Un graphic novel allo Strega? Intervista ad Antonio Pennacchi2 min read

1 Luglio 2014 Cultura -

Un graphic novel allo Strega? Intervista ad Antonio Pennacchi2 min read

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Un graphic novel allo Strega? Intervista ad Antonio Pennacchi[quote align=”center” color=”#999999″]Gipi sfiora la finale e Antonio Pennacchi, vincitore nel 2010 con Canale Mussolini da poco adattato a graphic novel da Tunué, dice la sua su Strega e graphic novel. Un matrimonio che non s’ha da fare…[/quote]

Lo scorso 11 giugno è stata annunciata la cinquina da cui tra qualche giorno (il 3 luglio ndr) uscirà il nome del Premio Strega 2014. Purtroppo, dopo averne tanto parlato e discusso per diverse settimane, non è tra i cinque finalisti Una storia di Gipi. Mai come quest’anno un graphic novel ha fatto parlare di sé, tanto da rischiare quasi un’incredibile finale. Sarebbe stato curioso e stimolante star qui a immaginarci possibili scenari estivi (vedi alla voce Quale libro portare sotto l’ombrellone?) in cui un fumetto per la prima volta avrebbe vinto lo Strega, ma così non è andata. Non ci resta quindi che sperare per il futuro e apprezzare l’attenzione che il più importante premio letterario italiano inizia a riporre nella nona arte.

Per Le Nius abbiamo raggiunto per una breve ma significativa battuta, che sicuramente non passerà inosservata, Antonio Pennacchi, il vincitore dello strega 2010 con Canale Mussolini, diventato da pochi mesi un graphic novel edito dalla casa editrice di Latina Tunué.

Un graphic novel allo strega? Intervista ad Antonio Pennacchi Un graphic novel allo strega? Intervista ad Antonio Pennacchi

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il successo in libreria e la vittoria dello Strega Canale Mussolini è diventato un fumetto. Che sensazione si prova a vedere un proprio testo diventare un graphic novel?

Sono contento e soddisfatto. Gli autori hanno avuto la mia più ampia delega nella realizzazione dell’opera. Canale Mussolini a fumetti mi piace!

Pennacchi, secondo lei ci sarà spazio un giorno per un graphic novel nella cinquina finale dello Strega? L’Italia che distingue romanzo e fumetto, anche fisicamente in libreria, è culturalmente pronta per un simile passo?

Si tratta di una questione un po’ complessa… Il Premio Strega è nato ed è, costitutivamente, il riconoscimento al miglior romanzo italiano scritto nell’anno precedente. Spesso non gli è perfettamente riuscito il suo intento, premiando a volte libri che di lì a poco già tutti si erano scordati, e non premiandone altri che invece sono rimasti e rimarranno a lungo nel canone letterario italiano e soprattutto nel cuore dei lettori.
Ma ciò non toglie che il suo intento e la sua funzione siano appunto quelli di premiare – e con questo di indicare all’attenzione dei lettori – i migliori romanzi che di anno in anno vengono scritti in Italia. Poi, col tempo, la maglia si è un po’ allargata, e dal romanzo si è estesa al racconto, al reportage, all’introspezione e anche alla dissertazione. Ma restando comunque sempre all’interno della narratività attraverso la scrittura.

Sta dicendo che non vede il fumetto nello Strega?

Non dico che il graphic novel non sia una forma d’arte. Ma è un’altra arte, non è quella della scrittura. Altrimenti mi spiegate perché non la si presenti pure all’Oscar, ai Telegatti, al David di Donatello o al Festival di Sanremo?

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Federico Vergari

Federico Vergari. 3 giugno 1981. Giornalista pubblicista. Un saggio sul rapporto tra politica e fumetto pubblicato nel 2008 con Tunué. Scrive un po’ di tutto sul suo blog ilcanedaguardia.blogspot.com. Per lenius.it si occupa esclusivamente della nona arte. II fumetto.
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