Germania campione del mondo, il trionfo di un modello nuovo e vincente

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Germania campione del mondo, il trionfo di un modello nuovo e vincente

La Germania batte l’Argentina 1-0 ai supplementari ed è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia, la prima da quando la nazionale rappresenta il Paese unito. Ventiquattro anni fa infatti, il Muro era appena caduto ma ai Mondiali di Italia ’90 la nazionale tedesca compariva ancora come Germania Ovest. Era la Germania arrogante dei Matthäus e dei Rudi Völler, la nazione dei panzer schiacciasassi, difensivamente inespugnabili.

È cambiata molto la Germania, in questi 24 anni di pausa, in cui un mezzo troviamo comunque un europeo vinto, tante semifinali e una finale (Giappone-Corea del Sud 2002). Dal calcio roccioso e spigoloso ad un calcio più fantasioso e spettacolare, dalla difesa ad un gioco più offensivo. La svolta nel 2006, quel doloroso Mondiale in cui i tedeschi si sono visti superare dall’Italia in semifinale.

Quel mondiale la Germania era allenata da Jurgen Klinsmann, ma il secondo era già quel Joachim Löw che oggi è l’allenatore Campione del Mondo: la nazionale tedesca iniziava a far vedere un nuovo modello di calcio, più votato all’attacco e meno conservatore e conservativo.

Elegante, impeccabile, sobrio, Löw rappresenta in maniera perfetta questa nazionale e viceversa: quasi 10 anni di lavoro, un’eliminazione a Sudafrica 2010 in semifinale con la Spagna e un’eliminazione in semifinale agli Europei 2012 con l’Italia, ma non per questo un progetto interrotto. La strada intrapresa non è stata picconata, come successo in Italia con Prandelli, i tedeschi hanno continuato a lavorare su quella che era una nazionale di grande valore.

Germania campione del mondo, il trionfo di un modello nuovo e vincente

Un modello, dicevamo: perché specchio di una nuova Germania, multiculturale e meticcia, avanti anni luce rispetto alle sterili polemiche provinciali e stupide dei Salvini di casa nostra, e frutto di un investimento che supera i 600 milioni di euro sul settore giovanile. Il calcio tedesco è ripartito dal settore giovanile, e dalla Germania degli Özil (di origine turca), dei Khedira (tunisino), dei Kroos (Germania Est), dei Klose, vecchia scuola ma grande umiltà e applicazione.

La Germania ha dominato questo mondiale senza però avere vita facile: gli ottavi di finale ai supplementari contro l’Algeria, l’1-0 con la Francia, la difficilissima battaglia in finale con un’Argentina tenace e orgogliosa. Solo con il disastrato Brasile, vittima di se stesso, non c’è stata partita e la Germania si porta a casa anche un risultato storico senza precedenti, una vittoria per 7-1 in semifinale contro il Brasile, in Brasile.

Un Mondiale perfetto, il coronamento di un grande lavoro ma anche l’inizio di un ciclo: chi potrà fermare questa squadra solida e spettacolare ai prossimi europei? Tra i pali il portiere in questo momento più forte del mondo, Manuel Neuer, imbattibile in porta e bravissimo con i piedi; una difesa che probabilmente è il reparto meno forte della squadra ma può contare su un certo Hummels, difensore con testa e piedi molto buoni, il capitano Lahm, un certo Boateng, cresciuto moltissimo e Howedes, un inno alla caparbietà tedesca.

Centrocampo semplicemente imbattibile con Schweinsteiger, Kroos, Khedira e Ozil, un mix di tecnica, potenza e culture calcistiche diverse che è il vero motore di questa Germania bella e vincente. Poi Muller, l’autentico trascinatore della nazionale con 4 reti e tanti assist, sgraziato ma tremendamente efficiente; chiude Klose, l’attaccante che in Brasile è diventato il calciatore più prolifico della storia dei Mondiali.

La storia del calcio dimostra che non è come dice Gary Lineker quando afferma che

Il calcio è uno sport che si gioca undici contro undici e alla fine vincono i tedeschi

questa volta però ce l’hanno fatta, e con pieno merito.

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Si occupa della community di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone qui dentro e sui social media. Di mestiere editor e SEO. Da sempre ha un debole per i troiani e una forte antipatia per gli achei (semicit.). davide@lenius.it

3 Comments

  1. Un vero modello, non solo sportivo. Low siede sulla panchina tedesca dal 2006, ma prosegue una linea di gestione del calcio tedesco già inaugurata col suo predecessore Klinsmann. Otto anni di lavoro, di cui si vede bene la continuità e la coerenza, coronati dal successo di ieri.
    Negli stessi anni 2006-2014, e nonostante il mondiale vinto proprio nel 2006, l’Italia ha cambiato tre commissari tecnici e sta cercando il quarto.
    Incidentalmente, non condivido il riconoscimento come ”Pallone d’oro” del Mondiale a Messi (che apprezzo molto ma che gioca ancora molto da solo dribblando tutto e tutti, un pò come i ragazzini), piuttosto avrei premiato Muller o Schweinsteiger

  2. Io avrei premiato James Rodriguez ma dovendolo dare a un giocatore in campo Muller, Lahm o Mascherano

  3. Messi è il più forte del mondo, ma in questo mondiali non è stato il migliore. Anch’io avrei scelto James Rodriguez o Muller.

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