16 frasi che Pippo Inzaghi ha detto davvero6 min read

16 Giugno 2015 Calcio Sport -

16 frasi che Pippo Inzaghi ha detto davvero6 min read

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frasi pippo inzaghi
@acmilan

Premessa: non bisogna fare mai troppo caso alle parole degli allenatori subito dopo o subito prima di una partita. Ci sono una serie di frasi fatte – Abbiamo giocato una buona partita è il must, sia che tu abbia vinto sia che tu abbia perso – che vengono fuori senza che un tecnico ci pensi su più di tanto. Sul tema, in ogni caso, c’è un ottimo approfondimento qui: si va da Sono nella squadra per cui tifavo sin da bambino, a La partita è stata decisa dagli episodi.

Esistono però allenatori le cui conferenze stampa sono attese con una certa ansia: vuoi perché sai che ti regaleranno un titolo (Mourinho è il re, in tal caso), o forse un sorriso (Malesani, ci manchi tantissimo), vuoi perché sai che da un momento all’altro può scattare la polemica storica (qui sotto un Zenga vs Varriale d’annata).

E poi c’è Pippo Inzaghi. Quando sei fresco di passaggio dalla carriera di giocatore a quella di allenatore c’è da fare un passo in avanti anche in termini di dialettica e comunicazione. Fondamentalmente, dichiarazioni pre e post partita sono il mezzo con cui un allenatore si confronta con i suoi tifosi, pur avendo come tramite le domande di Massimo Mauro e Maurizio Pistocchi.

E qui nasce un problema, non l’unico dell’Inzaghi allenatore. Le dichiarazioni di Pippo Inzaghi, tendenzialmente, sono un insieme di retorica stucchevole, non-sense vari con una forte tendenza al piagnisteo. Ne abbiamo selezionate alcune. 

Frasi Pippo Inzaghi: le 16 che resteranno (più due)

Partiamo dal 10 luglio del 2014. Il giorno della presentazione ufficiale di Inzaghi come allenatore del Milan. Queste, così come le successive, presagiscono un futuro roseo.

1. “La cosa più importante è ricreare il DNA Milan.  Quando sono venuto qui oggi, ho visto un entusiasmo che mi ha fatto venire i brividi”

è una frase cui dedicheremo più spazio rispetto alle altre perché c’è una parola chiave pronunciata per la prima volta: entusiasmo. Fattore decisivo per quello che sarà il Milan di Inzaghi, almeno nelle intenzioni di luglio. è qui che nasce la parola-tormentone che segna i primi mesi della gestione di Pippo. Addirittura, a detta del tecnico, anche l’addio di Balotelli permette alla squadra di acquisire più entusiasmo. Ma non è prerogativa solo del neo mister, tutt’altro. A supportare la tesi che Inzaghi abbia riportato entusiasmo all’ambiente Milan ci sono anche alcuni tra i giocatori più rappresentativi come Abbiati, De Sciglio, Montolivo, AbateEl Shaarawy, entrambi gli AD del club Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, alcuni tra i predecessori in panchina come AncelottiAllegri, Sacchi, Leonardo e un certo numero di ex giocatori rossoneri: Tassotti, PanucciPancaro, Nesta, BrocchiEvani, persino Legrottaglie. Complimenti a tutti. 

Sempre nel giorno della presentazione, arriva un’altra delle massime del tecnico, quantomeno curiosa, letta adesso.

2. “Dico ai tifosi che il Milan sarà una squadra che lotterà: chi non lotta non potrà giocare nel mio Milan”

Il manifesto programmatico di Inzaghi è notevole, battagliero e carico di – scusate – entusiasmo. Si chiude con questa:

3. “Io sono molto autocritico, anche troppo: quando le cose vanno male penso sempre che la colpa sia dell’allenatore”

Dopo la prima vittoria (3-1 alla Lazio) ne seguirà una seconda a Parma (5-4). In effetti sembra che la squadra sia viva. E il mister tiene le mani avanti, con una frase che a suo modo farà storia:

4. “La cosa che mi rende felice è che anche se perderemo qualche partita, lo faremo solo contro chi è più forte, non chi ha più voglia”

Corollario a questa frase ce n’è un’altra, pronunciata anche dopo la vittoria di Parma e ripetuta ogni qual volta ce n’è stata l’occasione. Quindi, più o meno, sempre:

5. “Non dimentichiamoci da dove veniamo. L’anno scorso questa squadra è arrivata ottava”

Nel pensiero di Inzaghi – è importante sottolinearlo – c’è una forte divisione tra il periodo pre-sosta natalizia e quello successivo. Il Milan che ha chiuso il 2014 a 25 punti, con 6 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte viene descritto quasi come l’Ajax di Michels. Tanto che, dopo Roma-Milan 0-0:

6. “Torneremo a parlare di scudetto al più presto, l’ambizione mia e del presidente è di tornare a primeggiare”

La fiducia sale:

7. “Dopo la sosta avremo la rosa al completo e credo che potremo fare grandi cose. Nel girone di ritorno dobbiamo fare più punti. Possiamo solo migliorare (1)”

Non va proprio così. Il Milan del 2015 è una brutta copia di quello bruttino visto nel 2014. Vince solo tre volte, contro Parma, Cesena e Cagliari, le ultime tre della classe. Nelle prime 3 partite dell’anno nuovo il Milan raccoglie un punto, perdendo in casa contro Sassuolo e Atalanta. È qui che Inzaghi inizia la sua scalata sugli specchi, ricordando, ogni volta in cui ne ha la possibilità, i due risultati pesanti conquistati a dicembre.

8. “Questo non è il vero Milan, quello che ha battuto il Napoli ed ha giocato alla pari contro la Roma”

Dice Inzaghi dopo il k.o. con l’Atalanta e prima della trasferta a Roma con la Lazio, partita in cui, promette il tecnico:

9. “Avremo la bava alla bocca”

Finisce 3-1. Per la Lazio. Ma la fortuna vuole che alle porte ci sia di nuovo il Parma, nel bel mezzo della crisi societaria. E allora, dopo il ritorno alla vittoria (3-1), Pippo ci crede:

10. “Oggi penso sia davvero la partita della svolta. Potremo solo migliorare (2)”

Cosa che non avviene, neanche stavolta: il concetto “svolta” va rimandato. Ritornerà, puntualmente, dopo la vittoria col Cesena e dopo quella col Cagliari. Nel mezzo, ovvero nei due mesi più difficili di Inzaghi allenatore, sono arrivate delle piccole perle.

Prima di Milan-Empoli, domande retoriche:

11. “Ora dobbiamo giocare partita dopo partita: ne mancano 16, perché non possiamo vincerle tutte?”

Dopo Milan-Empoli, finita 1-1:

12. “Non potevamo pensare di dominare a San Siro contro una squadra che ha perso solo 2 gare nelle ultime 15, anzi era ipotizzabile pensare di soffrire. Abbiamo cercato di pressarli alti, ma loro palleggiano meglio della Juventus

Dopo Chievo-Milan, finita 0-0:

13. “Non dimentichiamo che il Chievo è una squadra difficile da affrontare, venire qui e dominare è difficile per tutti”

Dopo Milan-Verona, finita 2-2, ritorna il realismo:

14. “Secondo me per 15 minuti abbiamo giocato bene”

Dopo Fiorentina-Milan, finita 2-1, spunta la teoria della transitività:

15. “La Fiorentina ha vinto a Torino con la Juventus, noi fino all’82esimo vincevamo contro di loro”

Eppure, a tutto c’è una spiegazione, perché:

16. “Affrontiamo sempre gli avversari nella loro migliore condizione”

In attesa della prossima svolta. Anche perché:

Bonus:“Se non mi cacciano io sto al Milan tutta la vita”

Aggiornamento del 16 giugno. Pippo Inzaghi non è più l’allenatore del Milan. Ormai è noto quale sarà il suo sostituto, eppure Pippo non ha mai avuto dubbi.

Bonus/2: “Mihajlovic prossimo allenatore del Milan? Sono chiacchiere da bar e mi fanno ridere”

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Beppe Ruggiero

Statistico atipico, ha curato la sezione Sport e amministrato i profili social di Le Nius. Formatore nei corsi di scrittura per il web e comunicazione social, ha fondato e conduce il podcast sul calcio Vox2Box e fa SEO a Storeis. Una volta ha intervistato Ruud Gullit, ma forse lui non si ricorda.
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