Giochi in scatola politica: Italian House of Cards

di
giochi in scatola politica
@Ryan Hyde


Fare politica, si sa, è come giocare a carte: si punta, si bluffa e c’è sempre il sospetto che qualcuno stia barando. Ma una volta, diciamo ai tempi della Prima Repubblica, si aveva almeno la sensazione che tutti i giocatori seguissero più o meno le stesse regole.

Come dimostrano le campagne elettorali degli ultimi vent’anni, ad esempio quella delle Europee appena concluse, oggi le cose sono un po’ più complesse. Nella politica italiana contemporanea sembra che ogni giocatore stia giocando un gioco diverso, con regole e carte tutte sue.

Abbiamo cercato di stabilire quali.

1 – Dixit

Forse non tutti conoscono questo bellissimo gioco, ideato dal game designer francese Jean-Louis Roubira, che già suggerimmo per Natale.

Diversamente dalla maggioranza dei giochi di carte, Dixit non premia la strategia, ma l’intuito e la capacità di compiere libere associazioni. All’inizio della partita ogni partecipante pesca dal mazzo sei carte; ognuna di esse riporta un’immagine ambigua quanto evocativa, opera dell’illustratrice Marie Cardouat.

A turno i giocatori rivestono il ruolo del Narratore. Il Narratore sceglie una carta della sua mano; dopodiché fornisce agli altri giocatori un indizio, che può essere una frase o anche una singola parola, riguardante l’immagine raffigurata sulla carta che ha scelto.

A questo punto ciascun giocatore sceglie una delle carte in suo possesso. Tutte le carte scelte vengono mescolate e poi scoperte; i partecipanti, sulla base dell’indizio fornito, devono votare qual è, secondo loro, la carta del Narratore. Non succede praticamente mai che i voti siano unanimi.

In sostanza, Dixit è un gioco sulla fallacia della comunicazione verbale: i giocatori sono un gruppo di persone che sentono la stessa cosa ma, nella maggior parte dei casi, capiscono cose diverse.

Ed è per questo che Dixit rispecchia alla perfezione lo spirito del Partito Democratico.

Giochi in scatola politica
E se la frase fosse “Partito Democratico”, quale di queste carte sceglieresti?

2 – Fluxx

Creato dallo statunitense Andrew Looney – uno stravagante neohippy che, tra le altre cose, ha contribuito alla realizzazione del telescopio spaziale Hubble – Fluxx è decisamente un gioco unico. O meglio, un non gioco.

La caratteristica di Fluxx, infatti, consiste nel fatto di non avere regole fisse. Il regolamento si sviluppa con il procedere della partita: ogni carta che viene giocata aggiunge o modifica una regola. Sono i giocatori stessi a stabilire, con le loro mosse, quante carte è lecito tenere in mano, quante possono essere giocate ogni turno, quali sono i requisiti necessari per vincere e così via. E qualunque regola può essere cambiata in qualsiasi momento.

L’insofferenza verso gli schemi rigidi, l’interpretazione elastica dei regolamenti, la coerenza intesa non come virtù ma come limite degli individui senza fantasia: Fluxx è certamente il gioco di Forza Italia.

3 – Cards Against Humanity

giochi in scatola politicaIl fenomeno ludico del momento. Nato per scherzo a una festa di liceali dell’Illinois, in pochi anni è assurto al rango di cult grazie al taglio politicamente scorretto.

Le carte di Cards Against Humanity si dividono in due categorie: Domande e Risposte. A inizio partita ogni giocatore pesca dieci carte Risposta, che riportano voci di ogni tipo: nomi, luoghi, parti anatomiche, insulti, bizzarrie improbabili, riferimenti sessuali, di tutto.

Ad ogni turno viene pescata una carta Domanda, che riporta una frase con uno o più spazi vuoti. Scopo dei giocatori è completare le affermazioni con le carte Risposta a loro disposizione. Il risultato è spesso demenziale e quasi sempre offensivo. Qualche esempio tratto da partite realmente giocate:

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LA7D PRESENTA: “PARLARE A VANVERA”, LA STORIA DEL SUFFRAGIO FEMMINILE

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Esiste un sistema di assegnazione dei punti – i giocatori sono chiamati a votare la frase migliore – ma è uno di quei giochi nei quali importa poco chi vince. Il vero obiettivo è sfornare il maggior numero possibile di dichiarazioni comiche e improbabili.

Va da sé che Cards Against Humanity è il gioco-simbolo del Movimento 5 Stelle.

Immagine| notempire.com

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Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.

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