Un’Europa inadeguata all’emergenza rifugiati

di
Un'Europa
@reuters

Da gennaio 2015, più di 411.000 persone, in gran parte rifugiati, hanno intrapreso viaggi pericolosi in cerca di salvezza in Europa. Oltre 2900 i morti. (Dati Amnesty International)

Abbiamo parlato dei numeri veri (e non di quelli sventolati da Salvini e Meloni, sciacalli della paura) e dei luoghi comuni da sfatare, abbiamo assistito più volte a immani tragedie, abbiamo smontato le bufale sui migranti.

Sono anni che il fenomeno immigrazione è sulla bocca di tutti, appassiona e preoccupa, indigna e impaurisce. E in tutto questo tempo, l’Europa non è stata in grado di dare una risposta univoca.

L’Europa si sta dissolvendo per la sua incapacità di una visione comune e solidale, si sta infrangendo sul muro che circonda l’Ungheria, si sta squagliando sulle spiagge di Lampedusa. Un’Europa che continua a riempire di soldi il premier ungherese Orban ma non riesce neanche a esigere che non venga costruito un muro: se gli Stati per stare in Europa non devono accettare delle regole minime (come, per esempio, di non erigere assolutamente muri ai confini) a che serve l’Europa? Solo ad affossare Tsipras quando non sottostà alla ricetta economica tedesca?

Se una politica europea non riesce neanche ad evitare il pestaggio a sangue di persone che scappano da una guerra, qual è il senso politico del suo esistere?

Una politica europea “incoerente, frammentata e priva di leadership” (sempre per riprendere Amnesty) come dimostrato dal vertice d’emergenza del 14 settembre, un fiasco totale. Immobilismo e comunicati stampa inutili e patinati. Un’Europa ostaggio di qualche stato orientale con leadership autoritarie e prive di memoria storica. Un’Europa che dimostra di non essere Unione, da una parte la Germania che apre e chiude le frontiere a piacimento, dall’altra una collettività incapace di condividere diritti e doveri nel momento del bisogno.

Politica estera debole (se non inesistente), politica interna ricurva su stessa con una spesa di miliardi di euro investiti a difendere inutilmente i confini: e tante lacrime di coccodrillo a piangere le vittime, che ogni giorno, l’incapacità di garantire percorsi legali e sicuri, miete.

Nessun accordo, nessun documento condiviso, grotteschi conteggi sulle quote, rinnovati tentativi di chiusure, rimpatri e controlli: le cronache del vertice europeo raccontano di un’Europa fuori tempo. (Naga)

Un’Europa inadeguata e incapace di essere protagonista attiva e positiva nella Storia quando conta davvero. Muri, arresti, pestaggi, repressione, filo spinato: cosa vi fanno venire in mente?

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Si occupa della community di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone qui dentro e sui social media. Di mestiere editor e SEO. Da sempre ha un debole per i troiani e una forte antipatia per gli achei (semicit.). davide@lenius.it

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