Fantacalcio, migliori & peggiori: Juve pigliatutto, “sorpresona” Immobile

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@Twitter di Ciro Immobile
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Stesse presenze di un anno fa, diciassette gol in più. Se nel Fantacalcio esistesse il premio di “Most Improved Player”, che negli sport americani è destinato al giocatore che mostra i maggiori segni di miglioramento da un campionato all’altro, questo finirebbe nelle mani di Ciro Immobile. Una differenza tale non si vedeva dai tempi di Cavani (nel passaggio da Palermo a Napoli) e ha generalmente pochi precedenti.

L’attaccante del Torino, in comproprietà con la Juventus, rappresenta un’eccezione all’interno dell’egemonia bianconera che la classifica di Serie A riassume già a dovere. Nessuno tra i big in mano a Conte ha deluso le aspettative, a partire dagli innesti della scorsa estate in attacco, vero valore aggiunto rispetto alla stagione precedente. Non è una sorpresa vedere gente come Buffon, Chiellini o Vidal in alto nelle classifiche ruolo per ruolo e a questi giocatori va aggiunta la crescita esponenziale di un fuoriclasse come Pogba.

Anche nella Roma non hanno deluso i nuovi acquisti, eccezion fatta per Ljajic. Sia Benatia che Gervinho sono state colonne portanti della squadra, ma l’ivoriano ha dimostrato di non essere propriamente un elemento da Fantacalcio: troppa imprecisione sotto porta per essere un attaccante.

Queste e altre considerazioni nel riassunto della stagione dopo 38 giornate, tra top, flop e sorprese.

Portiere

– Il migliore: Buffon (Juventus); nel Fantacalcio i bonus contano e avere la miglior difesa del campionato aiuta. Lui ci mette del suo, para un rigore a Calaiò e mette qualche pezza. Gioca sempre, a parte le gare disputate dopo la conquista del tricolore. A conti fatti è una scelta migliore di Handanovic, tornato in auge alla fine ma assai discontinuo fino a metà del girone di ritorno, e Reina, troppo condizionato dagli infortuni. Bene anche De Sanctis, per l’anno prossimo occhio a Skorupski.

@calciocatania
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– Il peggiore: Marchetti (Lazio); dopo una stagione mostruosa ecco l’annus horribilis. Ne combina di tutti i colori e perde il posto da titolare, oltre a una chance per il Mondiale che fino a un anno fa sembrava potersi giocare.

– La sorpresa: Scuffet (Udinese); tra Brkic e Kelava ha goduto il terzo, più giovane e molto più solido. Un illustre sconosciuto che si è piazzato al centro del palcoscenico.

Difensore

– Il migliore: Lichsteiner (Juventus); quasi un pari merito con Benatia, ma il giallorosso è stato frenato da alcuni guai muscolari e nel girone di ritorno si è fermato ai box. Lo svizzero ha fatto pentole e coperchi, ovvero gol e assist, in ogni momento della stagione.

– Il peggiore: De Sciglio (Milan); scegliamo lui in rappresentanza della difesa del Milan. Almeno il ragazzo, uno dei protagonisti della rimonta rossonera lo scorso anno, è stato martoriato dagli infortuni. C’è chi, come Mexes o Zapata, non ha questo alibi e ha visto crollare la propria media voto con una forbice che tende a infinito.

– La sorpresa: Rolando (Inter); da panchinaro fisso a Napoli a certezza della retroguardia dell’Inter. Una delle poche, date le lune di Campagnaro, i frequenti infortuni di Samuel e una riscossa di Ranocchia partita molto tardi. Quattro gol all’attivo. Benissimo anche Rami e Molinaro, entrati in lista solo da gennaio.

Centrocampista

– Il migliore: Cuadrado (Fiorentina); vince il testa a testa con Vidal per due motivi. Il primo è che il cileno ha un minimo di concorrenza e ogni tanto qualche partita la salta (soprattutto verso la fine, causa un menisco in disordine), il secondo è che passa con strabiliante disinvoltura dal ruolo di esterno nel 3-5-2 a quello di attaccante per l’assenza di Rossi e Gomez. Da segnalare anche il crescendo rossiniano di Candreva, ma chi l’ha avuto nella prima parte di stagione ha visto pochi benefici.

@calciostreaming
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– Il peggiore: Lodi (Catania); sei mesi a Genova senza lasciare traccia, torna in Sicilia e inizia bene ma poi non trova più il ritmo dell’anno precedente. Uno dei simboli in negativo della resa degli etnei, insieme ad Almiron.

– La sorpresa: Romulo (Verona); trasformato dalla cura Mandorlini. Corre, segna, dribbla, crossa. Se ne accorge Prandelli, che lo convoca in nazionale. Nota di merito per El Kaddouri: a Brescia aveva incantato, a Napoli si è incupito. Torino è stato il luogo della rinascita.

Attaccante

– Il migliore: Immobile (Torino); se sarà o meno il nuovo Schillaci lo sapremo al Mondiale. Intanto conquista il trono dei bomber e un forte interesse del Borussia Dortmund. Citiamo anche Carlos Tevez ed è difficile fare altrimenti: al primo anno in Italia ha fatto la differenza.

– Il peggiore: Bianchi (Bologna); un disastro senza mezzi termini. Doveva far rimpiangere il suo addio al Torino, non è mai riuscito a imporsi, pur con una concorrenza interna di poco conto (Cristaldo e Acquafresca). Malissimo, complici gli infortuni, Diego Milito. Due gol con il Sassuolo e niente più.

– La sorpresa: Toni (Verona); venti gol, per un classe ’77, sono un’enormità. Due anni fa era andato a svernare all’Al-Nasr, solo l’exploit di Immobile lo ha privato del titolo di capocannoniere. Tra giovani scegliamo Berardi, discontinuo ma impossibile da prendere quando è in serata. A diciannove anni colleziona due triplette e un poker nella massima serie.

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

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