Etichette di qualità ecologica: per una vacanza sostenibile certificata

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etichette di qualità ecologica
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Il mese scorso avevamo lasciato Sabrina e la sua rubrica Vivere Ecosostenibile alle prese con la programmazione delle proprie vacanze, alla ricerca di strutture ricettive ambientalmente virtuose, ossia in possesso delle cosiddette etichette di qualità ecologica. Oggi vediamo meglio di cosa si tratta e perché si tratta di un processo virtuoso, che porta benefici a tutti.

Le principali etichette di qualità ecologica

Fra le etichette di qualità ecologica più note ci sono: Ecolabel, che ha una validità europea e ha come simbolo un fiore, e Icea, con i suoi tre standard (Eco Bio Turismo per le strutture ricettive, Biowellness per i centri benessere, Tourcert per i tour operator).

Ne esistono anche molte altre: The Green Key, molto diffusa in Europa; in America e nei paesi anglo-sassoni i marchi più noti sono Green Globe e Smart Voyager; in Svezia esiste persino una catena di eco-hotel, la Scandic; Eco World Hotel è invece un nuovo network di alberghi italiani rispettosi dell’ambiente, e poi c’è l’etichetta di Legambiente, Legambiente Turismo, che annovera più di 400 strutture italiane certificate.

Legambiente, tra l’altro, dimostra da tempo interesse per questa tematica. Infatti, già negli anni novanta lanciò il progetto Alberghi verdi, un decalogo di regole cui all’epoca aderirono alcuni albergatori, sensibilizzando anche i loro clienti al risparmio energetico e alla raccolta differenziata.

Cosa certificano le etichette di qualità ecologica?

Se una struttura ricettiva possiede una delle etichette di qualità ecologica vuol dire che si è sottoposta a delle procedure di verifica periodiche da parte di un ente terzo, il quale certifica che la struttura in questione rispetta specifici standard previsti dalle norme di riferimento.

Questi standard riguardano essenzialmente le seguenti macrosezioni:

Energia: parte dell’energia elettrica e termica utilizzata deve essere prodotta da fonte rinnovabile; sono previsti limiti sulla tipologia di combustibili usati; il rendimento delle caldaie deve essere elevato; l’impianto di condizionamento deve possedere un’efficienza minima; le finestre devono avere un livello adeguato di isolamento termico e acustico; devono essere fornite agli ospiti informazioni circa lo spegnimento dell’impianto di riscaldamento o condizionamento e delle luci; le lampadine devono essere di classe di efficienza energetica A.

Acqua: si deve rispettare il locale Piano di Tutela delle Acque per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico; il flusso di rubinetti e docce deve essere ridotto; nei bagni devono essere presenti informazioni sul risparmio idrico; il personale deve controllare costantemente la presenza di perdite e gli ospiti invitati a segnalarle; deve essere previsto un adeguato trattamento delle acque reflue.

Sostanze chimiche pericolose: i disinfettanti sono utilizzati da personale istruito solo dove necessario.

Gestione rifiuti: il personale e gli ospiti devono essere informati e dotati di contenitori per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti; i rifiuti pericolosi (toner, batterie, prodotti farmaceutici ecc.) devono essere separati e smaltiti correttamente; non devono essere utilizzati prodotti usa e getta (prodotti per il corpo monouso, tazze, piatti, posate).

Gestione generale: particolare attenzione a manutenzione, formazione del personale, informazione degli ospiti; si deve disporre di una procedura per controllare i dati sul consumo di acqua ed energia.

Questi sono solo alcuni esempi di criteri che le strutture ricettive certificate devono rispettare. Tra le altre cose, il turista che si avvicina a una struttura certificata ha garanzie circa la salvaguardia della biodiversità nelle aree poste sotto il controllo diretto della struttura ricettiva e un’alimentazione sana e corretta, che attinge alle produzioni biologiche locali, quando disponibili.

Effetti positivi delle etichette di qualità ecologica

Ottenere una delle etichette di qualità ecologica è una procedura del tutto volontaria per la struttura ricettiva. Come si può facilmente intuire, essa sosterrà dei costi iniziali per migliorare le proprie prestazioni ambientali, ma successivamente avrà un notevole risparmio sui consumi.

Si tenga presente che un albergo tradizionale, che non adotta particolari misure ecologiche, risulta avere un consumo idrico doppio e un consumo energetico dieci volte superiore rispetto ad un’abitazione privata. Inoltre, certificarsi comporta per una struttura ricettiva un aumento di competitività e un miglioramento della propria immagine sul mercato dell’offerta turistica.

I nostri amici europei già da tempo mostrano di apprezzare e ricercare il turismo responsabile. E l’Italia, ricca com’è di tesori, dovrebbe sicuramente cavalcare quest’onda. Recentemente, comunque, alcuni governi e alcune regioni hanno messo a disposizione degli operatori del settore turistico misure di incentivazione e sgravi fiscali per permettere loro di adeguarsi a questi standard ecologici.

Quel che possiamo fare noi pertanto è, come fa Sabrina, preferire le strutture ricettive dotate di etichette di qualità ecologica per generare un circolo virtuoso. Aumenterà così la competitività fra le strutture che, per essere più competitive, miglioreranno sempre più le proprie prestazioni ambientali. E i vantaggi saranno di tutti, turisti e non.

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Pugliese, non emigrata, convinta che ci si possa realizzare anche restando in provincia e per farlo ho scelto un settore di cui si fa un gran parlare ma con ancora pochi risultati: il rispetto dell’ambiente. Sono ingegnere ambientale e credo tantissimo in quel che faccio. Ritengo fondamentale che ci credano anche tutti i miei simili: solo così si può cambiare rotta e uscire dalle logiche di consumo ossessivo-compulsivo che ci sono state propinate finora. Per questo scriverò per Le Nius di nuovi stili di vita, green e ecosostenibili.

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