La Francia e i migranti: il governo socialista rincorre Marine Le Pen?

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La Francia e i migranti: il governo socialista rincorre Marine Le Pen?
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La Francia chiude le frontiere e i migranti affollano Ventimiglia. L’Italia invoca Schengen, mentre da Oltralpe rispondono rivendicando le procedure del Regolamento di Dublino. Hollande crede veramente di riuscire a riconquistare i voti del Front National parlando come Marine Le Pen?

La Francia e i migranti: situazione al confine

Da circa una settimana, la polizia di frontiera francese sta effettuando controlli su tutti i treni provenienti dall’Italia arrestando e rimpatriando nel nostro Paese i migranti. A Ventimiglia sono stati organizzati centri di accoglienza improvvisati nei parchi e in strutture di fortuna, con la Croce Rossa che si occupa di fornire ai profughi generi alimentari e beni di prima necessità. Sono molti gli immigrati che continuano a tentare l’espatrio: via treno, nel bagagliaio di un’auto o addirittura alcuni via mare, cercano tutti di lasciare l’Italia per andare a crearsi un futuro in un Paese che continuano a considerare, malgrado tutto, una possibile nuova casa in cui ricominciare. Nelle ultime ore alcuni ragazzi sono riusciti a passare.

Nei giorni scorsi i profughi ancora bloccati al confine hanno organizzato un sit-in di protesta lungo l’Aurelia, poi sfociato in uno sciopero della fame da parte degli uomini. I manifestanti hanno rivendicato a gran voce il diritto di libera circolazione e richiamano la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Uomo in quanto in molti sono scappati da persecuzioni etniche e guerre (sono principalmente somali ed eritrei). La manifestazione si è infine risolta con lo sgombero forzato da parte delle forze dell’ordine, non senza qualche episodio di resistenza passiva da parte di molti giovani immigrati.

Il ministro dell’Interno Alfano è intervenuto sulla questione ribadendo il fatto che l’UE è al lavoro per definire nuove quote di accoglienza vincolanti per Paesi membri, mentre il premier Renzi ha detto che “l’Italia farà da sola, ma sarebbe una grande sconfitta per l’Europa” con l’intento di richiamare lo spirito di solidarietà che dovrebbe contraddistinguere una realtà come l’Unione Europea. La Francia di Hollande continua a dichiarare che non accetterà nessuna ulteriore spartizione.

La Francia e la paura del Front National

Perché mai un Paese guidato da una formazione socialista si esprime in modo così sprezzante e rifiuta di accogliere dei rifugiati? La risposta è da ricercare nelle ultime elezioni amministrative: la disfatta socialista e il successo dei conservatori, unito all’aumento di popolarità del Front National, ha messo in allarme Hollande. Che appare molto confuso, come tutta la sua squadra di governo.

Partiamo però da un fatto, ed è questo: se guardiamo i numeri la Francia accoglie più del triplo di rifugiati rispetto all’Italia. Ed è quindi comprensibile il fastidio francese nei confronti del continuo piagnisteo italiano. Il problema sta proprio in Dublino, che prevede di “obbligare” i richiedenti asilo a fare richieste nel Paese dove arrivano. Come se per un migrante siriano che ha magari la famiglia in Svezia possa essere accettabile di restare solo in Italia.

In Francia l’immigrazione è percepita come un grande problema sociale e politico e le decise campagne della Le Pen hanno gettato benzina sul fuoco. In sintonia con la Lega Nord, il Front National punta forte sulla questione dei migranti che -ormai è dimostrato- porta molti voti.

Il tema migranti affrontato in modo populista e puntando sulle paure delle persone ha favorito i conservatori di Sarkozy (ricordate i rimpatri dei rom durante il suo precedente mandato?) mentre ha colto impreparati i socialisti. Visto l’esito deludente delle amministrative e l’emorragia di consensi, soprattutto nelle regioni vicine al confine italiano, il Governo socialista francese ha deciso di attuare un piano di controlli più efficace sui flussi di migranti provenienti dagli altri Paesi, sopratutto dall’Italia. Lo stesso Hollande intervenendo sulla questione ha specificato

Bisogna distinguere fra gli immigrati che arrivano per motivi economici e non possono restare e i rifugiati che hanno diritto all’asilo politico per i quali deve valere il diritto europeo

o ancora

Ci sono controlli ai confini e abbiamo una politica per limitare quelle persone che vengono da noi perché pensano di trovare un continente del benessere e pensano di trovare lavoro, anche se non possono essere accolti ed essere assorbiti dalle imprese

Per impedire l’ascesa del Front National e per cercare di competere con Sarkozy ad armi pari sul tema dei migranti, i socialisti hanno scelto di rivoluzionare le proprie posizioni assecondando il sentimento anti-migrazione espresso e manifestato dall’elettorato francese. Conservatori e FN hanno già mosso forti critiche al piano di controllo, evidenziando l’incapacità del Ministro degli Interni Cazeneuve e dei suoi colleghi stranieri di trovare un accordo adeguato per tutelare adeguatamente i rifugiati che hanno diritto di asilo e i cittadini europei che subiscono l'”invasione”.

Ma nella lotta contro l’immigrazione si apre anche un nuovo fronte, all’interno delle istituzioni europee: Lega e Front National figurano, infatti, fra gli aderenti al nuovo gruppo al Parlamento Europeo denominato “Europa delle azioni e della libertà” (Enf), il cui principale collante sono proprio le posizioni anti-immigrazione dei parlamentari membri.

I Trattati Internazionali e immigrazione: un po’ di chiarezza

Il trattato dell’UE che si occupa di disciplinare il tema dei rifugiati è il Regolamento di Dublino: dopo diversi emendamenti, l’ultima versione del 2014 prevede che la richiesta di asilo debba avvenire nel Paese di arrivo e che, durante le procedure di registrazione, vengano prese anche le impronte digitali. Nel caso il migrante facesse richiesta in un Paese diverso da quello di “approdo”, questo dovrebbe essere rimandato indietro al Paese di ingresso affinché possa mettersi in regola secondo le disposizioni del Trattato.

I profughi bloccati a Ventimiglia rientrano nella categoria dei rifugiati che ancora non hanno presentato la loro richiesta. Questa situazione si è creata poiché nei centri di prima accoglienza dopo gli sbarchi non sono state registrate le impronte digitali: una soluzione all’italiana per “scavalcare” Dublino. A livello puramente tecnico, rifarsi al Trattato di Schengen sulla libera circolazione nei territori comunitari non è quindi legittimo. È proprio su questo punto che la Francia sta insistendo per giustificare le sue iniziative di rimpatrio ma ciò non toglie che le procedure del Regolamento sono difficilmente attuabili nel contesto migratorio odierno e, proprio per questo motivo, i Ministri degli Interni dei vari membri sono attualmente al lavoro per stabilire un nuovo piano.

Mentre l’Europa rischia di implodere a causa dell’egoismo e del nazionalismo di molti stati sulla questione rifugiati, Hollande appare sempre meno in controllo della situazione: e dovrebbe saperlo bene, il primo ministro francese, che rincorrere a destra partiti come il Fronte Nazionale ha ben poco di strategico. Per quanto il governo socialista si possa lepenizzare, la Le Pen sarà sempre un passo avanti a loro. I socialisti lo capiranno bene alle prossime elezioni.

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Fiorentino di nascita, nativo digitale e content creator di professione, anche se ancora devo capire in cosa consiste questo mestiere. Da nerd di prima categoria ho scelto di seguire la più emozionante delle mie passioni: la politica.

1 Comment

  1. Ma perchè fuggire in paesi lontani anni luce invece di fermarsi nei paesi confinanti? da quanto leggo su numerose fonti, l’Africa è più organizzata dell’Europa in queste cose, e le regole per i profughi vengono fatte rispettare.
    Questi non sono profughi, sono clandestini, aitanti giovinetti provenientida paesi africani non in guerra (tipo Senegal) che vengono qui spesso per vivere aggratis, senza integrarsi (un vero profugo non direbbe ‘l’italia fa schifo’ appena sceso dal barcone, non si lamenterebbe del cibo perchè non idoneo ai fini palati clandestini ecc…

    I francesi hanno ragione.

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