Succede solo agli Europei: Grecia 2004, il trionfo più inatteso

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Grecia Europei 2004: il trionfo | @uefa.com
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Il Leicester delle nazionali, titoleremmo oggi. Perché raramente si è visto un underdog di questo tipo non solo arrivare fino in fondo, ma anche alzare il trofeo.

Siamo nel 2004, l’Europeo si gioca in Portogallo. Sono vivi e attivi nella penisola lusitana tra il 12 giugno e il 4 luglio giocatori come: Zinedine Zidane, Francesco Totti, Christian Vieri, Ruud van Nistelrooy, Thierry Henry, Pavel Nedved, i padroni di casa Rui Costa e Luis Figo, i giovani Cristiano Ronaldo, Wayne Rooney, Antonio Cassano, Zlatan Ibrahimovic.

Ma l’MVP del torneo è stato Theodōros Zagorakīs, o Θεόδωρος Ζαγοράκης (sfruttiamolo il liceo classico che fa figo). Che a fine stagione sarà anche quinto nella classifica del Pallone d’Oro 2004 vinto da Shevchenko.

Grecia Europei 2004: il trionfo più sorprendente

Come è stato possibile? Partiamo da lontano. Nelle qualificazioni la Grecia arriva davanti alla Spagna (ok, non è la Spagna di oggi, però), segnando 8 gol in 8 partite per 18 punti complessivi, vincendo 1-0 alla Romareda di Zaragoza.

Livello non eccelso, ma senza dubbio la miglior generazione greca, che era arrivata nel 1998 alla finale dell’Europeo under 21.

Casualità del sorteggio, nel girone della fase finale sono di nuovo con la Spagna, poi con la Russia e il Portogallo padrone di casa. Pronti, partenza via e subito la sorpresa: all’esordio portoghesi k.o., “matati” da Karagounis e Basinas, inutile il gol di Cristiano Ronaldo. Ammutoliti i 48761 del Dragao di Oporto, e un po’ tutto il mondo.

Nel secondo turno arriva il pari con la Spagna (si sblocca Charisteas, tenetelo lì), infine la sconfitta con la Russia 2-1. Si torna a casa? No, perché i gol segnati premiano gli uomini del colonnello tedesco Otto Rehagel.

Se proprio si deve cadere, si cadrà da eroi greci.

Questo il suo mantra.

Ai quarti c’è la Francia. Barthez, Makelele, Pires, Zidane, Henry, Thuram, Trezeguet. Chi decide? Angelos Charisteas, di testa, su assist di capitan Zagorakīs, uomo ovunque.

La semifinale è con l’altra grande sorpresa, la Repubblica Ceca di Nedved e Cech. La traversa di Nikopolidis trema dopo 2′ quando Rosicky la centra in pieno. È un monologo ceco, Zeus però guarda giù e aiuta i suoi ragazzi. Si va ai supplementari, al 105′ Katsouranis batte un corner: Dellas (ve lo ricordate Traïanos Dellas?) anticipa tutti, Grecia in finale.

E il cerchio si chiude, primo match con il Portogallo, ultimo ancora con il Portogallo. Padroni di casa favoritissimi, ma non hanno fatto i conti con la testa di Angelos Charisteas: al 57′ il centravanti tocca un corner di Basinas, l’1-0 resiste fino al 90′.

Data a 80-1 all’inizio del torneo, la squadra di Rehagel alza il trofeo: gli eroi greci non sono caduti, hanno esultato.

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Classe 1990, trapiantato a Milano ma orgogliosamente friulano, collaboro dal 2011 con il Messaggero Veneto, dal 2013 con Libero e dal 2015 su FabbricaInter, occupandomi prevalentemente di sport. Il mio film preferito è "The Blues Brothers" e John Belushi è la mia guida spirituale, anche se Dio è portoghese.

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