Firenze, cosa vedere in un weekend

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Firenze cosa vedere

Firenze, cosa vedere

Cosa fare in un weekend? Perché non andare a Firenze? Il fascino di una delle città più belle del mondo, capitale dell’Italia dal 1865 al 1871, perla medioevale e patrimonio UNESCO, ma soprattutto luogo dove è nato il Rinascimento.

A Firenze si può vedere una città ogni volta diversa, lanciarsi alla scoperta degli immensi tesori di arte e architettura disseminati ovunque, man non solo: anche fare shopping, scattare fotografie, o solo camminare. Può anche capitare di stare tutto il giorno in coda per un museo, quindi attenzione. La coda può benissimo arrivare a tre ore di attesa, ma tre ore davvero, non per dire.

Tuttavia, dopo la coda, dopo un passo ogni 7 minuti per tutte queste tre ore, dopo 400 scalini cercando di scordare la claustrofobia genetica, dopo questa lunga scalata, arrivare sotto alla Cupola del Brunelleschi è un’esperienza che toglie il fiato.

La Cupola è una vista mozzafiato per la sua magnificenza, a portata di mano. Alzi appena lo sguardo e lì sopra, che davvero potresti toccarlo con un dito se solo fossi alta come Giga, vedi uno spettacolo minuzioso e preciso, grandioso e infinito nella sua finita perfezione che puoi solo aprire la bocca cercando di respirare quell’aurea di genialità nella speranza di tenerla con te il più possibile.

Il biglietto per accedervi costa 10 euro e comprende la visita alla Cattedrale Santa Maria del Fiore, la salita alla Cupola di Brunelleschi e al Campanile di Giotto, l’ingresso al Battistero di San Giovanni, alla Cripta di Santa Reparata e alla Galleria dell’Opera del Duomo.

È d’obbligo passare a Firenze ben più di 24 ore se si vuole visitarne almeno i luoghi irrinunciabili, come San Miniato al Monte, maestoso e paradisiaco. Il panorama che si vede arrivati in cima regala un’immagine di Firenze indimenticabile. E non possiamo non citare la Galleria degli Uffizi, uno dei musei più conosciuti al mondo, che raccoglie opere d’arte di Giotto, Raffaello, Michelangelo, Leonardo Da Vinci, Rubens, Rembrandt e chi più ne ha più ne metta. Merita ben più di una visita: anche qui aspettatevi ore di coda…

Se a tutta questa questa bellezza, a cui abbiamo appena accennato, perché per un weekend basta e avanza, aggiungete il fattore enogastronomico il weekend è completo: le bottiglie di vino delizioso e la fiorentina di 450 grammi con vista sull’Arno che per tutto il tempo scorre, accompagnando i passi dei visitatori su ponti, ciottoli e viette vi renderanno indimenticabile un fine settimana in una delle capitali mondiali dell’arte.

Firenze-cosa vedere - Ponte-Vecchio

Firenze, dove dormire

Se volete andare a Firenze è necessario prenotare prima, decisamente. Io mi sono arrangiata con un ostello non propriamente fantastico, l’Albergo Duilio, Corso Italia 13: potete trovare di molto meglio. Tra quelli consigliati vi segnaliamo il Youth Hostel 2000 sia per posizione, sia per gentilezza del personale che per economicità.

Firenze, dove mangiare

Sentitevi liberi, ma assolutamente, categoricamente, necessariamente, inevitabilmente e ineluttabilmente si deve andare a mangiare in due posti: entrambi si trovano vicino al centro in via De’ Neri. Sono due posticini rustici e semplici, tipici e coinvolgenti coi loro salami appesi al soffitto, i taglieri in vista e le bottiglie di vino che ti guardano chiedendoti di essere comprate.

Uno si chiama La prosciutteria, l’altro All’antico Vinaio. Anche qui è possibile trovare un po’ di fila, ma sicuro non tanta quanto quella per vedere la Cupola del Brunelleschi; inoltre in entrambi i posti sono decisamente efficienti e quindi ti sbrighi in fretta. Un bicchiere di vino rosso e una focaccia crudo, pecorino e pomodorini secchi e la cena è bella che soddisfatta!

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Il primo grande viaggio lo intraprendo nel 1986, per arrivare qui, mondo dove rimarrò fino ad oggi e, mi auguro, ancora per un po’. Cresco, imparo a parlare con la parola “Coca – Cola” disegnandomi così precoce figlia del consumismo. Gioco nei primi anni e studio in quelli dopo. Cade a fagiolo che scrissi una tesina proprio sul viaggio. Ne iniziai uno iscrivendomi all’Università di Terapia Occupazionale e trascorsi qui gli anni migliori, finora. Me ne andai un po’ in giro per l’Europa, tornai. Me ne andai a fare un salto in Kenya, tornai. Me ne stetti un po’ in Perù e tornai anche da lì. Ritornano sempre. Strimpello la chitarra, ma la gente mi supplica di smettere. O comunque di non accompagnare gli accordi con il mio canto. Forse anche per questo preferisco i libri alle persone. A tempo perso lavoro in un ospedale geriatrico a Milano. Magari domani partirò. Magari invece no.

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