È vero che siamo un popolo di bamboccioni?13 min read

2 Luglio 2019 Giovani Welfare -

È vero che siamo un popolo di bamboccioni?13 min read

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Età media di uscita di casa: dati 2013

Secondo Eurostat l’età media di uscita di casa dei genitori in Italia è di 29,9 anni. Questa età media di uscita di casa ci colloca al quarto posto in Europa, preceduti solo da Croazia (31,9), Slovacchia e Malta. La media europea invece è di 26,1 anni e ci sono paesi dove l’età media di uscita di casa è 19,6 anni (Svezia), 21 (Danimarca), 21,9 (Finlandia).

Il dato dell’età media di uscita di casa assume proporzioni particolarmente rilevanti per i maschi, che mediamente vanno a vivere in autonomia a 30,9 anni, mentre le femmine si distaccano a 28,6 anni, quasi 4 anni dopo la media europea.

Va ancora peggio (all’Italia) se, oltre all’età media di uscita di casa, consideriamo anche i dati su quanti giovani vivono ancora con almeno un genitore. Ebbene, il 65,2% dei giovani italiani tra i 18 e i 34 vive con almeno un genitore. Siamo terzi in Europa dopo Slovacchia (74,1%) e Croazia (71,3%).

La media europea è del 48,1% e i paesi con le più basse percentuali di giovani che vivono con i genitori sono la Danimarca (19,2%), la Finlandia (20,5%), la Svezia (23,9%), la Gran Bretagna (34,2%).

Come vuole l’immaginario collettivo, i maschi tendono più a restare a casa dei genitori (lo fa il 71,1%), mentre le femmine sono più indipendenti (vive in casa il 59,2%). Ma siamo sicuri che sia così? In Italia l’uscita da casa dei genitori coincide spesso con il matrimonio o l’inizio di una convivenza, fase della vita che le donne tendono ad attraversare prima degli uomini. Questo spiega, almeno in buona parte, perché più femmine giovani vivono fuori dalla casa dei genitori.

L’Italia presenta inoltre percentuali in crescita, eravamo ad esempio al 60,9% nel 2004, anche se questa è una caratteristica comune a molti paesi europei. Particolarmente rilevante è la situazione dei giovani tra i 18 e i 24 anni, che nel 92,9% dei casi vivono ancora con almeno un genitore. Solo Slovacchia e Malta fanno “peggio” di noi in questa fascia di età, mentre la media europea è del 79,5%. Per dire, in Danimarca due giovani su tre sono già fuori casa entro i 24 anni.

I 25-34enni mostrano invece più indipendenza: “solo” 1 su 2 vive ancora con i genitori, anche se comunque la media europea è del 28,5%, e in Danimarca, Svezia e Finlandia sono praticamente tutti già autonomi.

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Fabio Colombo

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it
9 Commenti
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    Stefano

    Interessante. Ma come si misura, tecnicamente, l'eta' di uscita di casa? Dal cambio di residenza? Io, per esempio, ho smesso di vivere coi miei a 23 anni ma ho cambiato residenza solo a 35 (dopo aver cambiato almeno 8 domicili diversi)... Dunque, alzo o abbasso la media?

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Ottima domanda Stefano. I dati vengono raccolti tramite questionario e poi viene fatta una stima su tutta la popolazione. Ai rispondenti al questionario è richiesto di indicare la propria residenza abituale che di solito, ma non necessariamente, coincide con la residenza anagrafica. Ci sono vari casi, ma la soglia da considerare per classificarsi come residente in un posto o in un altro è un anno. Quindi nel tuo caso saresti stato coi tuoi fino al primo anno di vita da solo. Da lì in poi saresti stato considerato come uscito dalla casa dei genitori. Uso il condizionale perché se non hai compilato il questionario il tuo dato di per sé non esiste, ma è solo il risultato di una proiezione sulla popolazione. Ad ogni modo le proiezioni Eurostat sono considerate piuttosto attendibili.

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    Emi

    Ma è normale vivere ancora con i genitori a 24 anni dato che è difficile o difficilissimo trovare lavoro

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    Emi

    Non siamo bamboccioni, è colpa dell' Italia che è molto difficile trovare lavoro

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Grazie Emi, è proprio la tesi sostenuta dall'articolo (vedi ultima sezione)

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    Ermete

    Questo caso italiano rientra più in generale in tutto il ritardo che esiste nel nostro stile di vita. I giovani italiani studiano e lavorano come tutti gli europei, ma accade qualcosa di diverso quando si tratta di formare una famiglia, come priorità cercano la stabilità economica, la nostra cultura ci chiede una sistemazione dignitosa, siamo il paese del mattone e della dolce vita, difficilmente progettiamo una vita di coppia in ristrettezze economiche, senza supporto dei genitori, in balia di lavori flessibili e incerti, piuttosto prolunghiamo il fidanzamento. Probabilmente gli europei sono un po' più spartani e avventurosi di noi. Secondo me il fattore più determinante sul ritardo è l'insicurezza di avere indipendenza economica, per assurdo la pensione dei propri genitori è una sicurezza che consente al paese di tamponare il problema della disoccupazione giovanile, e dell'insufficiente reddito che hanno i giovani per affrontare il costo della vita attuale. Questo ritardo è direttamente collegato all'anzianità delle madri italiane, sono le più anziane d'Europa, cioè circa un quarto (non ricordo la percentuale esatta) è madre per la prima volta dopo i 35 anni, e il 7% è ultraquarantenne.

    • Fabio Colombo

      Fabio Colombo

      Grazie Ermete, riguardo all'ultimo punto ne abbiamo parlato qui: https://www.lenius.it/eta-media-primo-figlio-in-europa/

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    Claudio

    E' la società che ti permette di fare un passo piuttosto che un altro. Se in Italia l'età media è questa è colpa del sistema; se anche ti trovi male in famiglia, molto, non puoi di fatto andartene. Gli stipendi per i diplomati periti, ma anche per i laureati, per esempio, è quello che è salvo casi particolari. E' fortunato chi ha un supporto familiare tale da consertigli di formarsi bene e, al tempo opportuno, andarsene veramente. La vita vera non è un film.

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    chris

    Io 26 enne mi rendo conto Siamo un popolo di giovani squatrinati, e sottovalutati quando vado a vedere case da comprare mi chiedono sempre "ma hai i soldi? la banca te li da?" o mi offro per aiutare persone/aziende loro mi guardano dall'alto in basso. E la cosa divertente è che sono io che porto lo stipendio a casa e aiuto i miei genitori disoccupati. Sono cornuto e mazziato, mantengo i miei e poi devo pagare pure le pensioni altrui che nessuno ha il coraggio di rimodulare perchè i politici si cagano sotto. Non me ne vado da sto paese solo perchè non so l'inglese sennò già me ne sarei andato in australia, posto in cui mi avevano già offerto il lavoro nonostante fossi uno sbarbato di 22 anni pagato il doppio di qua.

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