Europa League o Ok il punteggio è giusto?

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Europa LeagueMi spaventa il provincialismo di una società che preferisce superare “quota 100” in campionato piuttosto che un turno di Europa League. Mi spaventa e francamente proprio non lo capisco. Tra l’altro, se proprio vogliamo fare i provinciali fino in fondo, la finale di Europa League si giocherebbe proprio allo Juventus Stadium.

Se la cosa poteva avere un senso rispetto alla Champions League (vincerla attualmente è impossibile, anche se certo non lo era arrivare agli ottavi) questo atteggiamento è del tutto incomprensibile per la competizione europea “minore”, visto che qui la Juve avrebbe anche chance di vittoria. Che paura hanno Conte e Agnelli?

Che la scelta della società sia netta lo conferma anche la notizia di qualche giorno fa: un premio speciale ai giocatori per il raggiungimento di quota 100 in campionato. Insomma, l’Europa League è davvero snobbata in casa bianconera, a conferma di un atteggiamento provinciale, che paghiamo poi in Europa con prestazioni prive di personalità.

Il tifoso juventino è naturalmente entusiasta di vincere lo scudetto, tenendo a bada le velleità di Roma e Napoli, per non parlare di squadre che si tengono a bada da sole, tipo Inter e Milan, ma francamente vuole vincere qualcos’altro, o almeno provare a farlo. Dopo aver faticosamente riconquistato l’Europa ora la Juve sembra invece disinteressarsene.

Mi chiedo poi quale sia il disegno di Antonio Conte, allenatore che stimo moltissimo, ma che se, come dice, vuole fare strada anche all’estero, deve imparare a vincere in Europa e uscire dal guscio protetto del campetto dell’oratorio italiano. Abbiamo capito, Antonio, che con la Juve stai facendo cose straordinarie (“super-stra-ordinarie”, hai detto ieri dopo Genoa-Juve), ma dicci anche come stanno le cose rispetto alle competizioni europee.

Insomma, dei 100 punti non ce ne facciamo niente se questo significa snobbare l’Europa League. Noi l’Europa League la vogliamo. Ma intanto godiamoci questa:

Immagine | juvelive.it

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Conduce una vita raminga, spostandosi spesso, in sogno, tra la natia Lisbona e l’adottiva provincia italiana, di cui ammira soprattutto i bar di paese. Appassionato di pallone perché fonte di innumerevoli metafore, non riesce a non sentire, non riesce a non scrivere.

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