Play-by-chat: scoprire, o riscoprire, i giochi di ruolo online

di
Tipico giocatore di ruolo
@David Blackwell.

Se dovessi descrivere il Play-by-Chat, lo presenterei come una via di mezzo tra il videogioco e il gioco di ruolo. Non per nulla viene definito meglio come gioco di ruolo online. In ogni caso, si tratta di un mondo affascinante, a mio parere sottovalutato, che vive una fase di crisi e che invece meriterebbe una riscoperta.

Cos’è un gioco di ruolo online?

Un gioco di ruolo online è un gioco nel quale gli utenti creano una storia, improvvisando o basandosi su certe linee guida stabilite a priori, scrivendo all’interno di stanze-chat. Ogni stanza rappresenta un luogo specifico dell’universo sul quale è basato il gioco di ruolo stesso. Una lista esaustiva di tutti quelli disponibili in rete sarebbe impossibile da stilare, perché sono davvero centinaia, ma si spazia da giochi a sfondo storico, ad altri a tema fantascientifico, fantasy, horror, erotico, senza tralasciare quelli ispirati a film, romanzi e videogiochi e quelli ambientati ai giorni nostri, in comunissime città esistenti o fittizie. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Il nostro ruolo consiste nel trovare l’ambientazione più congeniale alle nostre conoscenze e alle nostre caratteristiche, scegliere un personaggio da interpretare (seguendo le indicazioni dei regolamenti) e, una volta incontrati altri giocatori disponibili, dare vita ad una storia. Le descrizioni seguono regole precise, dall’uso della terza persona alla necessità di descrivere minuziosamente le azioni del nostro avatar, soprattutto nelle eventuali fasi di combattimento richieste da certi giochi.

Le variazioni sul tema sono innumerevoli: in alcuni giochi di ruolo non c’è altro scopo se non l’interazione e la creazione di una storia a mo’ di passatempo, in altri esiste un sistema di “duelli” che può richiedere anche il lancio virtuale di dadi per determinare il successo o la sconfitta, altri ancora sono tanto complessi da prevedere avanzamenti di livello, promozioni, lavori veri e propri da gestire regolarmente, e così via. Compatibilmente con il tempo a nostra disposizione, potremmo davvero fare di tutto e crearci, sempre senza esagerare, un’esistenza parallela.

Personalmente, a titolo di esempio, ho provato qualche anno fa un gioco di ruolo ambientato in una Los Angeles fittizia. Pur non avendo troppo tempo da dedicarci, riuscivo a ritagliarmi un paio d’ore alla settimana nelle quali diventavo il mio avatar e facevo una capatina al bar, interagivo con altri giocatori informandomi su ciò che accadeva in città, passeggiavo al parco o suonavo la chitarra in riva al mare, o cercavo lavoro come cameriere.

Alcuni amici erano invece impegnati su giochi di ruolo ispirati al mondo de Il Signore degli Anelli ed erano molto più presi di me, tra combattimenti e lunghi viaggi. Recentemente, invece, ho scoperto un gioco di ruolo online enorme costruito sull’universo de Il Trono di Spade di Martin, che consiglio a tutti i fan della saga e della serie TV.

È ovvio che questo tipo di gioco si rivolga a una nicchia di utenti. Meno immediato e guidato di un videogioco, richiede sempre di stare davanti al PC (la fruizione su dispositivi mobili non è ottimale) e soprattutto di impegnarsi con la fantasia e con la scrittura. Non c’è una storia, non c’è uno scopo, perché storia e scopo li decidono i giocatori stessi (o lo staff di moderatori), spesso partendo da un punto e senza sapere bene dove arriveranno.

Non ci sono video, animazioni, immagini (escluse alcune foto di luoghi e personaggi) e tutto sta nell’abilità di chi scrive e descrive.

“Difetti”, questi, che per chi ama scrivere e inventare sono pregi. Il coinvolgimento di un’esperienza simile è potenzialmente enorme, ammesso di trovare abbastanza giocatori con cui relazionarsi. Ma per molti l’idea di un gioco dove bisogna solo scrivere è un ostacolo insormontabile: un’attività da nerd, che richiede troppo tempo e fatica e che dà poca soddisfazione. Motivo per cui anche nei giochi di ruolo online apparentemente più curati (certi hanno regolamenti precisi come enciclopedie ed un mondo strutturato in modo maniacale) si trovano oggi solo poche decine di utenti attivi.

Il sito italiano specializzato in questo settore ha recentemente intervistato alcuni gestori di GdR online chiedendo loro se il Play-by-Chat sia morto. L’impressione generale che si ricava dall’articolo è che, se non morto, sia comunque morente, per tutti i motivi elencati prima: poca fruibilità in mobilità, formula che richiede un maggiore impegno rispetto ad altri giochi e forse anche eccessiva dispersione di utenza tra siti ad ambientazione analoga. Resiste comunque uno zoccolo duro di utenza che anima i mondi virtuali con “ruolate” degne di tale nome.

In un mondo dove i videogiochi, le app e i social network occupano buona parte del tempo dedicato allo svago personale, non sarebbe male scoprire o riscoprire il mondo dei giochi di ruolo online. Perlomeno ci costringerebbe a pensare, far volare la fantasia, creare, valutare opzioni, anziché semplicemente seguire un percorso prestabilito, far esplodere serie di caramelle colorate o mettere “mi piace” a notizie sensazionalistiche di scarsa affidabilità. Senza togliere priorità alla vita vera, quella fuori da internet, il Play-by-Chat meriterebbe almeno una prova, senza pregiudizi: tanto, non costa nulla.

Segnala un errore

Classe '85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura (ho pubblicato cinque romanzi) ed i videogiochi, non disprezzo fumetti, calcio, cinema e cucina. Eterno bambino, amo la vita e credo che sia troppo breve per non interessarsi a... tutto!

1 Comment

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Gimme5, qualche domanda a chi la usa

Una raffica di domande a uno studente che usa Gimme5 per i suoi piccoli investimenti: "Chi sei? Quanto usi questa app? Quanto ci hai guadagnato?".
Torna su
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: