Esplorazione lunare: gli anni 2026 e 2027 sono destinati a restare nella storia4 min read

26 Novembre 2025 Uncategorized -

Esplorazione lunare: gli anni 2026 e 2027 sono destinati a restare nella storia4 min read

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Quando si parla di esplorazione della Luna si può fare riferimento, in un’accezione più ristretta, agli atterraggi con equipaggi umani, mentre, in senso più ampio, si includono anche le esplorazioni fatte con sonde, orbite di veicoli spaziali, missioni robotiche ecc.

Se è vero che l’anno più significativo per quanto riguarda l’esplorazione lunare è indiscutibilmente il 1969, che vide, per la prima volta nella storia dell’umanità, camminare sul suolo del nostro satellite gli astronauti Neil Armstrong (1930-2012) e Buzz Aldrin, è altrettanto vero che ci sono stati altri anni fondamentali per quanto riguarda la cosiddetta “conquista della Luna”, come il 1971, quando l’Apollo 15 introdusse il primo Lunar Roving Vehicle (un rover lunare), oppure il 1972, anno dell’ultima missione con astronauti sul suolo lunare o, ancora, il 2013, con l’allunaggio del rover cinese Yutu, che ha segnato il ritorno di missioni di superficie dopo decenni.

Arrivando a tempi più recenti o, per essere più precisi, futuri, il 2026 e il 2027 sono destinati probabilmente a essere ricordati nei libri di storia, grazie alle missioni Artemis II e III. Scopriamo quindi di cosa si tratta.

Il programma Artemis

Artemis è un programma di esplorazione lunare portato avanti dalla NASA e da altri partner internazionali quali ESA (European Space Agency), JAXA (Japan Aerospace Exploration Agency) e CSA (Canadian Space Agency) che ha fra i suoi obiettivi anche quello di sbarcare la prima donna e il prossimo uomo sul suolo lunare, in particolare nella zona del polo sud lunare. Il programma è articolato attorno a una serie di missioni SLS (Space Launch System), un sistema di lancio orbitale non riutilizzabile derivato dallo Space Shuttle e progettato dalla NASA.

La prima missione, Artemis I, si è svolta senza equipaggio nel novembre 2022. Il lancio è stato effettuato il 16 novembre e la missione è durata 25 giorni, 10 ore e 53 minuti con l’ammaraggio in data 11 dicembre. La distanza totale percorsa dal veicolo spaziale è stata di 1,4 milioni di miglia (fonte: sito web della NASA).

Per inciso, il nome Artemis deriva da Artemide, divinità greca figlia di Zeus e di Latona e sorella gemella di Apollo. Il nome della missione è quindi un omaggio al programma Apollo degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

La missione Artemis II: un nuovo viaggio attorno alla Luna

Dopo il successo della missione Artemis I, l’attenzione è ora rivolta ad Artemis II, programmata per aprile 2026. Non è previsto l’atterraggio sul suolo lunare, bensì un viaggio di 10 giorni intorno al nostro satellite.

Secondo quanto specificato sul sito web della NASA, sono quattro gli astronauti designati per la missione: una donna, Christina Koch, e tre uomini: Victor Glover, Reid Wiseman e Jeremy Hansen. Sempre sul sito della NASA si legge che “l’equipaggio di Artemis II collaborerà con gli scienziati sulla Terra per facilitare le indagini scientifiche che guideranno le future missioni spaziali umane”.

Il viaggio di ritorno avrà una durata di circa 4 giorni. Non ci sarà bisogno, come nel caso della partenza dalla Terra, di una manovra propulsiva, perché sarà sfruttato il campo gravitazionale Terra-Luna.

La missione Artemis III: finalmente l’uomo tornerà sulla Luna

L’ultimo uomo ad aver camminato sulla Luna è stato l’astronauta Eugene Andrew Cernan (1934-2017), che nel 1972 prese parte alla missione Apollo 17, l’ultima con equipaggio umano del programma spaziale Apollo.

Se tutto andrà come previsto, dopo circa 55 anni, alcuni esseri umani cammineranno di nuovo sul suolo lunare, grazie alla missione Artemis III, prevista per metà 2027, anche se non si possono escludere rinvii.

L’equipaggio sarà costituito da quattro astronauti e la missione avrà una durata di circa un mese. Saranno però solo due gli astronauti che scenderanno sulla Luna; trascorreranno qui circa una settimana, nelle vicinanze del polo sud lunare, conducendo ricerche scientifiche, dopodiché si riuniranno agli altri due membri dell’equipaggio per il viaggio di ritorno verso la Terra. I nomi dei membri dell’equipaggio non sono ancora stati resi noti.

Anche l’Italia è coinvolta nel ritorno sulla Luna

Anche il nostro Paese sarà protagonista nel ritorno dell’uomo sul suolo lunare. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), infatti, ha concluso nel 2024 la Mission Definition Review del progetto MPH (Multi-Purpose Habitation Module) ovvero il modulo in cui alloggeranno gli astronauti sul suolo lunare. Il progetto è stato coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana ed è stato sviluppato da Thales Alenia Space, una joint venture fra Thales e Leonardo.

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