nota di chitarra che riesce a coinvolgere i gruppetti adiacenti, mentre di fronte al bar De’ Marchi è facile trovare il gruppo di balli folk disposto in cerchio, animato da cori, tamburelli e coppie che danzano la pizzica.

Da non perdere la manifestazione “Il Pratello R’esiste” nella giornata del 25 aprile: la lunga viuzza piena di barettini e ristoranti si anima di colori e musica, tra bancarelle, vestiti etnici, vino economico e prodotti tipici. In particolare, la piazza ospita numerosi concerti, momenti di dibattito e spazi per associazioni no profit. La sera si riempie di gente in cui si fanno spazio giocolieri e si organizzano gare di limbo, in quella tipica esplosione di energia che Bologna riesce sempre a regalare.

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Laureata in Lingue e Letterature Straniere, negli ultimi tre anni ho vissuto in Spagna, Germania e Montenegro. Trasferita a Bologna per proseguire gli studi, amo viaggiare e raccontare dei luoghi in cui sono stata. Canto, adoro il cinema e ho uno spirito creativo che cerco di esprimere in diverse forme artistiche.

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