Perché quest’anno l’Eurovision è un’altra cosa

di
Francesco Gabbani Eurovision
@it.euronews.com

Seguo l’Eurovision Song Contest da quasi 10 anni, quando un amico appassionato mi ha invitata per la prima volta a vedere la finale che a quel tempo non veniva trasmessa sulla Rai, ma sui canali satellitari con commento esclusivamente in inglese.

Di quella sera ricordo la cena a buffet consumata molto presto sul tappeto del suo salotto insieme ad una decina di altre persone – amici suoi che poi sono diventati anche amici miei – e il silenzio “religioso” calato tra le chiacchiere al momento dell’inizio.

Dopo la prima mezz’ora ho pensato:

questi sono tutti matti!

Stavo assistendo alla competizione musicale più trash, assurda e caleidoscopica che potessi immaginare. Una specie di Saremo fuori controllo, con luci, effetti speciali, performance all’ennesima potenza. E sapete che c’è? Mi è piaciuto.

Eurovision Song Contest Vienna 2015
@desperately.seeking.adventure.co.uk

Mi è piaciuta la formula di una manifestazione musicale finalmente veloce e senza fronzoli, dove protagonista è davvero la musica come è giusto che sia; dove alla fine, tra tanti generi diversi, almeno una canzone che ti piace c’è. Mi sono piaciuti il senso di inclusività e condivisione, vedere sullo schermo un’Europa musicale che si mescola e condivide come non avviene altrove. Mi è piaciuto sentire ogni paese cantare nella propria lingua, cosa che oggi non avviene più, ma che prima era da regolamento.

Eurovision tutte le nazioni
@kremlinrus.ru

Ma più di ogni altra cosa ho amato e amo il clima di festa e allegria che questa manifestazione emana in ogni momento.

Da quella prima serata eurovisiva ne sono passate molte altre e ho avuto modo di scoprire tanti aspetti di questa manifestazione – la più importante competizione canora d’Europa – che hanno contribuito ad aumentare il mio amore per questa grande festa. E a trasmetterlo a chi mi conosce. Merito anche dell’incontro con Cristina Giuntini che, prima di essere collaboratrice di questo blog, è Presidentessa di OGAE Italy, il Fan Club Ufficiale Italiano dell’Eurovision Song Contest (qui se vi va potete leggere l’intervista che le ho fatto) e la più grande appassionata di Eurovision che io conosca. Basta sentire i suoi racconti per avere voglia di saperne di più.

Eurovision 2017 performance Lettonia
@eurovision.tv | Andres Putting

Tornando ad oggi, quest’anno non è come gli altri. Quando ho visto per la prima volta l’Eurovision nel 2009 l’Italia non partecipava. Volontariamente il nostro paese si è tirato fuori da questa manifestazione per 13 anni per poi tornare a partecipare solo nel 2011. C’è voluto comunque qualche anno perché la rete televisiva nazionale tornasse a interessarsi seriamente e a trasmettere la finale in prima serata dando all’Eurovision importanza a livello nazionale. Ma quest’anno c’è qualcosa in più.

Quest’anno c’è l’effetto Gabbani.

Francesco Gabbani, fresco vincitore di Sanremo che quando sale sul palco sente le farfalle nello stomaco, con il suo bel sorriso, le orecchie un po’ a sventola e l’accento strascicato sta facendo parlare dell’Eurovision un po’ tutti, anche chi negli anni scorsi ne era totalmente disinteressato.

Eurovision 2017 Francesco Gabbani
@francescogabbaniofficial

E poco importa se ancora non tutti hanno ben chiaro che la manifestazione si chiama EUROVISION SONG CONTEST e non Eurosong Festival, Vision Song Contest e altri nomi assurdi che mi è capitato di sentire in questi giorni; per il momento accontentiamoci.

Il merito di tanta attenzione, oltre che della sua energia e simpatia, è della canzone, Occidentali’s karma, che ormai volenti o nolenti conosco tutti. Già triplo disco di platino, 100 milioni di visualizzazioni del video su YouTube, stra-passata nelle radio di tutta Europa e scaricatissima da iTunes. Quando ho saputo che proprio Occidentali’s karma sarebbe andata all’Eurovision il mio primo pensiero è stato “quest’anno ci siamo!”. Per me, è adatta a questa competizione come poche. Pezzo orecchiabile ma non scontato, non la solita canzone d’amore (e menomale!), il balletto che ci sta come la ciliegina sulla torta.

In queste ultime settimane Francesco Gabbani è ovunque: TV, radio, riviste, blog. Gabbani che intanto ha già vinto l’OGAE Poll, il premio che i fan club dell’Eurovision assegnano ogni anno al loro artista preferito (preferenza che non influisce in alcun modo sul risultato finale).

Che ve lo dico a fare, le aspettative su di lui sono altissime e come sempre quando c’è odore di vittoria l’interesse aumenta. E in fondo va bene così, non è questo il punto. Il punto è che intanto se ne parla. Iniziamo a sbirciare un poco oltre l’orizzonte sanremese per guardare a una manifestazione che oltre a essere una gara canora è uno scambio di storie, di cultura e comunque qualcosa di diverso da quello a cui siamo abituati. Magari male non ci fa.

Tanto per dire, Radio 105 ha aperto Radio Festival For Europe, una web radio interamente dedicata all’Eurovision Song Contest online 24 ore su 24.

Certo, di strada ne possiamo ancora fare, intanto però abbiamo iniziato a camminare. Non ci resta che stare con il fiato sospeso fino a sabato 13 maggio, giorno della finale.

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Fiorentina di nascita; grafica, designer, event manager di professione; aspirante batterista e speaker nel tempo libero. Creativa e capricciosa come vuole il suo segno zodiacale (Cancro), se non è al suo pc cercatela in radio. [email protected]

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